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Non solo Amburgo: la Cina e i porti europei

COSMO italiano 04.11.2022 21:11 Min. Verfügbar bis 04.11.2023 COSMO Von Luciana Caglioti


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Non solo Amburgo: la Cina alla conquista dei porti europei

Stand: 04.11.2022, 18:00 Uhr

A cura di L. Caglioti, C. Giordano, E. Savignano e D. Nosari

Ha fatto discutere il via libera del governo tedesco sulla cessione di una quota del porto di Amburgo all'azienda statale cinese Cosco. Un accordo non solo economico, ma con controversi risvolti politici. Cristina Giordano ricostruisce la vicenda. Cosa potrebbe significare per il porto di Trieste la partecipazione cinese nel porto di Amburgo? Lo spiega il giornalista Paolo Deganutti. Il porto greco del Pireo è l'unico porto europeo in mano cinese: cosa ci insegna? Dalla Grecia l'analisi del giornalista e scrittore Francesco De Palo.

Cosco Schiff in Hamburg

Una nave di Cosco nel porto di Amburgo

La crisi del porto di Amburgo

Dopo Rotterdam e Anversa, il porto di Amburgo è il terzo porto più grande d'Europa. Ma sta vivendo una fase di trasformazione critica, perché deve recuperare il ritardo nell'automazione dei container. Ci sono inoltre problemi per quel che riguarda l'Elba: il bacino portuale si sta infatti lentamente insabbiando e bisogna intervenire. Servono quindi investimenti e partner finanziari forti, anche per assicurare posti di lavoro.

Dalla Cina arriva Cosco

La società statale cinese Cosco, che sta per China Ocean Shipping Company, è una delle più grandi compagnie di navigazione del mondo, le sue navi fanno scalo ad Amburgo da 40 anni. Lo scorso anno la Cina ha movimentato ad Amburgo il maggior numero di container: oltre 2,5 milioni contro 0,62 degli USA, il secondo paese di transito da qui. Una partecipazione azionaria quindi assicurerebbe ad Amburgo la continuità negli affari e una certa sicurezza economica.

Cosco è inoltre già partner azionario nei due porti europei diretti concorrenti di Amburgo, ovvero Rotterdam e Anversa. Se questo affare dovesse saltare, si teme che Cosco (e quindi la Cina) possa scegliere di dirottare il traffico merci verso altri porti europei. Per Amburgo significherebbe il collasso. In cambio di questa partecipazione, Cosco promette di fare del porto tedesco il suo punto di traffico privilegiato in Europa.

Gli oppositori all'accordo con Cosco

Le critiche a questo accordo, anche di parte della coalizione semaforo, vertono sul pericolo che questa acquisizione possa trasformarsi nel cavallo di Troia cinese nell'economia e nella politica tedesca. È quel che temono i ministeri dell'Economia, degli Esteri e anche della Giustizia. Il ministro dell'Economia Robert Habeck (Verdi) è stato molto chiaro, invitando a non commettere lo stesso errore fatto con la Russia e il gas. Habeck ha ricordato che la dipendenza da altri paesi può trasformarsi in un ricatto economico e politico.

Il sì di Scholz

Nell'attuale viaggio in Cina di Olaf Scholz, la questione del porto di Amburgo è senz'altro un tema di discussione. La stampa tedesca, alla vigilia del viaggio, aveva parlato addirittura di una sorta di "regalo" di Scholz al governo cinese. Il cancelliere socialdemocratico sembra portare avanti la politica economica di Merkel basata su una forte partnership con la Cina. Allo stesso tempo conosce bene la storia di Cosco e del porto, visto il suo passato da sindaco di Amburgo.

Quale quota acquisterebbe Cosco?

Inizialmente si era parlato dell'acquisto del 35% di uno dei terminal del porto di Amburgo. Ora il governo ha trovato l'accordo su una quota ridotta, pari al 24,9%. Una quota inferiore alla cosiddetta "minoranza di blocco" prevista dal diritto societario, pari al 25%, con la quale un azionista può bloccare decisioni importanti di una società. Potrebbero esserse proibiti anche diritti di veto anche sul personale.

Stiamo parlando del 24,9% non dell'intero porto, ma di un solo terminal: il terminal container di Tollerort (CTT). Il porto resta per la maggioranza (69%) in mano alla città di Amburgo attraverso la partecipata HHLA, acronimo che sta per Hamburger Hafen und Logistik AG.

Il rapporto fra Germania e Cina

L'investimento cinese nelle infrastrutture tedesche non è una novità. Secondo il portale tedesco di statistica Statista la Cina avrebbe investito dal 2005 circa 25 miliardi di dollari solo nel settore dei trasporti in Germania.

Non va dimenticata peraltro la "Nuova via della seta", e cioè la via ferroviaria che ogni settimana dalla Cina porta sulle rotaie centinaia di container nel cuore d'Europa, a Duisburg. Attorno a questo snodo sono nate molte aziende cinesi. Secondo il WDR ci sarebbero 800 aziende cinesi solo in NRW.

La Cina ha inoltre importanti investimenti in aziende tedesche: Daimler, Rossmann, Biontech. La quota delle importazioni dalla Cina in dieci anni (2009-2021) è triplicata, passando da 56,7 milioni a 142,3 milioni (fonte Statista).

HHLA e la quota del porto di Trieste

Il colosso logistico amburghese Hamburger Hafen und Logistik AG ha acquisito il nuovo grande terminal del porto franco di Trieste. Come spiega il giornalista Paolo Deganutti ai nostri microfoni, "si tratta solo di una concessione per il controllo di una quota del 24,9%, quindi con nessuna possibilità di partecipare negli organi di direzione".

Il porto di Trieste ha sempre rappresentato lo sbocco sul Mare Mediterraneo per tutta l'area europea centro-orientale, che fa principalmente riferimento alla forza industriale tedesca, infatti, sottolinea Deganutti: "Il 90% delle merci che transitano nel porto di Trieste finiscono in quest'area". Il giornalista esperto di rapporti commerciali e geopolitica sottolinea inoltre come gli scali portuali siano fondamentali nella gestione dei rapporti commerciali tra Europa e Cina: "La grande società cinese Cosco controlla il 40% del porto di Vado Ligure, ma anche partecipazioni in altri 13 porti europei compresi Rotterdam e Anversa".

Il porto del Pireo in mano cinese

Il Pireo è l'unico porto europeo in mano cinese. Nel 2016 Cosco ha infatti acquistato una quota del 67% per più di 368 milioni di euro. "La Grecia era in condizioni economiche disastrose, quindi i cinesi di Cosco hanno preso il Pireo e in pochi anni lo hanno portato a scalare tutte le classifiche", spiega il giornalista Francesco De Palo, che vive in Grecia e conosce molto bene la vicenda del Pireo.

Hafen in Griechenland

Vista del Pireo in Grecia

Il controllo cinese del porto tuttavia, aggiunge De Palo, ha creato dei problemi soprattutto con i sindacati greci, per lo scarso livello di sicurezza in cui lavorano i tanti operai impiegati nel porto.

Ascolta la puntata cliccando sull'audio in alto.