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L'inattesa

Ascolta l'intervista a Tonia Mastrobuoni

COSMO Radio Colonia - Beitrag 05.11.2021 07:40 Min. Verfügbar bis 05.11.2022 COSMO


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L'inattesa

di Cristina Giordano

La biografia politica di Angela Merkel scritta dalla giornalista Tonia Mastrobuoni è un excursus sugli ultimi quarant'anni della storia tedesca ed europea. Gli aneddoti privati e le mosse della cancelliera nello scacchiere politico nazionale e internazionale. L'intervista è a cura di Cristina Giordano.

Buchumschlag

La copertina del libro

"Quando gli uomini avanzano, tutti lo ritengono il naturale corso delle cose. Ma quando è una donna ad affermarsi in politica, la sua strada è lastricata da uomini assassinati". Una citazione che spiega bene il percorso di Angela Merkel raccontato nel libro "L'inattesa" (Mondadori) a lei dedicato e scritto dalla giornalista Tonia Mastrobuoni. È la storia di una leader postideologica che grazie alla sua perspicacia e al suo "Killerinstinkt" è riuscita a bloccare o addirittura anticipare i piani di agguerriti colleghi di partito, nella Cdu, che hanno più volte tentato di detronizzarla. Il libro di Tonia Mastrobuoni è molto più che una biografia politica, come dice il sottotitolo, o una ricostruzione minuziosa delle tappe più importanti del percorso politico di Angela Merkel, dall'infanzia nella DDR, alla pandemia. Il racconto della storia della "Krisenkanzlerin", la cancelliera delle crisi - che nel corso dei suoi lunghi 16 anni di cancellierato ha dovuto affrontare la crisi finanziaria, il terrorismo, i migranti, e in ultimo la pandemia è ricco di aneddoti, svela retroscena di scelte politiche che hanno influenzato la storia tedesca ed europea, lucide analisi e aneddoti privati di una cancelliera notoriamente riservata. L'intervista è a cura di Cristina Giordano.

Nel tuo libro riprendi molte delle definizioni date a Angela Merkel, chiamata "Merkiavelli", "die Trümmerfrau", la donna delle macerie della Cdu, "Zauder-Künstlerin", la temporeggiatrice, "Mutti", e "die Unerwartete", l'inattesa, definita così da una politica a lei molto vicina, Annette Schavan. Perché hai scelto come titolo proprio "L'inattesa"?

Tonia Mastrobuoni: "Perché le definizioni che le avevano appioppato nei primi anni, in cui era ministro a Bonn erano "das Mädchen", la ragazza di Kohl, più tardi si è aggiunto "Mutti" che come mi ha raccontato una fonte - le aveva affibbiato Günther Öttinger. Erano tutte definizioni per sminuirla, per sminuirne il talento. All'epoca era anche un mondo più misogino, per rimpicciolire questo suo immenso talento politico. L'inattesa è perfetto perché Merkel arriva come scienziata dell'est, irrompe in questo partito che è un partito al 75% fatto di uomini, cattolici. Lei donna, protestante, figlia di un pastore, fisica, aveva fatto una carriera molto diversa e quindi l'inattesa che pian piano sbaraglia tutti, conquista la presidenza del partito, non senza delle battaglie molto aspre dentro il partito. Contro anche quello che io nel libro descrivo, il "patto andino" di alcuni uomini di primissimo piano della Cdu che poi hanno fatto carriera strepitosa, che dal 1979 si erano messi d'accordo per spartirsi il potere in Germania (patto chiamato così perché siglato da undici membri della Cdu, mentre si trovavano su un aereo, sorvolando le Ande). E lei è l'inattesa perché ha rotto questo piano, ha rotto l'incantesimo ed è diventata la cancelliera più longeva della storia, la donna più potente del mondo."

Nel libro racconti anche l'infanzia nella DDR e aneddoti, alcuni dei quali riguardano la sua famiglia. Racconti della madre che obbligava Merkel, suo fratello e sua sorella, al ritorno da scuola a sfogarsi perché non subissero il lavaggio del cervello della DDR. Merkel non assimilò l'ideologia comunista. Quand'è che capì esattamente che il modello occidentale era per lei il modello vincente?

