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Il giovane cinema italiano alla Berlinale

Il giovane cinema italiano alla Berlinale

di Giulio Galoppo

Ancora tre giorni, poi la 69a edizione della Berlinale incoronerà i suoi vincitori. Ma una cosa è certa sin d’ora: l’Italia, quest’anno ha già vinto con una forte e giovane presenza.

Berlinale Plakat/Symbol 201

Tempo di cinema a Berlino

È una nuova generazione di registe e di registi, quella arrivata alla Berlinale 2019. In competizione Claudio Giovannesi presenta il suo film “La paranza dei bambini”, tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano. Nella sezione Panorama Michela Occhipinti mostra “Il corpo della sposa” (“Flesh Out”), mentre Federico Bondi ha portato “Dafne” a Berlino.

Nella sezione Panorama Dokumente, Adele Tulli con “Normal” e Agostino Ferrente con “Selfie”. Mo Scarpelli rappresenta, invece, l’Italia nelle categoria Generation KPlus con “Anbessa”. Ma non è tutto. Sara Summa, giovane regista italo-francese, porta nella sezione Forum il suo film “Gli ultimi a vederli vivere”, girato interamente in Basilicata.

Der Journalist Giulio Galoppo mit der Fotografin Letizia Battaglia, Berlinale, 2019

La fotografa Letizia Battaglia con Giulio Galoppo

Il festival dà spazio ad altre italiane, protagoniste di produzioni internazionali. È il caso della fotografa Letizia Battaglia, protagonista del documentario “Shooting the Mafia” e di Eva, una giovane italiana che vive tra Berlino e Napoli, protagonista del documentario “Searching Eva”. È l’ultima edizione curata da Dieter Kosslick che lascia ai suoi successori, l’italiano Carlo Chatrian e l’olandese Mariette Rissenbeek, un festival impegnato politicamente e socialmente.

La Berlinale è senza ombra di dubbio il festival del cinema più femminista e ha sempre fatto della diversità e della varietà il suo cavallo di battaglia.

Stand: 13.02.2019, 18:20