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Stefano Cassetti im Café Engel Berlin

Speciale: Stefano Cassetti, attore di film e serie tv

Stand: 14.03.2024, 16:40 Uhr

di L. Caglioti, A. Franceschini, E. Gaddoni e D. Nosari

La passione di Stefano Cassetti era il design, ma poi un casting fatto per caso e per curiosità lo ha trasformato nell’attore dagli occhi di ghiaccio che tutti conosciamo e che lo rendono il cattivo perfetto o per lo meno il tragico outsider, come nel film "Der Fall Collini", ma non solo. Vive e lavora tra Parigi, Berlino e l’Italia e recita in più lingue per cinema, tv e per le principali piattaforme di streaming. Ripercorriamo la sua storia con Agnese Franceschini, e parliamo con lui della sua vita di attore tra tre paesi e dei ruoli che interpreta.

Speciale: Stefano Cassetti, attore di film e serie tv

COSMO italiano 14.03.2024 20:35 Min. Verfügbar bis 14.03.2025 COSMO Von Luciana Caglioti


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All'inizio, il caso

Stefano Cassetti nasce a Brescia il 4 settembre 1974, frequenta il liceo nella sua città natale per poi trasferirsi a Milano e studiare design al Politecnico. Vive un anno a Parigi per l’Erasmus e quando ci ritorna per festeggiare la laurea con gli amici, un caso lo porta davanti alla macchina da presa. Partecipa infatti al casting del film “Roberto Succo” del quale diventa il protagonista. Il film del regista Cédric Kahn arriva a Cannes e grazie a questo ruolo Cassetti viene candidato al premio César 2002, l'oscar francese, come miglior attore esordiente.

La doppia vita di attore e designer

Non accetta subito di essere un attore e continua a tenere i piedi in due scarpe e a lavorare come designer. Arrivano offerte e ruoli importanti, ma inizialmente rifiuta, il lavoro da attore non gli dà sicurezza. Quando però comincia ad accettarli, si susseguono ruoli in numerosi film, anche d’autore, e serie tv.

Ruoli e vita fra Francia, Italia e Germania

La sua vita diventa sempre più internazionale e Cassetti si muove tra Parigi, l’Italia e Berlino. Il film più famoso che gira in Germania è “Der Fall Collini”. Anche se come attore viene considerato più francese che italiano, può permettersi di recitare senza doppiaggio in più lingue. In questa puntata speciale del podcast parliamo con Cassetti anche di quanto l'accento e la provenienza influenzino i ruoli che gli vengono offerti.

Da attore italiano in Germania, spiega, "il problema è che la maggior parte dei ruoli sono legati alla mafia", ma alla base di queste sceneggiature c'è ancora una concezione sbagliata, che non ha compreso la gravità e pericolosità del fenomeno. Ne parla spesso con i produttori, e le cose stanno lentamente cambiando, anche se con grande ritardo. Ma ancora i mafiosi nei film tedeschi sono spesso rappresentati come dei cattivi, sì, ma in fondo simpatici. Per aumentare la consapevolezza su questo tema, Cassetti è impegnato con l'associazione di Berlino "Mafia? Nein, danke!".

Cattivo? Non sempre, ma quasi

Fra le ultime serie televisive Cassetti ha recitato in "Into the night", dove ha un ruolo particolarmente oscuro e duro, ma anche in "Pamela Rose” che invece è una commedia. Com'è interpretare sempre, o quasi, questi ruoli malvagi? Cassetti ci racconta che non sente più il bisogno di dimostrare la sua versatilità, e che in fondo ama i ruoli doppi, in cui in fondo alla cattiveria si nasconde un po' di bontà - e viceversa.

Fra gli ultimi film citiamo "La lunga corsa" di Andrea Magnani, in cui Cassetti fa sempre la parte del cattivo, ma in un mondo fiabesco. E la serie televisiva "One Trillion Dollars", una coproduzione italo-tedesca, uscita nel novembre 2023 su Paramount+. In uscita il 10 aprile su Netflix c'è infine una serie thriller francese, con elementi mistery, dal titolo "Anthracite" - Stefano Cassetti è fra i protagonisti. Ma l'attore sta lavorando ora ad un film italiano, ci rivela.

Il rapporto con Berlino

Con Stefano Cassetti abbiamo parlato anche, naturalmente, del suo rapporto con Berlino e con la Germania, ma anche di radici e sradicamento, e di identità. E sul sentirsi a casa più in un Paese che in un altro, Cassetti risponde: "Dovremmo cominciare a sentirci europei. Se sono in Italia, Francia o Germania, mi sento a casa." È quando viaggia fuori dall'Europa che si sente fuori luogo, diverso, europeo appunto.

Ascolta il podcast cliccando sull'audio in cima alla pagina