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Berlino, capitale arcobaleno? La realtà dice altro COSMO italiano 17.05.2024 21:53 Min. Verfügbar bis 17.05.2025 COSMO Von Filippo Proietti


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Berlino, capitale arcobaleno? La realtà dice altro

Stand: 17.05.2024, 18:00 Uhr

a cura di Filippo Proietti, Giulio Galoppo e Tommaso Pedicini

Si celebra oggi la giornata internazionale contro la omobitransfobia. A Berlino una bandiera arcobaleno sventola sulla cancelleria: un segnale di solidarietà con la comunità LGBTQ+ che non cancella però le discriminazioni e aggressioni di cui le persone queer sono quotidianamente vittime, anche nella capitale tedesca. Ne parliamo col collega Giulio Galoppo e con il "Queerbeauftragter" di Berlino, Alfonso Pantisano. Infine diamo uno sguardo alla situazione in Italia con Monica Pasquino dell'associazione "Educare alle Differenze".

Berlin Reichsstag Regenbogenflagge

La bandiera arcobaleno davanti al Bundestag

IDAHOBIT

È un acronimo inglese che, tradotto in italiano, sta per "Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia, l'interfobia e la transfobia". L'originale inglese è International Day Against Homophobia, Biphobia and Transphobia. La giornata è stata introdotta nel 2005 per richiamare l'attenzione sulla discriminazione di coloro il cui orientamento sessuale, o identità di genere, non è conforme al modello binario uomo-donna eterosessuali. La data del 17 maggio è stata scelta per commemorare il 17 maggio 1990, giorno in cui l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) rimuoveva l'omosessualità dall'elenco delle malattie mentali e la definiva ufficialmente "una variante naturale del comportamento umano".

La Rainbow Map di ILGA-Europe

L'ILGA (International Lesbian and Gay Association) è un'organizzazione non governativa che riunisce più di 400 gruppi gay e lesbici di tutto il mondo. Ogni anno, a ridosso del 17 maggio, pubblica la "Rainbow Map", una mappa arcobaleno che classifica, in base agli sviluppi legislativi dei diritti della comunità LGBTQ+, 49 paesi di Europa e Asia centrale.

L'Italia nella Rainbow Map

L'Italia di Giorgia Meloni sembra essere più omofoba persino dell'Ungheria di Viktor Orbán. Nell'ultimo anno è scesa, infatti, di due posizioni nella mappa, arrivando al trentaseiesimo posto, tra Lituania e Georgia, mentre l'Ungheria è trentesima. Ciò che ha fatto scivolare l'Italia ancora più in giù, rispetto agli anni scorsi, è la mancanza di una legislazione che combatta in modo efficace le discriminazioni, che punisca i crimini d'odio motivati da pulsioni omofobe e che garantisca diritti personali e familiari. Ad oggi, il matrimonio egualitario tra coppie omosessuali non è ancora stato riconosciuto e le persone della comunità LGBTQ+ non possono adottare bambini.

E poi il report di ILGA cita anche l'utilizzo, da parte della politica italiana, di un linguaggio diffusamente omotransofbico: espressioni ricorrenti come "ideologia gender", "lobby lgbt", pronunciate dalla presidente del Consiglio Meloni, la ministra per la Famiglia che definisce la gestazione per altri "un crimine", il deputato di Fratelli d'Italia, Federico Mollicone, che afferma che la genitorialità omosessuale non è "normale" e che la gestazione per altri è un "crimine peggiore della pedofilia". Per non parlare del generale Vannacci e delle sue recenti esternazioni. Tutte dichiarazioni e polemiche fatte sulla pelle di chi è considerato diverso.

Episodi di omobitransfobia in Italia

ILGA segnala che nel solo 2023, le vittime di crimini motivati da omobitransofbia in Italia sono state 165. Ed è di soli tre giorni fa la notizia che a Roma alcuni vandali hanno hanno sfregiato con una svastica alcune locandine che promuovevano la manifestazione del 18 maggio per l’autodeterminazione delle persone trans, non binarie e intersex.

"Selbstbestimmungsgesetz", la legge per l'autodeterminazione, in Germania

Il Bundesrat ha approvato oggi, 17 maggio 2024, la legge per l'autodeterminazione, la cosiddetta "Selbstbestimmungsgesetz". In futuro le persone transgender, intersessuali e non binarie maggiorenni potranno cambiare all'anagrafe l'indicazione del proprio sesso con una semplice dichiarazione. Un enorme successo quello di oggi, quindi. Non a caso, la Germania è al decimo posto nella "mappa arcobaleno", tra i Paesi più accoglienti per le persone LGBTQ+ quindi. Ma anche qui non è tutto oro quello che luccica.

Omobitransfobia in Germania

Stupirà sentire che anche in Germania il clima sociale e il numero di reati registrati dalla polizia contro le persone omo- e transessuali è peggiorato in modo significativo nell'ultimo anno. La ministra federale dell'Interno, Nancy Faeser (SPD), presenterà le statistiche ufficiali martedì prossimo, 21 maggio. Secondo il ministero, nel 2022 sono stati registrati a livello nazionale circa mille reati contro le persone omosessuali. Tra questi, più di 200 molto violenti.

Altri aspetti emersi dalla Rainbow Map

Il Paese più all'avanguardia in materia di diritti e legislazione per le persone LGBTQ+ è Malta, seguito a ruota dall'Islanda e dal Belgio. Al quarto posto c'è la Spagna. Bisogna inoltre ricordare che in ben 63 Paesi è ancora illegale essere omosessuale e quindi si può essere puniti per legge. In 8 Paesi l'omosessualità è addirittura punita con la pena di morte.

La parole al "Queerbeauftragter" della città di Berlino

Queerbeauftragter in Berlin, Alfonso Pantisano

Il Queerbeauftragter di Berlino, Alfonso Pantisano

Il Governo tedesco è oggi in prima linea nella celebrazione della Giornata internazionale contro l'omobitransfobia. Nel cortile antistante alla Cancelleria è stata issata oggi la bandiera arcobaleno in segno di rispetto per la comunità LGBTQ+. Tra gli astanti c'era l'italiano Alfonso Pantisano, dal luglio 2023 commissario queer del Senato di Berlino. Pantisano tratteggia una situazione allarmante per quanto riguarda la sicurezza delle persone LGBTQ+ a Berlino e in tutta la Germania.

Educazione sessuale e affettiva nelle scuole italiane

L'educazione al rispetto di sé, degli altri e delle molteplici diversità comincia nella famiglia per proseguire, poi, tra i banchi di scuola. Per favorire questo processo, in Italia i due ultimi governi, proprio in occasione del 17 maggio, hanno "invitato" - nel 2022 col governo Draghi - a creare "occasioni di approfondimento su questi temi" e poi nel 2023 - governo Meloni- dato la "possibilità alle istituzioni scolastiche di realizzare attività di approfondimento". Ma in commissione Cultura, al Parlamento, è fermo da qualche mese un disegno di legge per l'educazione sessuale e affettiva nelle scuole. Alcune associazioni dovrebbero formare e sostenere gli insegnanti nel tenere questi corsi. Una di queste associazioni è "Educare alle Differenze", noi abbiamo parlato con la sua presidente, Monica Pasquino.