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Sciascia: la felicità di far libri

Ascolta l'intervista a Salvatore Nigro

COSMO Radio Colonia - Beitrag 05.02.2021 06:02 Min. Verfügbar bis 05.02.2022 COSMO


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Sciascia: la felicità di far libri

di Cristina Giordano

Nel centenario della nascita dello scrittore, giornalista e politico siciliano, grazie a un'opera di Salvatore Nigro, riscopriamo l'amore di Sciascia per i libri e il suo mestiere di scrupoloso editore. Nigro di lui dice: «ha insegnato a tutti quelli che lo hanno conosciuto che il silenzio è molto importante».

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La copertina del libro su Sciascia curato da Nigro

«Mai Napoleone fu così compiutamente letterato come quando, su un quaderno di scuola, annotò semplicemente: 'Sant'Elena, piccola isola'.» Così scriveva Leonardo Sciascia nel risvolto di copertina dedicato a "Clisson ed Eugénie" di Napoleone Bonaparte. I risvolti scritti da Sciascia sono dei libri nei libri, racconti nei racconti. E nel centenario dalla sua nascita (8 gennaio 1921), la ripubblicazione di «Leonardo Sciascia, scrittore, editore, ovvero la felicità di far libri» (edito da Sellerio nel 2003 e poi nel 2019) a cura di Salvatore Nigro, ci mostra un ritratto inedito dell'attività di Leonardo Sciascia, quella di scruposolo editore, capace di utilizzare i libri per amore della letteratura e allo stesso tempo in funzione delle sue battaglie civili. Salvatore Nigro è tra i più autorevoli studiosi della letteratura italiana. Cristina Giordano ha parlato con lui di libri, politica e «sicilitudine».

Grande conoscitore di Leonardo Sciascia, in «Leonardo Sciascia, scrittore, editore, ovvero la felicità di far libri» (Sellerio) recentemente ripubblicato, racconta il suo mestiere di editore per Sellerio. E lo fa in una raccolta di 'risvolti', le brevi presentazioni dei libri che scelse accuratamente di pubblicare. Che editore era Sciascia?

Salvatore Nigro: «Sciascia non ha mai concepito il lavoro di editore solo come un lavoro tecnico. Quando ha in mano la casa editrice Sellerio si rende conto che può utilizzare il catalogo che lui stesso costruisce in funzione delle sue battaglie civili, in quegli anni in Italia. La casa editrice Sellerio è nata con un progetto ben preciso che aveva nelle mani di Leonardo Sciascia una finalità di tipo civile.»

«Stampare libri in Sicilia è come coltivare fichi d’india a Milano» diceva Sciascia. Eppure scelse di farlo. Lo fece per meridionalismo o per puro amore della letteratura?

Salvatore Nigro: «Per puro amore della letteratura. Lui partiva dall'idea che molti libri vengono stampati e poi dimenticati. La prima collana della casa editrice che lui costruisce è 'La Memoria', cioè salvare attraverso le ristampe quei libri che possono tornare ancora utili.»

Sciascia preferiva i long-seller che non i best-seller, andando controcorrente.

Salvatore Nigro: «Esatto. Ci sono dei libri importanti che vanno riscoperti e che devono tornare un'altra volta in vita.»

La creatività letteraria di Sciascia, le sue battaglie civili e l'attività di editore sono finestre dalle quali osservava con lucidità la società italiana, per raccontarne i pregi e soprattutto i difetti: come gli appariva?

Salvatore Nigro: «Una società molto travagliata. Ci sono dei problemi di carattere giuridico e una delle battaglie che porta avanti è la qualità della giustizia. Basta pensare a tutti i gialli di Leonardo Sciascia. E l'invadenza della politica e si pensa al 'Caso Moro'. Moro è stato in fondo vittima di una specie di colpo di stato di vari poteri estranei, italiani e stranieri. Soprattutto dopo la condanna che di Moro avevano fatto pensando che le lettere che scriveva dal carcere fossero lettere finte, scritte dai brigatisti rossi, e lui dimostra invece che sono l'ultima grande tragedia scritta da Aldo Moro. Non considerava la letteratura solo come un fatto di belle lettere. La letteratura sono sì belle lettere, cioè hanno una funzione letteraria ma hanno anche una funzione di impegno civile. Questo impegno civile lo ha portato avanti fino all'estremo. Il suo capolavoro da questo punto di vista è il Caso Moro (ndr 'L'Affaire Moro').»

Che ricordo ha lei di Sciascia?

Salvatore Nigro: «Ho lavorato con Sciascia quando lavorava alla casa editrice Sellerio. Ho assistito al suo lavoro. Quando stava per morire aveva lasciato in sospeso una collana che si chiamava 'Italia', una collana di classici italiani dimenticati che ricostruivano un'immagine ogni volta diversa di questo grande mondo della Sicilia. Questa collana non fece in tempo a collaudarla e volle che fossi io a dirigerla e quella collana l'ho diretta io. Era un uomo straordinario perché aveva un amore per i libri tale che si sobbarcò il lavoro di quei 'risvolti di copertina' che lei ha citato, e sono ogni volta delle piccole biografie di alcuni libri. Io l'ho conosciuto non soltanto come scrittore, ma soprattutto come editore.»

E a livello umano com'era?

Salvatore Nigro: «A livello umano era un uomo di una generosità enorme nei confronti di tutti. Aveva una sua virtù, che molti consideravano un limite, era solitario ed era uno che parlava poco, ma quando parlava era un modo divino di parlare. Ha insegnato a tutti quelli che lo hanno conosciuto che il silenzio è molto importante, è un modo per meditare una risposta.»

Abbiamo riportato solo una parte dell'intervista che potete riascoltare in versione completa nell'audio, cliccando in alto sulla freccia.

Stand: 05.02.2021, 18:28