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Un anno di governo Meloni visto dalla Germania COSMO italiano 24.10.2023 18:56 Min. Verfügbar bis 23.10.2024 COSMO Von Francesco Marzano


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Un anno di governo Meloni visto dalla Germania

Stand: 24.10.2023, 17:20 Uhr

a cura di Francesco Marzano, Giulio Galoppo e Tommaso Pedicini

Il 22 ottobre 2022 il governo di Giorgia Meloni, sostenuto da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati, iniziava ufficialmente il suo mandato.  Qui a COSMO Italiano facciamo un bilancio di questo primo anno insieme al collega Giulio Galoppo. Il corrispondente da Roma della ARD, Jörg Seisselberg, ci dà, invece, una lettura da un punto di vista tedesco di questo primo anno di governo Meloni.

Giorgia Meloni zeigt ein Schild mit darauf "Grazie Italia" geschrieben

Giorgia Meloni, presidente del Consiglio dal 22 ottobre 2022

Il bilancio dei primi 12 mesi

È stato un anno complesso, con la guerra in Ucraina, l’inflazione inarrestabile, e ora il conflitto in Medio Oriente. Fattori che hanno sicuramente reso difficile andare oltre le questioni contingenti, ma che sono stati anche perfetti alibi per le promesse non mantenute, quelle fatte in campagna elettorale e all’inizio di questo anno di governo, soprattutto in materia di immigrazione e di politica fiscale. E, in ultima analisi, la politica estera è stata anche un potente fattore di legittimazione politica per Meloni.

Mantenendo, infatti, l’Italia ben ancorata alle linee guida della politica europea e atlantica, Meloni si è schierata, sin dall’invasione dell’Ucraina, quando ancora non era al timone del Paese, sulle posizioni della Nato, distanziandosi, in questo, dalle correnti più filorusse di Lega e Forza Italia. E infatti, guardando a questo primo anno del suo governo, è proprio in materia di politica estera che Meloni è riuscita a imporsi quale seria interlocutrice nel panorama politico internazionale. Si pensi, solo per citare qualche esempio, alle posizioni di aperto sostegno a Kiev, che le hanno fatto guadagnare il rispetto degli Stati Uniti di Biden, a quelle attuali sul conflitto israelo-palestinese con il sostegno incondizionato a Israele.

Gli aspetti ancora controversi nella politica del governo più a destra di sempre nella storia italiana dal 1945

Su altri dossier come le politiche di liberalizzazione, la transizione ecologica, i diritti civili, questo governo è rimasto fedele alla propria identità ideologica. Ricordiamo che la presidente del Consiglio ha dichiarato recentemente che in materia di politica migratoria "i risultati non sono ancora quelli sperati". Certo, ha fatto un passo indietro rispetto ai blocchi navali, per altro inattuabili, ma la stretta sul diritto d'asilo e il prolungamento della detenzione per i migranti irregolari sono sotto gli occhi di tutti.

I diritti civili

Il Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana sotto il Governo Meloni

Il Consiglio dei Ministri del Governo Meloni

Il rispetto per i diritti umani e la solidarietà hanno subito una decisa battuta d’arresto in Italia. Lo dimostrano provvedimenti come una circolare dello scorso marzo che chiedeva ai Comuni di non registrare più i genitori non biologici negli atti di nascita dei bambini con due padri o due madri, la proposta di legge per rendere la maternità surrogata, che in Italia è vietata, un reato universale, o il provvedimento che chiede ai prefetti di non riconoscere automaticamente i bambini nati tramite maternità surrogata all'estero. In generale, questo tipo di provvedimenti va a nutrire una cultura di ostilità contro tutti coloro che sono diversi o fanno parte di una minoranza.

Politica economica

Qui le difficoltà sono consistenti. Quella di Giorgia Meloni è stata finora una politica ultraliberista e conservatrice, che ha evitato un vero e proprio strappo con l’UE. Il bilancio dipende in gran parte da aiuti e regole europee, alle quali, a dispetto degli slogan elettorali che l’hanno portata al governo, anche Meloni si sta attendendo diligentemente. Quindi niente taglio delle accise sui carburanti, niente flat tax, che doveva arrivare tra i primissimi provvedimenti di questa legislatura. La presidente del Consiglio è riuscita, però, nel suo intento di smantellare il reddito di cittadinanza, col decreto-lavoro del primo maggio.

La manovra per il 2024

Questa seconda legge di bilancio del governo Meloni è un provvedimento da 24 miliardi di cui 16, però, in deficit e che, quindi, fatica a confermare per il 2024 gli sgravi fiscali vigenti nel 2023. A ciò si aggiungono gravi errori precedenti a questa manovra, come la tassa sugli extraprofitti bancari con un relativo passo indietro, che non ha, però, evitato la polverizzazione in borsa di 9 miliardi di euro.

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), piano di aiuti europeei post pandemia

In quest’ultimo anno, sono stati molti i ritardi nell’attuazione del Pnrr. Tra gli investimenti che hanno accumulato ritardi, c’è quello per la realizzazione dei nuovi asili nido. Nella sua proposta di revisione del Pnrr, inviata alla Commissione Ue ad agosto, il governo ha detto che stanzierà ulteriori 900 milioni di euro per raggiungere gli impegni presi con l’Ue. Ora l’Italia ha richiesto l’erogazione della quarta rata, da 16 miliardi di euro, legata al raggiungimento degli obiettivi fissati per i primi sei mesi del 2023. La sensazione è che, a differenza di altri Paesi come la Spagna, ad esempio, l'Italia non riesca a mettere a terra i tanti progetti legati al Pnrr annunciati negli ultimi due anni.

Lo sguardo tedesco

Se un anno fa, i media e le testate tedesche esprimevano grande preoccupazione per il nuovo gorverno italiano, per via del suo orientamento di destra, della sua xenofobia e del suo anti-europeismo, in questi giorni, oltre a parlare della sua separazione dal compagno, si nota che i toni sono molo cambiati e tratteggiano una presidente del Consiglio più moderata rispetto alle posizioni di destra della campagna elettorale e in sintonia col panorama politico internazionale.

Ma il pericolo di una deriva di estrema destra in Italia è davvero diventato inconsistente? Lo abbiamo chiesto a Jörg Seisselberg, corrispondente ARD da Roma.