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Cuore pensante

Cuore pensante

di Cristina Giordano

La percezione di essere una bambina "diversa dagli altri", la sindrome di Asperger di cui soffre, la scoperta della fede e un consiglio ai genitori di bambini "infelici". Un’intervista estremamente intima a Susanna Tamaro.

Buchumschlag

La copertina dell'edizione tedesca di "Un cuore pensante"

È senz'altro il libro più autobiografico della scrittrice triestina. In "Cuore pensante" (Bompiani), tradotto in tedesco con "Ein denkendes Herz" (Piper Verlag) Susanna Tamaro racconta la sua storia di bambina infelice, nel percepire la sua "diversità", figlia di genitori troppo poco presenti. Una crescita che ha portato Susanna Tamaro verso un profondo cammino spirituale – malgrado i genitori non fossero credenti. Abbiamo incontrato Susanna Tamaro, invitata a Colonia al "Rhein Meeting", l'incontro tedesco organizzato da Comunione e Liberazione e svoltosi dal 22 al 24 marzo.

Il suo libro "Cuore pensante" potremmo definirlo come una sorta di inno alla diversità in un mondo votato all'omologazione. Lei racconta di quanto si sentisse diversa da bambina – nell'aspetto, nei desideri. Qual è il primo episodio in cui ricorda di aver sentito di essere diversa dagli altri?

Susanna Tamaro: "È successo all'asilo, avrò avuto cinque anni. Sono andata a pattinare e stavo pattinando felice. E una bambina che stava fuori mi ha indicata e ha detto 'Mamma, ma quello è un maschio o una femmina?'. Io non mi ero mai posta questa domanda perché pensavo di essere una bambina, però mi ha molto turbato e ho capito che qualcosa non andava".

Infatti di questo parla nella prima parte del libro. In un passaggio si chiede "Cosa è femminile e cosa è maschile". Qual è la sua definizione?

Susanna Tamaro: "La mia idea, lo scrivo nel libro, è che menomale che sono nata negli anni '50, se no sarei stata rovinata di questi tempi. L'identità umana – maschile o femminile – è molto ampia e varia. Si può essere maschi che amano dipingere, fare acquerelli, fare cose molto 'femminili' ed essere viceversa femmine che amano fare delle cose molto maschili. Non c'è una rigidità, c'è la ricchezza della persona umana. Invece oggi tendiamo ad avere un atteggiamento claustrofobico, puramente genitale e c'è la volontà a stringere le persone in un ruolo molto standardizzato: se sei maschio sei così, se sei femmina sei così, altrimenti sei un'altra cosa. Invece no, c'è sempre stata un’enorme varietà di comportamenti maschili e femminili. Questa è una grandissima ricchezza".

Quindi secondo lei oggi non c'è più libertà?

Susanna Tamaro

Susanna Tamaro

Susanna Tamaro: "No, c'è meno libertà. E in particolare per le femmine. Sono costrette a sottostare a dei modelli di sviluppo assolutamente deteriori, che per la mia generazione erano impensabili. Modelli estetici che sono un'enorme schiavitù per le bambine. Già alle scuole primarie si seleziona 'Tu sei grassa, tu hai l'orecchio così', e questo è terribile."

Nella prima parte del romanzo lei scrive che ogni tanto "faceva le prove generali di suicidio, tappandosi il naso mentre suo fratello contava i secondi". Cosa passava nella testa di una bambina in quel momento?

Susanna Tamaro: "Era l'impossibilità a relazionarsi con la realtà e il desiderio di andarsene perché non riuscivo ad avere un rapporto normale con le cose, con le persone, mi sentivo estremamente impotente e mio fratello partecipava a questi tentativi maldestri di suicidio. Però in realtà io ho avuto sempre un'enorme passione per la vita, e anche se la sindrome di cui soffro può portare al suicidio, in me è sempre stata più forte la tensione, l'amore per la vita. Però il suicidio è uno dei rischi in agguato, che credo di aver sfiorato, ma senza per fortuna toccare."

La sindrome di cui soffre, recentemente ne ha parlato, si tratta della sindrome di Asperger ed è la stessa di cui soffre la giovane ambientalista Greta Thunberg. Anche lei ha un rapporto estremamente intimo con la natura…

Susanna Tamaro: "Le sindromi autistiche sono diverse tra i maschi e le femmine. In una femmina il cervello è molto maschile – ecco perché la bambina si chiedeva se fossi un maschio o una femmina – però la caratteristica dell'Asperger femminile è quella di avere uno straordinario rapporto con gli animali, le piante, con tutto il mondo vivente con cui sei in dialogo costante perché non c'è pericolo di equivoco mentre con gli esseri umani, avendo quest'incapacità di leggere il linguaggio emotivo, si ha sempre timore. Mentre questa possibilità di sentire la natura è straordinaria".

Abbiamo riportato solo una parte dell'intervista, che trovate nella versione completa in formato audio, cliccando qui sopra, sulla freccia. Susanna Tamaro ci ha parlato tra l'altro del "successo rinnegato", della fede religiosa e di come questo libro può essere utile ai genitori di "figli infelici", come lo è stata lei.

Stand: 05.04.2019, 18:29