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“Esci il cane!”

“Esci il cane!”

di Cristina Giordano e Luciana Caglioti

Il caso linguistico divide il popolo della rete e scoppia la polemica. Per togliere ogni dubbio, noi abbiamo sentito il linguista dell’Accademia della Crusca autore del testo, da cui è nato il caso: Vittorio Coletti.

Hund, Symbolbild

Nella lingua scritta è giusto usare "fare uscire il cane"

“Esci il cane” e “siedi il bambino” sono espressioni diffuse nell’uso – prevalentemente domestico – di alcuni dialetti regionali e talvolta sfociano nella lingua parlata. Secondo la grammatica italiana “uscire” e “sedere” sono verbi intransitivi, ma in queste espressioni sopra citate vengono utilizzati come se fossero transitivi, seguiti cioè da un complemento oggetto. Sono quindi scorrette?

Il linguista Vittorio Coletti sul sito dell’Accademia della Crusca a tal proposito recentemente ha scritto: “È lecita allora la costruzione transitiva di sedere? (…) Non vedo il motivo per proibirla e neppure, a dire il vero, per sconsigliarla”. Una risposta che però sui social ha aperto a interpretazioni ironiche e a polemiche. Ai nostri microfoni Vittorio Coletti toglie ogni dubbio: “Uscire, sedere, sono verbi intransitivi e non ammettono il complemento oggetto. Ma va fatta una riflessione”.

La riflessione sta nei movimenti della lingua italiana, nel diverso contesto in cui viene utilizzata, e nel cambiamento della percezione della realtà. “Se quando Alessandro Manzoni che ha adottato lui e lei come pronomi personali soggetto, rompendo con egli e ella -aggiunge Coletti- ci fossero stati i social, lo avrebbero massacrato, perché il cambiamento è avvertito come una minaccia”.

Stand: 29.01.2019, 18:10