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Il lento addio al carbone tedesco fra Lausitz e Renania COSMO italiano 11.01.2024 21:09 Min. Verfügbar bis 10.01.2025 COSMO Von Luciana Caglioti


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Il lento addio al carbone tedesco fra Lausitz e Renania

Stand: 11.01.2024, 17:00 Uhr

di Luciana Caglioti, Enzo Savignano e Daniela Nosari

Il cambiamento climatico è sempre più visibile in Germania, ma le misure del governo rosso-verde-giallo per contrastarlo riducendo le emissioni inquinanti incontrano molte resistenze. Uno dei punti fermi è però l'uscita dal carbone entro il 2030 e il 2038. Oppure no? Ce ne parla Enzo Savignano. Della trasformazione ecologica in corso nella Lausitz parliamo con la ricercatrice Victoria Luh, mentre "Sedimenti" di Salvatore Crucitti e Gloria Zeppilli è un omaggio poetico alla Renania che scompare.

jaenschwalde

La centrale elettrica a carbone di Jänschwalde verrà chiusa entro il 2028

Si riduce l’estrazione di "Braunkohle", la lignite

Sono tre le regioni tedesche con ancora una decina di miniere di lignite a cielo aperto: il Rheinisches Revier, in Renania, e ad est il Lausitzer e il Mitteldeutsches Revier, divisi fra Brandeburgo, Sassonia, Sassonia-Anhalt e Turingia.

Per ora l’ultima miniera in superficie a fermarsi è stata Jänschwalde nella regione della Lausitz nel Brandeburgo, non lontano da Cottbus, a dicembre 2023. Questa miniera per quasi 50 anni è stata un simbolo della regione e ha dato lavoro a centinaia di persone. La rinuncia a questo polo estrattivo è stata vissuta con molte preoccupazioni da molti operai e dalle loro famiglie che in molti casi vivevano grazie a questo lavoro.

Quali soluzioni per i lavoratori della miniera?

Secondo accordi stabiliti con il governo del Brandeburgo 300 dei 500 dipendenti di Jänschwalde, miniera di proprietà di LEAG (Lausitz Energie Kraftwerke AG) saranno reimpiegati in altri due poli estrattivi del Land, Welzow e Nochten. Altri invece resteranno per terminare le procedure di risanamento e di messa in sicurezza dell’area.

Il problema, secondo i sindacati e i molti operai e lavoratori coinvolti, è che sarà molto difficile per le persone impegnate in questo settore trovare occupazione, anche nelle stesse grandi aziende produttrici di energia, per esempio nel settore delle rinnovabili.

Ma oggi (11.01.2024) è entrato in funzione il primo centro di manutenzione dei treni veloci intercity ICE della Deutsche Bahn a Cottbus, un progetto nato proprio per rafforzare questa regione in seguito all’uscita dal carbone, che offre opportunità di lavoro a diverse figure impiegate nell'industria del carbone.

Quando l'uscita dal carbone per la Germania?

Già nella legislatura, prima dell'attuale governo a guida Scholz, il governo tedesco stabilì il termine massimo del 2038 per l'abbandono del carbone. Il governo Scholz ha poi stabilito di volersi impegnare anticipare l'uscita al 2030. Ma poi il conflitto russo-ucraino ha determinato la rinuncia obbligata da parte della Germania al gas russo e costretto l’esecutivo tedesco a rivedere gran parte della sua politica energetica.

A novembre 2023 ha fatto molto discutere un’intervista del ministro delle Finanze Christian Lindner, FDP, che riteneva ormai l’uscita dal carbone entro il 2030 un sogno irrealizzabile, e comunque una data non utile anche per la difesa del clima, poiché le emissioni di anidride carbonica risparmiate in Germania potrebbero essere prodotte anche in altri Paesi dell’Ue, a causa anche delle normative europee.

Lindner ha rilasciato queste dichiarazioni quando ancora doveva esplodere il problema del buco del bilancio, che priverà il governo di risorse anche per finanziare le nuove politiche energetiche negli anni a venire.

Per ora resta confermata l'uscita dal carbone in Renania entro il 2030, mentre resta aperta la possibilità di anticipare a prima del 2038 la rinuncia al carbone nelle regioni orientali.

