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Tutti i guai di Tesla in Germania COSMO italiano 13.03.2024 20:44 Min. Verfügbar bis 13.03.2025 COSMO Von Luciana Caglioti


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Tutti i guai di Tesla in Germania

Stand: 13.03.2024, 18:00 Uhr

a cura di Luciana Caglioti, Agnese Franceschini e Daniela Nosari

La Gigafactory di Tesla in Germania incontra difficoltà e polemiche a non finire. Migliaia di nuovi posti di lavoro non bastano per convincere cittadini e ambientalisti ad accettare l’ampliamento della fabbrica. E un attentato terroristico ha alzato i toni della polemica, diffondendo paura e insicurezza. Ma Elon Musk promette: “Nessuno ci fermerà!”

La Gigafactory di Tesla nelle foreste del Brandeburgo

La Gigafactory di Tesla nelle foreste del Brandeburgo

Il problema ambientale di Tesla

La fabbrica della Tesla a Grünheide, nel Brandeburgo, rappresenta il principale polo industriale in Europa per la casa automobilistica del magnate Elon Musk e produce anche il Suv di punta dell'azienda americana, il Model Y.  Nonostante abbia creato 12.500 nuovi posti di lavoro nella regione, da quando è stata inaugurata, nel marzo del 2022, non sono cessate le critiche da parte degli ambientalisti. Le polemiche riguardano soprattutto il disboscamento che ha provocato la sua costruzione e il consumo eccessivo di acqua che avrebbe potuto mettere in pericolo le falde acquifere e l'approvvigionamento di acqua potabile della regione.

L’attentato del Vulkangruppe

La mattina del 5 marzo, ignoti hanno appiccato il fuoco a un traliccio che fa parte dell'alimentazione elettrica della fabbrica Tesla. In questo modo è stata interrotta la corrente in gran parte della regione, migliaia di persone sono rimaste senza elettricità e, a causa del blackout  la fabbrica ha dovuto interrompere la produzione ed è stata evacuata. In tarda mattinata l'attentato è stato rivendicato dal "Vulkangruppe" che appartiene all'estrema sinistra. Nel loro messaggio gli attivisti di Vulkangruppe scrivono che Tesla “divora terra, risorse, persone e manodopera e sputa fuori 6mila Suv a settimana, macchine assassine e monster truck ". Accusano inoltre l'impianto di "inquinare le falde acquifere e di consumare enormi quantità di acqua potabile già scarsa.” L’attentato è stato criticato dagli stessi ambientalisti.

Le indagini guidate dalla Procura Federale

Gli agenti sono intervenuti subito dopo l’attentato e le indagini sono state inizialmente guidate dalla procura di Francoforte sull’Oder. Da venerdì 8 marzo è però la Procura federale che ne ha assunto il controllo. Un portavoce dell'autorità che risiede a Karlsruhe ha dichiarato che, al di là dell’incendio doloso, si ipotizza l'appartenenza a un'organizzazione terroristica che avrebbe anche lo scopo di sabotare la costituzione. Si indaga in ogni direzione, anche se il gruppo estremista di sinistra Vulkangruppe, è il primo sospettato, non solo perché ha rivendicato l'attentato, ma anche perché, già nel 2021, avrebbe compiuto un attacco incendiario alla rete elettrica dell’allora cantiere di Tesla. All'epoca aveva accusato la casa automobilistica di non essere né verde, né ecologica, né sociale. Anche l'Ufficio per la protezione della Costituzione del Brandeburgo accusa il gruppo di diversi attacchi incendiari a Berlino.

Le conseguenze dell’attentato per Tesla

Elon Musk con il figlio sulle spalle mentre viene applaudito dai dipendenti della fabbrica

Elon Musk è stato accolto con giubilo dai dipendenti della fabbrica

Secondo l’azienda con l’arresto forzato della produzione ci sono state perdite per diverse centinaia di milioni di euro. Ma secondo alcuni esperti il danno non dovrebbe superare i 100 milioni di euro. L’esperto del settore Ferdinand Dudenhöffer, fa infatti notare che la domanda di veicoli elettrici è attualmente scarsa. "A febbraio, Tesla ha immatricolato circa 6.000 nuovi veicoli in Germania, il 22% in meno rispetto allo stesso mese dell'anno scorso" ha dichiarato Dudenhöffer, spiegando che la domanda di Tesla sta soffrendo anche in mercati come quello Cina.

La solidarietà da parte del governo regionale

Mercoledì 13 marzo Tesla ha ripreso la produzione e per l’occasione è arrivato anche il proprietario Elon Musk che è stato accolto dai dipendenti con applausi e grida di giubilo. Musk ha dichiarato che nessuno potrà fermarlo e poi si è incontrato anche con il governatore del Brandeburgo, Dietmar Woidke, e con il ministro dell’economia, Jörg Steinbach, ambedue socialdemocratici. In questo modo il governo regionale vuole mostrare la propria solidarietà al magnate e alla sua fabbrica.

Gli altri problemi di Tesla

È dall’annuncio di voler creare un polo di produzione tesla in Brandeburgo che Elon Musk sta incontrando più problemi del previsto. Le proteste sono cominciate subito e hanno ritardato anche la costruzione stessa della fabbrica. Più recentemente, a fine gennaio, la produzione a Grünheide era già stata interrotta per due settimane a causa di problemi di fornitura di componenti per batterie che Tesla importa dalla Cina. Le navi da carico in transito nel Mar Rosso che trasportavano queste componenti erano state attaccate dai ribelli Houthi nello Yemen.  

Un referendum contro l’ampliamento

Per Tesla ci sono anche problemi sulla lunga durata. Era stato infatti programmato di ingrandire la fabbrica e di raddoppiarne la capacità di produzione da 500mila a 1 milione di auto all’anno, ma ambientalisti hanno occupato la foresta circostante, dove sarebbero stati abbattuti gli alberi per fare spazio alla fabbrica. A differenza degli attentatori questi attivisti hanno la solidarietà anche di una parte della popolazione locale. Il bosco dovrebbe essere comunque sgomberato venerdì 15 marzo, ma l’iniziativa “Tesla stoppen” - “Fermiamo Tesla” ha già chiesto di poter prolungare l’occupazione pacifica fino a maggio. C’è stato inoltre un referendum e i cittadini di Grünheide hanno poi votato contro la proposta di ampliare lo stabilimento di altri 100 ettari. Secondo il sindaco Arne Christiani, chi ha votato per l’espansione di Tesla pensava anche alla possibilità di migliori infrastrutture, mentre chi ha votato contro ha pensato alle foreste che costituiscono gran parte del territorio del comune. Il compito di Christiani sarà ora quello di difendere la foresta senza bloccare lo sviluppo della regione.

Tesla nel mercato europeo e italiano

Secondo la giornalista esperta di motori del Corriere della Sera Francesca Cibrario, in Europa Tesla può essere considerata la regina delle auto elettriche. Mentre per quanto riguarda l’Italia il mercato stenta a partire. Un punto di svolta sarà senz’altro, secondo Cibrario, l’arrivo di macchine elettriche più piccole e compatte rispetto alle Tesla e che vengono preferite dagli italiani non solo per il prezzo.

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