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’Ndranghetista latitante in Italia e corriere di DHL in Germania COSMO italiano 14.11.2023 21:03 Min. Verfügbar bis 13.11.2024 COSMO Von Filippo Proietti


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’Ndranghetista latitante in Italia e corriere di DHL in Germania

Stand: 14.11.2023, 17:47 Uhr

di Filippo Proietti, Cristina Giordano, Tommaso Pedicini

È l’assurdo caso di Antonio Strangio, pluripregiudicato condannato a 5 anni di reclusione per traffico di droga in Italia, arrestato dalla polizia di Duisburg dopo un controllo a seguito di un incidente stradale. Il 44enne, originario di San Luca in Calabria, lavorava, infatti, come corriere per l’azienda di logistica DHL, pur essendo ricercato con un mandato di cattura europeo. Ne parliamo con Cristina Giordano, con l’esperta di mafia, Anna Sergi, e con Ludovica Bölting di Mafia Nein Danke.

polizei, handschellen

Arrestato a Duisburg, Antonio Strangio (foto archivio)

L’arresto di Antonio Strangio in Germania

„Gesuchter Mafioso war DHL-Fahrer“ – mafioso latitante era autista di DHL, titola la testata tedesca  WAZ. Così è stata descritta la cattura fortuita di Antonio Strangio a Duisburg, avvenuta dopo un banale incidente nell‘aver fatto una manovra sbagliata, tamponando con il suo furgone di autista della DHL, l’auto di un'anziana signora. La polizia tedesca arrivata sul posto per documentare l’incidente, dopo aver fatto un controllo delle generalità si è accorta che l’autista era in realtà un uomo di `Ndrangheta ricercato dalla polizia, sulla sua testa pendeva infatti un mandato d’arresto europeo. Sono scattate così le manette per Antonio Strangio, che ha consegnato il suo vero documento e non ha opposto alcuna resistenza alle forze dell’ordine tedesche. Tutto questo è avvenuto il 27 ottobre, anche se la notizia è stata riportata dalla stampa tedesca solo la settimana scorsa.

Chi è Antonio Strangio?

Antonio Strangio arriva da San Luca, la storica roccaforte di `Ndrangheta calabrese, ha 44anni e viene chiamato «u meccanicu» o «TT» dal nome di un modello di Audi, per la sua passione legata alle belle macchine. La sua presenza in Germania, risale agli anni 90, dove ha lavorato per diversi ristoranti. È scampato per caso alla strage di Duisburg, perché anche se lavorava nel ristorante «Da Bruno», quella sera lasciò il ristorante prima che arrivassero i killer.

Antonio Strangio è affiliato della ‘ndrina dei Pelle-Vottari-Vanchelli. È cugino di primo grado dell’ex superlatitante Francesco Pelle detto “Ciccio Pakistan”. I Pelle-Vottari sono la ‘ndrina rivale dei Nirta-Strangio  nella faida di San Luca. Strangio è un pluripregiudicato, arrestato per reati diversi: prestanome per i Pelle-Vanchelli, possesso di armi e traffico di droga. Ma è spesso fuggito, facendo perdere le sue tracce e trovando rifugio in Germania. Questa non è infatti la prima volta che viene riacciuffato sul territorio tedesco, era successo anche 5 anni fa, catturato a Moers, cittadina poco distante da Duisburg. Una volta estradato in Italia, ha scontato la sua pena e poi è nuovamente tornato in Germania.

L’ultima latitanza

Antonio Strangio era stato arrestato nel 2019 per traffico di droga, nel corso dell'operazione antimafia "Pollino", che aveva smantellato una buona parte della rete internazionale di traffico di cocaina di alcuni clan calabresi. Nonostante quest'ultima condanna a 5 anni, gli era stato concesso di uscire dal carcere, con l’obbligo di presentarsi regolarmente al commissariato di San Luca. Ma dopo qualche tempo ha fatto nuovamente perdere le sue tracce e da gennaio era latitante.

Il boss che ama i social

Antonio Strangio non solo lavorava per DHL in Germania, conducendo una vita apparentemente ordinaria, ma documentava tutto su Facebook, postando video in cui stende la pasta per la pizza, partecipa a una manifestazione di protesta dei lavoratori delle poste a Berlino, o in cui è davanti a un falò o in una jacuzzi. Ha persino condiviso la sua localizzazione mentre era in una piscina di Krefeld o alla stazione Termini di Roma.

Strangio non ha mai nascosto la sua identità, e anzi sul suo profilo Facebook usava il suo vero nome e cognome. Nella foto del profilo è immortalato dietro alla Madonna di Polsi, il cui santuario poco distante da San Luca, è luogo di incontro dei capimafia calabresi. Sembra che alcuni giorni prima di quest’ultimo arresto tuttavia, i carabinieri avessero segnalato la sua presenza nella zona di Duisburg. Ma l’incidente con l’anziana signora tedesca avrebbe accelerato la sua cattura.

Kriminologin und Mafia-Expertin Anna Sergi

La criminologa Anna Sergi

«La cosa che sorprende di più di questo caso» dice Anna Sergi, criminolaga e docente di criminalità organizzata all’Università dell’Essex, «è che non sembrava essere preoccupato di essere catturato. È peculiare se un latitante non latita». Sergi aggiunge: «probabilmente monitorare questa persona aveva degli scopi ben precisi. Monitorare i latitanti e lasciarli fare, potrebbe avere una valenza strategica». E infine, sempre la criminologa Sergi: «noi continuiamo a parlare di emigrazione criminale, ma soprattutto per il gruppo ‘ndranghetista di riferimento dei Pelle-Vottari-Strangio di San Luca, non c’è la percezione di andare all’estero, quanto piuttosto la percezione di andare in un altro luogo, in cui, esattamente come in Italia, trovano famiglia, lavoro e aiuto.”

L’estradizione in Italia

Dopo la cattura in Germania, Antonio Strangio attende ora la sua quarta estradizione verso l’Italia. Secondo la Procura generale di Düsseldorf – così come riporta la Bild Zeitung, Antonio Strangio avrebbe però rifiutato l’"estradizione semplificata". In caso di mandato di arresto europeo esiste, infatti, una procedura semplificata valida in tutti gli stati membri. In questo caso, è stata presentata una richiesta di estradizione in Italia presso la Corte di Appello di Düsseldorf (OLG). La procedura sarà pìù lunga e complessa e non è chiaro quanto tempo ci vorrà per l’estradizione. Anche se la Bild scrive giustamente: la domanda non è quando Antonio Strangio sarà estradato, ma quando tornerà in Germania.

Il riciclaggio di denaro sporco in Germania

La Germania ha recentemente modificato la normativa in tema di riciclaggio per contrastare gli investimenti che arrivano dai flussi di denaro della criminalità organizzata. Ma è sufficiente? Ne parliamo con Ludovica Bölting, giurista presso la start up «Regpit», in grado di fare consulenza alle aziende per uniformarsi alle regole antiriciclaggio vigenti in Germania. Bölting è anche vicepresidente di «Mafia Nein Danke!», associazione nata proprio in seguito alla strage di Duisburg, che lotta contro la presenza delle mafie italiane in Germania.

Con il motto "Insieme contro la criminalità organizzata", l'associazione no-profit "Mafia Nein Danke e.V." riunisce a Colonia il 18 novembre 2023 esperti del mondo politico, accademico, giudiziario, della società civile e della stampa per parlare di mafia in Germania. Il programma prevede: mafia e antimafia in Germania, riciclaggio di denaro e business internazionale della cocaina.