Il teatro dei sogni

Ascolta l'intervista ad Andrea De Carlo

COSMO Radio Colonia - Beitrag 06.10.2020 08:12 Min. Verfügbar bis 06.10.2021 COSMO


Download Podcast

Il teatro dei sogni

di Cristina Giordano

Il ritrovamento archeologico di un teatro divide due comuni politicamente rivali che se ne contendono la gestione. L’ultimo romanzo di Andrea De Carlo fotografa con una parodia i peggiori difetti della politica italiana, ma dice: «Al di là del divertimento e della satira, che è la chiave che io ho scelto, i temi sono seri».

Der italienischer Schriftsteller Andrea De Carlo

Lo scrittore Andrea De Carlo

Si ride molto nell’ultimo romanzo di Andrea De Carlo, «Il teatro dei sogni» (Ed. La nave di Teseo). Il primo gennaio l’inviata di un programma tv pomeridiano viene soccorsa da uno sconosciuto mentre, mangiando una brioche, rischia di soffocare. Lo sconosciuto è in realtà un marchese archeologo che le rivelerà di aver scoperto nel giardino della sua villa un «teatro di tipo greco, straordinariamente preservato»: una assoluta rarità, visto che si trova nel nord Italia. Conteso tra i due comuni di Cusmarate e Suverso, il teatro farà emergere i peggiori difetti della politica italiana, rappresentati da personaggi che rimandano a politici della realtà italiana. L’intervista ad Andrea De Carlo è di Cristina Giordano.

Ne «Il teatro dei sogni» si vive una lotta all’ultimo sangue tra Cusmarate* (di sopra e di sotto) e Suverso*, per ottenere la gestione di questo «teatro dei sogni». Ma nel romanzo non c’è solo il campanilismo, si parla anche di incompetenza, ignoranza, maschilismo. È la fotografia del tracollo della politica italiana di oggi?

Andrea De Carlo: «Sì, un po’ lo è. Non parla solo di quello perché parla anche di comunicazione, televisione ma in realtà parla molto direttamente della politica, della sua inadeguatezza a rappresentare un paese ricco di risorse, di idee come l’Italia. E volevo farlo. Non avevo mai affrontato un tema come questo in modo diretto. La politica magari entrava marginalmente nei miei romanzi precedenti, qui avevo proprio voglia di parlarne.»

*comuni italiani di fantasia

Hans Gusmondi e il Rivolgimento, Mirko Noseletti, Gennaro Zecchillo, ministro degli Esteri che non ha mai lavorato un giorno in vita sua, sono maschere che nascondono personaggi a noi noti. Qualcuno si è fatto vivo, dopo l’uscita del romanzo?

Der italienischer Schriftsteller Andrea De Carlo

Lo scrittore Andrea De Carlo

Andrea De Carlo: «Mi è capitato a una trasmissione televisiva proprio l’altra sera di essere nello stesso studio con Matteo Salvini – il personaggio di Noseletti, in trasparenza lo si vede come Salvini. Salvini è un politico abile e anche intelligente per cui ci ha riso sopra, non è che si sia particolarmente risentito. Però credo che qualunque lettore possa riconoscere questi due movimenti politici (ndr. M5S e Lega). Io mi sono anche divertito ad aggiungere delle cose, però al di là del divertimento e della satira, che è la chiave che io ho scelto, i temi sono seri. E ci sono un sacco di preoccupazioni condivise da molte persone e che io provo, personalmente, in modo molto forte.»

Quali in particolare?

Andrea De Carlo: «Intanto c’è l’impreparazione politica totale, molto presente in quello che nel mio romanzo si chiama Rivolgimento (ndr. parodia del M5S) con il marchio registrato, movimento politico che ha dato l’occasione a molti di entrare in politica senza una preparazione particolare. Questo poteva sembrare anche un modo di rinnovare tutto, di cambiare le regole e portare energie nuove. Di fatto, purtroppo ha portato un sacco di persone che non hanno nessuna preparazione e non sono in grado di gestire i problemi che il paese ha. Dall’altro c’è un movimento sovranista, nazionalista, anti-europeo che nella mia storia si chiama l’Unione Nazionale, ma che nella realtà è la Lega ed è un partito che mi preoccupa molto con i suoi slogan anti-europei, con il suo desiderio di uscire dall’Euro, con i suoi legami oscuri con la Russia. Ci sono molte questioni preoccupanti nell’aria.»

Ma se la politica italiana di oggi è a questi livelli, qual è la responsabilità dei cittadini che hanno votato i loro rappresentanti?

Andrea De Carlo: «Ma secondo me è un problema della democrazia in generale. Guardandosi intorno non è che ovunque si vedano rappresentanti straordinari della politica; ci sono alcuni paesi che se la cavano meglio di altri, ma se uno guarda agli Stati Uniti con Trump o anche la Gran Bretagna di Boris Johnson non è che ci sia da trovare grandi modelli. Il problema, secondo me, è un problema della democrazia. La democrazia può presentare dei leader che sono più preparati del cittadino-medio e sono dei riferimenti anche ideali ai quali uno può aspirare, oppure possono essere lo specchio dei difetti peggiori del cittadino-medio. Il rischio più grande è che la politica populista rappresenti questi difetti peggiori».

Si rimprovera spesso agli intellettuali italiani di oggi di esporsi troppo poco e non prendere posizione rispetto alla politica, qui però lei lo ha fatto in modo plateale, in un romanzo. Perché ha scelto di farlo in questo momento?

Buchcover "Il treno dei sogni"

La copertina del romanzo

Andrea De Carlo: «Penso che l’opinione di uno scrittore possa avere un qualche valore. I miei romanzi raggiungono molte persone e vorrei condividere con loro alcuni giudizi che poi sono abbastanza chiari in questo romanzo. Credo che un romanziere non debba cedere alla tentazione di dire ‘tanto il romanzo è una forma socialmente irrilevante, ai margini del dibattito’. Credo che la rilevanza si possa anche decidere a seconda che si voglia parlare o no di certi temi, invece di rifugiarsi. Poi quello che faccio io, lo faccio da un punto di vista di pensatore libero, non appartengo a un partito e non ho mai avuto una posizione ideologicamente preformata, quindi credo che anche questo venga apprezzato».

Quanto ha influito la pandemia sul suo modo di vivere?

Andrea De Carlo: «Ha influito come sulla vita di tutti nel senso che ha interrotto i programmi che avevo, la mia capacità di spostarmi. Ha influito anche sul romanzo che stavo scrivendo. Questo «Teatro dei sogni» lo avevo cominciato prima della pandemia, ho continuato a scriverlo durante. Quello che succede anche rispetto alla storia è che io so delle cose che i miei personaggi ancora non sanno, ma ho disseminato indizi, ci sono segnali qua e là (colpi di tosse), fronti imperlate dal sudore, ci sono persone che hanno la febbre, persone che sono appena tornate dalla Cina, ci sono dei segnali. Anche lì, mi sono divertito a sorridere un po’ su una situazione per il resto tragica, ma forse una situazione da cui potremmo trarre delle lezioni, credo.»

Abbiamo riportato qui solo una parte dell’intervista, che potete ascoltare in versione integrale cliccando sull’audio in cima a questa pagina.

Stand: 06.10.2020, 18:15