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Vivere in Germania: chi ti aiuta?

COSMO italiano 03.11.2022 25:51 Min. Verfügbar bis 03.11.2023 COSMO Von Luciana Caglioti


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Vivere in Germania: chi ti aiuta?

Stand: 03.11.2022, 17:32 Uhr

di Luciana Caglioti, Enzo Savignano e Daniela Nosari

La Germania è una delle mete preferite per chi decide di lasciare l'Italia. Ma come muoversi appena arrivati? A chi rivolgersi? Il punto con Enzo Savignano. Poi Elisa Pugliese ci spiega in cosa consiste la sua attività di Expat Assistant: aiutare gli italiani a districarsi nella complicata burocrazia tedesca. Laura Sajeva, a Berlino, lavora per "La Red - Vernetzung und Integration e.V.", che offre consulenza gratuita sul riconoscimento dei titoli di studio e professionali per il mercato del lavoro tedesco.

Symbolbild mit Frau und Fragezeichen

A chi rivolgersi quando si arriva?

Il primo passo: registrarsi

La registrazione nella città tedesca in cui si intende restare a vivere deve essere fatta entro tre mesi dall’arrivo. Ci sono uffici appositi del Comune in ogni centro abitato, nelle grandi città ce ne è uno per quartiere o quasi. Spesso si chiamano Bürgerzentren. Qui bisogna effettuare la cosiddetta Anmeldung con cui poi si ottiene un certificato di residenza.

Dopo l’Anmeldung, l'iscrizione all’AIRE

L‘AIRE, ricordiamo, è l‘Anagrafe Italiani Residenti all‘Estero. Per farlo ci sono 90 giorni di tempo. Ormai non è più necessario andare di persona in Consolato ma si può fare online sul portale Fast it. Attenzione, però, perché da gennaio servirà lo SPID.

L‘iscrizione all'AIRE è gratuita ed è obbligatoria. Non è però prevista nessuna sanzione per chi non si iscrive. Una volta iscritto puoi usufruire dei servizi consolari, come, ad esempio, ottenere il rilascio o il rinnovo della carta d'identità italiana o del passaporto italiano, senza dover tornare in Italia e questo vale anche per altri documenti personali.

Ma attenzione: nel momento in cui ci si iscrive bisogna farsi un'assicurazione sanitaria tedesca e la tessera sanitaria italiana vale qui in Germania solo per le emergenze. Iscriversi all’AIRE però ci consente di votare dall'estero per le elezioni in Italia.

AIRE e molto altro: scopri qui tutti i nostri approfondimenti sul tema "Vivere in Germania".

Dichiarare la religione di appartenenza

È obbligatorio, perché in caso si professi una religione in Germania viene automaticamente detratto dalla busta paga o al momento del pagamento delle tasse un contributo al culto che è stato indicato dell'8 o 9% sul reddito. Stiamo parlando della cosiddetta Kirchensteuer, fondamentale per finanziare le chiese, ma anche gli altri culti religiosi, chi non la paga non può professare la propria religione.

Come pagare le tasse

Chi riesce ad ottenere un lavoro da dipendente ha meno complicazioni perché la maggior parte delle tasse vengono versate dal datore di lavoro. Più complicata la situazione per i liberi professionisti, comunque tutti in Germania alla prima dichiarazione dei redditi ricevono la loro Steuernummer: questo numero identificativo viene attribuito dall'ufficio imposte di riferimento. Attenzione: non va confuso con lo Steuer-ID - che ci arriva per posta dopo la Anmeldung, rimane uguale tutta la vita e ci identifica un po' come il codice fiscale. I tedeschi lo ricevono alla nascita.

Comunque all'inizio è bene rivolgersi ad un commercialista in ogni città ce ne sono alcuni che parlano anche italiano. Meno care sono di sicuro le associazioni che offrono consulenza per somme modeste, i Lohnsteuervereine. E possono fornire informazioni a riguardo anche i Com.It.Es, i comitati degli italiani all’estero, presenti nelle principali città tedesche - spesso offrono incontri di approfondimento su temi specifici, per esempio il ciclo "Benvenuti a Berlino" del Comites di Berlino.

Nel corso degli anni i Comites tedeschi hanno pubblicato diverse guide utili sulla vita in Germania, sul sistema sanitario, per chi si vuole mettere in proprio, per i pensionati, per i disabili e non solo. Ecco un elenco di alcune guide:

Lavoro e sussidi sociali

Nonostante la crisi, la Germania continua a restare un Paese con tassi di disoccupazione più bassi rispetto ad altri Paesi europei, Italia compresa. Il tema lavoro è molto ampio e complicato, ma va ricordato che è strettamente legato a quello dei sussidi. Purtroppo ancora molti italiani che arrivano in Germania credono di poter subito accedere al vantaggioso sistema di sussidi sociali e di disoccupazione, ma non è sempre così: si può usufruire dei principali sussidi di disoccupazione, solo se si può dimostrare di aver lavorato in Germania. Per tutte le informazioni su sussidi, aiuti e su come funziona il sistema sociale e anche previdenziale tedesco, e in generale per le questioni legate a lavoro e pensione, è consigliabile contattare i Patronati italiani in Germania, che offrono consulenza gratuita.

