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La gestione della pandemia nel mirino in Germania e in Italia COSMO italiano 19.04.2024 23:58 Min. Verfügbar bis 19.04.2025 COSMO Von Luciana Caglioti


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La gestione della pandemia nel mirino in Germania e in Italia

Stand: 19.04.2024, 18:00 Uhr

di Luciana Caglioti, Cristina Giordano e Tommaso Pedicini

Pubblicati in Germania i verbali finora riservati del Robert Koch Institut, per ordine di un tribunale. A fare causa un giornalista vicino ad ambienti negazionisti, che solleva dubbi sulle restrizioni anti-Covid del governo tedesco. Ce ne parla Cristina Giordano. Sulla commissione parlamentare d'inchiesta che vuole far luce sulla gestione dell'emergenza Covid in Italia, sentiamo la giornalista Francesca Nava. E intanto, gli scienziati si chiedono da dove potrebbe arrivare la prossima pandemia. Ne parliamo con Calogero Terregino, direttore del Laboratorio di referenza europeo (Eurl) per l'influenza aviaria.

Corona Maske Symbolbild

«RKI-Files»

Da settimane la pandemia è tornata sulle pagine dei giornali tedeschi. Il motivo è dato dalla pubblicazione dei cosiddetti «RKI-Files», documenti riservati del Robert Koch Institut. Sono migliaia di pagine relative a 200 verbali dell'unità di crisi dell'Istituto, che coprono il periodo gennaio 2020 - aprile 2021, con le valutazioni che hanno poi determinato e giustificato le restrizioni e tutte le misure anti-Covid adottate in Germania.

Ad ottenere i documenti ora pubblicati è stato il giornalista Paul Schreyer, editore del magazin online «Multipolar» che ha fatto causa appellandosi all'Informationsfreiheitsgesetz, cioè alla legge tedesca sulla libertà di stampa, che regola l'accesso alle informazioni in mano a organi governativi. La tesi di Schreyer, vicino ad ambienti no vaxi, si basa sul fatto che alcune di quelle informazioni contenute nei verbali, e peraltro oscurate, possano nascondere una gestione errata della pandemia, non basata su dati scientifici ma dovuta a intereferenze politiche.

Di quali informazioni parliamo?

In un documento datato 16 marzo 2020 viene valutato il rischio del virus e spostato da «medio ad alto». Il giorno dopo inizia il lockdown in Germania. Nel verbale viene oscurato il nome della persona responsabile, dalla quale sarebbe dovuta partire la decisione sulle restrizioni. Una delle tesi avanzate dai complottisti è che dietro quell'omissis possa esserci l'allora ministro della Sanità, Jens Spahn, o addirittura la cancelliera Angela Merkel. Ipotesi che il ministero della Salute ha respinto, giustificando l'omissis con la tutela della privacy di un dipendente del RKI. Per allontanare l'idea di una verità nascosta, l'attuale ministro della Salute, Lauterbach ha tuttavia promesso di rendere totalmente accessibili e trasparenti i documenti, ma ci vorrà del tempo.

RKI-Files Symbolbild

In Germania si discute dei verbali riservati del Robert Koch Institut ai tempi della pandemia

Al di là delle informazioni «top secret», i dati in Germania in quei giorni parlano chiaro, perché le infezioni erano schizzate al 500% in soli 14 giorni. Anche i dubbi sui vaccini non reggono, secondo gli esperti. Quella che viene data come notizia riservata su Astrazeneca, considerato vaccino «meno perfetto» rispetto a BioNTech/Pfizer e Moderna, in realtà era un’informazione già conosciuta. Le rispettive coperture erano del 75% contro il 90%

Per ora in Germania, nonostante le richieste che arrivano dai deputati liberali, Andrew Ullmann e Wolfgang Kubicki, non è stata nominata una commissione di inchiesta parlamentare sulla pandemia.

Commissione d'inchiesta in Italia

In Italia da marzo è invece attiva una commissione d'inchiesta parlamentare bicamerale che ha l'obiettivo di indagare sull'operato del governo in carica durante la pandemia. Ma si critica il fatto che dalle indagini restino fuori le Regioni, che in fatto di scelte sulle restrizioni pandemiche ebbero molta voce in capitolo.

Inoltre, da tre anni, sono in corso altre inchieste della magistratura sui morti per Covid a Bergamo e in Val Seriana e per valutare l'efficacia e la prontezza delle misure adottate durante l'emergenza pandemica. Ne abbiamo parlato con la giornalista investigativa Francesca Nava, autrice del libro "Il focolaio. Da Bergamo al contagio nazionale".

Quanto è alto il rischio di una nuova pandemia?

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha espresso proprio oggi la preoccupazione per la possibile trasmissione dell'influenzaaviaria a nuove specie, uomo compreso. A chiarire i nostri dubbi è Calogero Terregino, direttore del Laboratorio di referenza europeo per l'influenza aviaria presso l'Istituto Zooprofilattico delle Venezie. A suo avviso abbiamo imparato molto dall'ultima pandemia e siamo pronti a rispondere a eventuali nuove emergenze.

Ascolta il podcast cliccando sull'audio in alto.