Tonia Mastrobuoni

Tonia Mastrobuoni

Tonia Mastrobuoni: "Il modello orientale, la DDR, non l'ha mai convinta. Lei era un po' come il padre, una funambola tra adattamento e opposizione. Non è mai stata un'oppositrice prima dell'autunno del 1989, quando ci fu la rivoluzione pacifica e cadde il Muro. Però aveva molti dubbi sul comunismo. Appena Gorbaciov diventa segretario generale del PCUS in Unione Sovietica, lei cominciò a leggere la Pravda, il quotidiano che raccontava le avventure di questo grande riformatore. Era una riformista perché credeva nell'Occidente. E non credeva neanche alla terza via che sognavano in tanti nella Germania dell'est, che era quella tra socialismo e capitalismo. Lei credeva profondamente nel capitalismo. E c'è un episodio, poco prima della caduta del Muro, quando lei va a trovare dei parenti ad Amburgo, e poi fa un giro per la Germania, in cui lei nei treni della Germania occidentale si arrabbia tantissimo perché ci sono degli studenti che mettono i piedi sui sedili. E lei dice - Ma come fate, questi sono treni bellissimi, pulitissimi. Si innamora dell'Occidente perché sostanzialmente condivide il liberalismo, le piace l'economia di mercato. Lei credeva nel capitalismo e ci crede tuttora."

Un tratto che la contraddistingue è il suo temporeggiare e tu racconti un episodio in cui da ragazza, durante una lezione di nuoto Angela Merkel resta molto tempo sul trampolino prima di tuffarsi, e si tuffa solo quando suona la campanella. È un elemento che la contraddistingue dal punto di vista del carattere ma che ha adottato anche nella sua strategia politica?

Tonia Mastrobuoni: "Esattamente. Per questo libro ho intervistato tantissime persone Paolo Gentiloni, Pier Carlo Padoan, Piero Benassi, Wolfgang Schäuble, Thomas De Maizière e Annette Schavan che è una delle sue migliori amiche e anche suo ex ministro. Quando ci parlai con Schavan, mi disse che questo episodio è talmente leggendario, che quando i ministri si spazientivano lei diceva - ricordatevi dei 45 minuti di Merkel. In Germania è nato anche un neologismo 'merkeln', temporeggiare che io ho tradotto in italiano con mercheleggiare. È una sua caratteristica che ci è costata carissima in momenti importanti della storia recente europea. Ad esempio il punto più basso del suo cancellierato, dal mio punto di vista, è stata la crisi finanziaria. Lei non capisce la crisi dell'euro, non capisce la gravità della crisi greca. Pensa di risolvere alla tedesca, in maniera ordoliberale, una crisi che riguarda un piccolo paese dicendo aggiustate i conti e tutto andrà bene. Quando invece è in atto una crisi più profonda che investe tutto l'euro e l'architettura della moneta unica. E infatti dopo che è uscito il mio libro in un'intervista ha ammesso lei stessa che la Grecia è stato un momento che le provoca ancora sofferenza".

Se la crisi greca è stato il momento più basso del suo cancellierato, quando è stato il momento più alto, quello che resterà nella storia?

Tonia Mastrobuoni: "Quello che io considero il risarcimento cioè il recovery fund, e l'abbozzo di eurobond perché anche se non si possono chiamare così in Germania sono di fatto dei bond europei comuni. È un progetto di cui non abbiamo ancora capito la portata ma gigantesco. Lei ha seguito la promessa del suo partito che sarà un unatantum ma dentro di sé lei sa che questo è un grande passo verso l'integrazione finanziaria futura. Questo è secondo me il suo lascito più importante, insieme all'idea che lei ha mostrato durante la crisi dei profughi che noi dobbiamo rispettare la dignità umana, la Convenzione di Ginevra e la Grundgesetz, la costituzione tedesca, che dice che se una persona si presenta alla frontiera deve poter chiedere l'asilo. È stata la sua battaglia. Non è riuscita a vincerla, è il suo grande incompiuto a livello europeo, non ha risolto il problema dei migranti. Però è un'idea umanista del rispetto dell'altro - in una recente intervista lei ha detto io non la chiamo crisi dei profughi perché è un termine disumanizzante. Queste sono due grandi eredità di Angela Merkel."

Abbiamo riportato solo una parte dell'intervista che trovate in forma completa cliccando in alto sulla freccia in cui potete ascoltare l'audio.

Stand: 05.11.2021, 18:28