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La cultura dello stupro non ha confini COSMO italiano 29.08.2023 19:12 Min. Verfügbar bis 28.08.2024 COSMO Von Filippo Proietti


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La cultura dello stupro non ha confini

Stand: 29.08.2023, 16:30 Uhr

di Filippo Proietti, Agnese Franceschini e Daniela Nosari

Due casi di stupro di gruppo hanno fatto scalpore in Italia e in Germania. Dalla castrazione chimica alla criminalizzazione degli stranieri, si risponde con proposte populiste alla violenza sulle donne.  Agnese Franceschini ci presenta i dati che rivelano la diffusione di un fenomeno che entra anche nelle mura domestiche. La giornalista Giulia Blasi ci parla di come prevenire e combattere una cultura violenta contro le donne.

Il volto tumefatto di una donna

Una donna durante una manifestazione contro la violenza di genere

I casi di Berlino

Nel famigerato Görlitzer Park, a giugno una donna sarebbe stata violentata davanti al suo compagno di un gruppo di uomini. La polizia sta indagando e tre sospetti sono già stati arrestati. Il caso ha fatto scalpore proprio perché il parco è frequentato per lo più da africani e ovviamente questo spalanca le porte a pregiudizi e opinioni già preconfezionate. Così si pensa che la soluzione si quella di chiudere il parco di notte, come se non ci fossero stati dei casi di violenza anche in altre zone di Berlino. Ma sempre a giugno pochi giorni prima della violenza denunciata nel parco di Kreuzberg, era stata violentata una ragazza di 14 anni ai margini di una festa sulle rive dello Schlachtensee, a Berlino. Uno dei laghi più amati dai berlinesi e di certo non una zona malfrequentata. Anche in questo caso si è trattata di una violenza di gruppo.

Il caso di Maiorca

Il 13 luglio cinque turisti tedeschi tra i 21 e 23 anni avrebbero violentato una connazionale di 18 anni a Maiorca. Questa non è la prima volta che cittadini tedeschi esportano anche questo tipo di reati. Nel 2016 un’altra violenza di gruppo a Pamplona e sempre da parte di tedeschi ha portato il governo spagnolo ad un inasprimento delle pene in caso di delitti sessuali.

I dati della violenza sulle donne in Germania

Secondo le statistiche della polizia. Nel 2022 ci sono stati  11.896 stupri, tentativi di stupro, aggressioni sessuali e aggressioni in casi particolarmente gravi, comprese quelle con esito mortale. Rispetto all’anno precedente si è registrato un aumento di circa il 20%. In generale negli ultimi cinque anni il numero di stupri e aggressioni sessuali in Germania è aumentato e ogni giorno 32 donne subiscono un’aggressione sessuale.

Il caso del cantante Till Lindemann

Diverse donne avevano dichiarato di essere state aggredite sessualmente o addirittura violentate – anche con l’utilizzo della cosiddetta droga dello stupro – dal cantante della band Rammstein (ne abbiamo parlato nel noostro podcast del 23.06.23) ed è notizia di oggi che la procura di Berlino ha deciso di archiviare le indagini. Il fatto è che nessuna delle vittime avrebbe fatto denuncia ufficiale, ma solo parlato in modo anonimo con i media. Le denunce erano state presentate da terzi. La procura, quindi non ha trovato prove sufficienti per poter accusare Till Lindemann.

L’aumento delle violenze domestiche

Le ombre di un gruppo di uomini

Spesso la violenza sulle donne è frutto di una mentalità da branco

Le donne in Germania, e non solo, non possono sentirsi troppo sicure nemmeno tra le mura di casa. Nel 2022, infatti, sono stati denunciati 157.550 casi di violenza domestica, vale a dire compiuti dal partner. Nell’80% dei casi le vittime erano donne e anche qui c’è stato un aumento del 9,4% rispetto al 2021. Queste cifre, comunque non esprimono completamente la realtà dei fatti, perché si tratta solo dei casi denunciati ed è risaputo  che di fronte ad una violenza sessuale, soprattutto se subita in casa dal proprio marito o compagno, non molte donne hanno la forza o la possibilità di denunciare senza correre altri rischi. È da notare, inoltre, che gli autori di questi crimini violenti sono in grande maggioranza  - quasi il 70% - di nazionalità tedesca.

I casi di femminicidio in Germania

Quasi ogni tre giorni in Germania viene uccisa una donna per mano del suo partner o ex partner e ogni giorno si verifica un tentativo di omicidio di una donna. Dalle statistiche risulta inoltre che si tratta di un fenomeno che riguarda tutte le classi e che non fa distinzione di nazionalità. Mariti, compagni ed ex mariti e compagni violenti  non conoscono confini. E i numeri si avvicinano molto a quelli italiani, solo che qui se ne parla molto di meno.

Il caso di Palermo

Uno stupro di gruppo a Palermo ha aperto il dibattito su come vengono affrontati, dai media e dalla politica questi casi di violenza sulle donne. Di fronte a proposte populiste come quella della castrazione chimica la giornalista e autrice Giulia Blasi ha voluto spiegare come il problema si possa risolvere solo culturalmente: “Se esiste lo stupro è perché esiste ancora una dinamica di potere e di sopraffazione che fa sì che gli uomini abbiano bisogno di mostrarsi grossi attraverso i corpi delle donne”, ha detto ai nostri microfoni e ha aggiunto che questa disumanizzazione non inizia nel momento in cui la donna viene aggredita, inizia nella scuola dell’infanzia quando il bambino piccolo dice „Io con quella cosa lì non ci gioco che è da femmine“. In quel momento „la femmina“ è la cosa inferiore e debole.

Ascolta il podcast con l'intervista ad Agnese Franceschini e Giulia Blasi cliccando sull'audio del podcast qui in alto.