Chiedere un’assicurazione sanitaria

L’assicurazione sanitaria o malattia, la Krankenversicherung, è obbligatoria in Germania ed è parte integrante del sistema previdenziale tedesco, oltre all’assicurazione per la pensione, la disoccupazione e l’invalidità civile. La maggioranza della popolazione che risiede in Germania è assicurata all’interno delle casse malattie pubbliche, le cosiddette gesetzliche Krankenkassen. Esistono anche le assicurazioni private, ma attenzione, una volta entrati non è sempre facilissimo tornare a quelle pubbliche.

Tutti i lavoratori dipendenti in Germania versano un contributo mensile di assicurazione proporzionale al proprio reddito lordo ed è trattenuto in busta paga e pagato per metà dal datore di lavoro. Differente il discorso per i lavoratori indipendenti e liberi professionisti che versano completamente ogni mese la quota relativa alla Krankenkasse. Molto interessante per chi fa un lavoro creativo è la Künstlersozialkasse, in questo caso è lo stato tedesco che versa metà dei contributi.

Ascolta anche la nostra puntata sulla Krankenkasse:

Chi ci aiuta a muovere i primi passi

Muoversi nel mondo e nella burocrazia tedeschi è sicuramente più facile se si sa già il tedesco, perché ci sono molte risorse online anche istituzionali, ad esempio la pagina "Make it in Germany", anche in inglese, con una Jobbörse, con molte informazioni ed un portale con offerte di lavoro, la Jobbörse.

Ma anche in italiano ci sono diverse possibilità di chiedere aiuto. A livello istituzionale ci sono l’Ambasciata di Berlino e gli uffici consolari italiani, fra l'altro con un ufficio sociale ed un ufficio scuola, Com.It.Es e Patronati italiani nelle città in cui si intende trasferirsi, ma anche diverse sedi ed offerte di consulenza della Caritas, dove in alcuni casi lavorano e operano persone italiane o che parlano l'italiano. Vale sempre la pena chiedere se è possibile ottenere una consulenza in inglese o in italiano.

Anche consultare i tanti gruppi di italiani residenti nella tante città tedesche su facebook, senza considerarli alla pari delle fonti ufficiali, ma dove a volte vengono postate domande e risposte utili, o anche le pagine dedicate a questi temi su instagram. Qui a volte si mette anche in guardia da possibili imbrogli o da persone poco serie. Infine è anche consigliabile, prima della partenza per la Germania, fare una breve ricerca di avvocati, commercialisti o esperti di questioni giuridiche o amministrative italiani o che parlano la lingua italiana.

Sui siti dei Consolati e sul sito dell'Ambasciata si trovano tra l'altro degli elenchi utili con nominativi di questo tipo, ma anche elenchi di Comites, patronati e altre associazioni italiane della zona. O anche di asili e scuole italiane o bilingui.

I consigli della Expat Assistant

È una nuova figura professionale che si occupa proprio di offrire orientamento a chi si è appena trasferito qui o ha intenzione di farlo. Expat Assistant è la professione di un'italiana di Düsseldorf, Elisa Pugliese.

La sua missione? "Rendere la vostra nuova vita a Düsseldorf più facile". Pugliese ci ha spiegato infatti come aiuta gli italiani che arrivano o che già vivono in Germania a districarsi nella complicata burocrazia tedesca. E che la loro principale difficoltà è cercare casa - senza dimenticare l'ostacolo dello Schufa. Pugliese ci dà poi alcuni consigli: il principale è informarsi, informarsi, informarsi.

Riconoscimento dei titoli di studio

Uno dei problemi che hanno gli italiani che si sono appena trasferiti in Germania è quello di farsi riconoscere i titoli di studio o professionali. A questo proposito a Berlino c'è "La Red - Vernetzung und Integration. e. V", un'associazione  che offre consulenza gratuita sul riconoscimento dei titoli di studio acquisiti all'estero. Il progetto è finanziato dal dipartimento del Senato di Berlino per l'Integrazione, il Lavoro e gli Affari Sociali.

Ne abbiamo parlato con Laura Sajeva che lavora per La Red. Sajeva ci ha spiegato come farsi riconoscere i titoli universitari in Germania, quali possibilità ci sono di ricevere fondi per sostenere le spese necessarie, ma anche quali sono i titoli di studio più richiesti agli italiani che arrivano in Germania dai datori di lavoro tedeschi.

Per esempio ci ha tra l'altro chiarito che chi è laureato in Scienze dell'educazione in Italia non viene riconosciuto come educatore per gli asili in Germania, nonostante il percorso di studi italiano sia a livello universitario e nonostante sia una figura professionale attualmente molto richiesta in Germania. Come fare allora? Lo spiega Sajeva nell'intervista in chiusura del podcast.

Queste sono le prossime date in cui è possibile ottenere una consulenza senza appuntamento in italiano: 9 novembre 2022, 23 novembre 2022 - dalle 14 alle 17, presso La Red, Alt-Reinickendorf 25, 13407 Berlino.

Ascolta la puntata cliccando sull'audio in alto.