Proibita la musica

Ascolta l'intervista a Paolo Luigi Branca

COSMO Radio Colonia - Beitrag 27.08.2021 06:32 Min. Verfügbar bis 27.08.2022 COSMO


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Proibita la musica

di Vincenzo Savignano e Luciana Caglioti

Secondo il portavoce dei talebani la musica sarebbe contro l'Islam, per questo non ha posto nell'Emirato afghano. Ma è realmente così? Ne abbiamo parlato con Paolo Luigi Branca, docente di lingua e letteratura araba all'universitá cattolica di Milano.

Frauen die Musik machen

La musica sarà vietata in Afghanistan. Il divieto è analogo a quello in vigore tra il 1996 e il 2001, negli anni in cui i talebani controllavano il Paese. Lo ha annunciato il portavoce, Zabihullah Mujahid, in una intervista al New York Times. "La musica è proibita nell'Islam, ma speriamo che riusciremo a persuadere la gente a rinunciare, senza dover esercitare pressioni". Quando venne applicata furono distrutti molti strumenti musicali. "La proibizione della musica non è riscontrabile nel Corano", sottolinea il professor Branca che poi aggiunge: "nella Sunna, uno dei testi di riferimento dell'Islam, ci sono passi in cui il Profeta chiede di distruggere gli strumenti musicali perché, come, il vino eccitano gli animi. Ma ricordiamo che la recitazione stessa salmodiata del Corano è una forma musicale. E comunque nei Paesi arabi la musica è un elemento fondamentale della vita quotidiana".

Il portavoce dei talebani ha anche detto che sarano concesse alle donne tutti i diritti che l'Islam promette e che le cittadine afghane "possono diventare dottori e insegnanti, possono essere istruite e lavorare a favore della società". La realtà è che le donne continueranno a vivere in uno stato di segregazione e sottomisssione nei confronti degli uomini. "Nella vita del Profeta - spiega ancora il docente Paolo Luigi Branca - una distinzione così netta tra uomini e donne non emergeva. Questo è un elemento subentrato successivamente, anche quello di suddividere le donne tra classi superiori ed inferiori".

Stand: 27.08.2021, 18:29