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"Sanremo è come una chiesa"

Ascolta l'intervista a Jacopo Tomatis

COSMO Radio Colonia - Beitrag 05.03.2021 05:38 Min. Verfügbar bis 05.03.2022 COSMO


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"Sanremo è come una chiesa"

di Vincenzo Savignano e Luciana Caglioti

Così il musicologo e critico Jacopo Tomatis definisce il Festival di Sanremo giunto alla sua 71esima edizione che anche durante la pandemia resta immutabile, ma nessuno ci vuole rinunciare.

Orietta Berti

Orietta Berti

"Io salverei sempre Sanremo, Sanremo non si discute è come una chiesa, possiamo contestare i suoi riti ma alla fine è così, e non può essere cambiato. Perché alla fine Sanremo resta un istituzione che rappresenta la musica italiana nel mondo e intorno al quale ruota gran parte della musica italiana."

Il giornalista e musicologo del Giornale della musica, Jacopo Tomatis, esprime i suoi giudizi personali sul Festival, ci parla del primo Festival senza pubblico che comunque non sta influenzando il risultato musicale delle canzoni e il lavoro dei cantanti: "Credo che quest'anno si è puntato molto su artisti giovani e sul mondo più o meno indipendente". Il musicologo loda la performance di Orietta Berti che, nonostante la sua età, ha mostrato una voce invidiabile da tutti i cantanti saliti in questi giorni sul palco dell'Ariston. Sul vincintore, Tomatis non si sbilancia: "non ho mai indovinato, comunque Ermal Meta ed Annalisa sono in ottime posizioni, sono quei cantanti che riescono ad intercettare una sorta di gusto intergenerazionale".

Stand: 05.03.2021, 18:29