Il dibattito politico

I liberali della Fdp sono sulle stesse posizioni del loro leader e ministro delle Finanze Lindner. Nel governo tripartitico solo i Verdi continuano a mantenere una posizione quasi intransigente sulla rinuncia al carbone come fonte energetica, uno dei capisaldi del loro programma di governo.

I leader dei Verdi come Habeck e Baerbock nella scorsa legislatura, ancora all'opposizione, avevano anche partecipato a manifestazioni e sit-in di fronte alle centrali a carbone per chiederne la chiusura.

I socialdemocratici ad inizio legislatura erano su posizioni più vicine ai Verdi, ma i grandi cambiamenti geopolitici vissuti negli ultimi mesi e la conseguente crisi energetica hanno fatto cambiare rotta alla SPD su questo tema. Anche l’Unione CDU/CSU all’opposizione suggerisce di posticipare  il dibattito politico sul tema.

Indubbiamente la questione energetica risulterà determinante nelle prossime scelte politiche ed economiche della Germania, Paese che solo un anno fa ha terminato il percorso di uscita dal nucleare uscito diversi anni fa, e che ora nel pieno di una crisi finanziaria ed energetica può avere difficoltà ad anticipare anche l’uscita dalla sua più antica e longeva fonte energetica: il carbone appunto. In base agli ultimi dati risalenti all’inizio del 2023, con il 33,3% la lignite rappresenta un terzo dell’intero approvvigionamento energetico tedesco. Le energie rinnovabili fornivano circa il 46,3%, come indicato da Statista.

La riconversione della Lausitz

La Lausitz, in italiano Lusazia, è una zona di confine nella parte più orientale della Germania, tra Sassonia, Brandeburgo e in parte anche Polonia. Una zona che conosce bene la ricercatrice Victoria Luh dell'Istituto di ricerca per la sostenibilità e le trasformazioni regionali dell'Helmholtz-Zentrum Potsdam.

Abbiamo chiesto a Luh come abbia accolto la popolazione di Cottbus l'apertura del moderno centro di manutenzione dei treni ICE: Prima di tutto questo crea posti di lavoro ed è sicuramente positivo, perché con l'uscita del carbone la regione aveva bisogno di nuove possibilità lavorative. Molti dipendenti dell'industria della lignite, meccanici industriali e ingegneri meccatronici, possono sicuramente trovare lavoro al centro manutenzione per ICE”. Un altro importante progetto previsto è il Centro tedesco per l'Astrofisica (DZA), che però attirerà probabilmente personale specializzato dall'estero più che impiegare personale dell'industria del carbone.

Secondo Luh la transizione ecologica è comunque una chance perché arriveranno degli investimenti per questa regione. Ma ci sono anche difficoltà, sottolinea la ricercatrice, come la destinazione dei fondi a importanti progetti economici ma non alle infrastrutture necessarie, o il contributo obbligatorio dei comuni per poter ricevere dei fondi, per molti comuni non sostenibile.

Infine, da non sottovalutare, la società civile e le tendenze antidemocratiche che stanno emergendo con il rafforzamento del partito di estrema destra AfD proprio in questi territori.

Le miniere come fonte d‘ispirazione artistica

sedimenti

Una foto del progetto artistico "Sedimenti"

La trasformazione ecologica porta ad una rivalutazione delle regioni in cui ci sono miniere e poli estrattivi. Contemporaneamente però le persone che abitano in queste aree si sentono spesso destabilizzate anche dal cambiamento del paesaggio, molte di loro hanno poi perso la loro comunità e si sentono sradicati.

Un'attenzione particolare al cambiamento delle comunità e del paesaggio nell'area dell'estrazione del carbone in Renania è al centro del lavoro "Sedimenti" del collettivo artistico UCCI UCCI di Gloria Zeppilli e Salvatore Crucitti. I due artisti hanno presentato il loro lavoro a settembre 2023 all'Istituto Italiano di Cultura di Colonia. Abbiamo chiesto a Gloria Zeppilli e a Salvatore Crucitti da che cosa è partito questo progetto, frutto di cinque mesi di ricerca nel Nordreno Vestfalia. “Noi abbiamo molto interesse nelle nostre ricerche delle comunità nascoste o in via di estinzione e anche come il paesaggio si rapporta con quella comunità”, spiega Crucitti. Fondamentale è il dialogo e il racconto delle persone sul posto, come ci hanno spiegato i due artisti.