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La Germania discute di intelligenza artificiale COSMO italiano 21.11.2023 19:36 Min. Verfügbar bis 20.11.2024 COSMO Von Cristina Giordano


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La Germania discute di intelligenza artificiale

Stand: 21.11.2023, 16:57 Uhr

di Cristina Giordano, Agnese Franceschini e Daniela Nosari

L'IA va regolata, ma quanto? È un nodo urgente da sciogliere sull'Intelligenza Artificiale, a livello nazionale ed europeo. Al vertice sul Digitale di Jena la politica tedesca è contraria a regole severe, perché teme di perderci in termini di concorrenzialità, ma la società civile mette in guardia da quest'atteggiamento. E i sindacati? Ce ne parla Agnese Franceschini. La professoressa e sociologa Elena Esposito parla con noi di "comunicazione artificiale", più che di "intelligenza".

Giovane donna di colore al computer

Il Digital Gipfel e il nodo regolamentazione

I due ministri organizzatori del congresso, Robert Habeck per l’economia, dei Verdi, e Volker Wissing per i trasporti e il digitale, dei liberali, hanno subito messo in chiaro che la Germania ha bisogno di utilizzare al meglio tutto il potenziale della IA, per questo il governo tedesco vuole evitarne una regolamentazione troppo rigida nell'Unione Europea. Wissing, ha inoltre dichiarato all’emittente pubblica MDR che bisogna fare attenzione a non allontanare dall'Europa le menti più brillanti nel campo dell'IA a causa di una regolamentazione errata.

Il documento comune di Italia, Francia e Germania

Sempre ieri (20.1123) è stato reso noto che Italia, Francia e Germania hanno concordato una posizione comune sulla regolamentazione di questa tecnologia. Le tre maggiori economie dell'Unione Europea vogliono senz’altro prevenire i rischi potenziali per la sicurezza e gli effetti discriminatori delle applicazioni dell'IA con una legge, ma vogliono evitare di bloccare eventuali investimenti in Europa con leggi troppo stringenti. Si cerca quindi, un approccio basato sul rischio che si discosta dal testo proposto nel 2021 da Commissione e Parlamento europei. "È necessario preservare innovazione e sicurezza allo stesso tempo", si legge nel documento congiunto firmato ieri dai tre Stati. Fondamentalmente si punta tutto sulla autoregolamentazione delle aziende, per ora senza sanzioni. E su questo al vertice digitale di Jena si sono comunque levate anche voci critiche, come quella del fondatore dell'ong AlgorithmWatch, Matthias Spielkamp, o di Carla Hustedt della fondazione Mercator, che chiedono invece una maggiore regolamentazione.

Importanza e rischi dell’IA

Bambini che usano i loro telefoni cellulari

L'Itelligenza Artificiale fa ormai parte della nostra quotidianità anche quando usiamo un cellulare

Già oggi governi e aziende usano l'intelligenza artificiale per prendere decisioni che possono avere un impatto significativo sulle nostre vite. Le aziende stanno investendo su questo miliardi di dollari. Le simulazioni mostrano che entro il 2030 circa il 70% delle aziende avrà adottato qualche tipo di tecnologia IA. La ragione è semplice. Sia che si tratti di modellare il cambiamento climatico, di selezionare i candidati al lavoro o di prevedere se qualcuno commetterà un crimine, l’IA può sostituire gli umani e prendere decisioni in modo più veloce e meno costoso. Un esempio di questo è costituito dagli algoritmi di reclutamento, che però, attenzione, spesso preferiscono gli uomini alle donne e gli uomini bianchi alle persone di colore, perché i dati con cui sono alimentati dicono che i “candidati di successo” tendono ad essere uomini bianchi.

E questi sono esempi che non tengono conto dell’intelligenza artificiale generativa, vale a dire capace di generare testi e immagini e addirittura conversare come se fosse un essere umano. Di fronte a questo, ad esempio, il garante della privacy italiano ad aprile ha vietato Chat GPT. Nel frattempo la tecnologia che è in grado di conversare per iscritto come fosse un umano onnisciente, perché è una cosiddetta macchina capace di imparare, è tornata disponibile. Va tuttavia ricordato che, per imparare, Chat GPT ha bisogno di raccogliere informazioni, ma i fornitori di queste informazioni che sono distribuite nel web non ne sono a conoscenza. E sono dati non sempre verificati.

Le preoccupazioni dei sindacati tedeschi

La presidente della DGB – Deutsche Gewerkschaft Bund – la federazione dei sindacati tedeschi, Yasmin Fahimi chiede diritti di codecisione (Mitbestimmung) da parte dei sindacati nell'introduzione di applicazioni di intelligenza artificiale nelle aziende. "Nel mondo del lavoro, l'uso dell'IA deve essere sempre valutato con grande sensibilità, meno in termini di se e più in termini di come", ha dichiarato. La presidente, inoltre, esprime un giudizio critico sul regolamento dell'UE in materia di IA. Con questo regolamento l'UE intende creare un quadro giuridico per lo sviluppo e l'utilizzo della tecnologia. "Sarebbe una violazione della fiducia se l’Europa introducesse regolamenti che potrebbero persino limitare i diritti organizzativi esistenti negli Stati membri", ha dichiarato Fahimi. "Il regolamento sull'IA non deve diventare un cavallo di Troia che finisce per ingannare i dipendenti in Germania e in Europa".

La presenza dell’IA nel mondo del lavoro

Secondo uno studio pubblicato recentemente in Italia, e fatto tra l’altro utilizzando tecniche di intelligenza artificiale, la tecnologia non sostituirà il lavoro umano. Ma matematici, ingegneri, web designer e amministrativi sono alcuni dei lavori che potrebbero cambiare di più con l'avanzare dell'intelligenza artificiale. Altre professioni che potrebbero essere sostituite, almeno in parte, dall’IA sono traduttori, grafici e correttori di bozze. Si va dunque sempre più in direzione di un utilizzo anche in termini, intellettuali. In alcuni luoghi, come la Corea del Sud, già si clonano i conduttori televisivi più amati, ma, sempre nel mondo dei media e del giornalismo, si utilizza già l’intelligenza artificiale per i contenuti “automatizzabili”, come i risultati sportivi e le previsioni metereologiche.

Intelligenza o comunicazione artificiale?

Secondo la professoressa Elena Esposito, che insegna sociologia all’Università di Bologna e all’Università di Bielefeld ed è autrice di un libro dal titolo “Comunicazione artificiale. Come gli algoritmi producono intelligenza sociale”, è sbagliato parlare di Intelligenza Artificiale perché in realtà si tratta di una comunicazione artificiale. Inoltre, anche se sono innegabili i rischi legati a questa tecnologia, Esposito ricorda come già nell’800 i lettori dei giornali abbiano imparato a distinguere tra le notizie e i romanzi che venivano pubblicati a puntate sui giornali stessi. Dovremmo imparare anche a noi a distinguere notizie vere e Fake News.

Elena Esposito sarà a Colonia, al VII simposio del FAI - Forum Accademico Italiano - giovedì 23.11 a partire dalle ore 16. Un incontro in cui si potranno approfondire alcuni dei temi che abbiamo affrontato perché Elena Esposito parlerà proprio degli effetti sociali di Chat GPT.

Il simposio si terrà all'Istituto italiano di cultura di Colonia, Universitätsstraße 81 e si aprirà con una lezione della dottoressa Elena Esposito dal titolo: "From artificial intelligence to artificial communication: social effects of Chat GPT". L'ingresso è gratuito. Per informazioni e iscrizioni scrivere a forumaccademicoitaliano@gmail.com.