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La versione di Fenoglio

Ascolta l'intervista a Gianrico Carofiglio

COSMO Radio Colonia - Beitrag 12.11.2019 04:58 Min. Verfügbar bis 11.11.2020 COSMO

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La versione di Fenoglio

di Cristina Giordano

L’incontro tra il maresciallo Fenoglio e Giulio, un giovane curioso e affamato di storie, diventa l’occasione per riflettere sul mondo dell’investigazione (e non solo). Cristina Giordano ne parla con l'autore, Gianrico Carofiglio.

La versione di Fenoglio

La versione di Fenoglio di Gianrcio Carofiglio

Gianrico Carofiglio

Gianrico Carofiglio

„Ci sono vari modi di guardare il mondo e gli altri. Il più diffuso consiste nell’assegnare delle etichette e attenersi rigorosamente a esse“ scrive Gianrico Carofiglio ne „La versione di Fenoglio“ (Einaudi). Fenoglio però aveva riconosciuto questo meccanismo e aveva cercato di contrastarlo. È questo in sostanza il fulcro attorno al quale ruotano le storie che il maresciallo, in convalescenza per un'operazione subita all’anca, racconta a Giulio, anch’egli costretto alla fisioterapia.Il giovane curioso e affamato di conoscenza, segue così Fenoglio nel mondo dell’investigazione, scorrendo il carrello degli aneddoti della sua ricca carriera.

Cristina Giordano ha incontrato Gianrico Carofiglio alla Buchmesse di Francoforte per un'intervista in cui romanzo e esperienza professionale dell’autore ed ex magistrato si intrecciano tra loro.

„La versione di Fenoglio“ potrebbe avere anche un sottotitolo „Manuale del perfetto investigatore“ perché si argomentano le tecniche migliori per percorrere una buona strada investigativa. Si addentra nella giungla di verità, bugie, tecniche di manipolazione. Lei scrive „tutti mentono, c’è chi ne è consapevole e chi no“. E allora, dov’è la verità?

Gianrico Carofiglio: „Intanto farei una piccolissima correzione al sottotitolo che lei ha suggerito, io direi „Manuale dell’imperfetto investigatore“, perché la prima regola per essere un bravo investigatore, in realtà per essere bravo in qualsiasi campo è la consapevolezza della propria imperfezione, dei propri limiti e del fatto che sbaglierai molte volte. Lo sbaglio è una parte essenziale del processo di conoscenza e dunque del processo investigativo. Volendo enfatizzare un po' ci sono tante verità quanti sono i punti di vista sul mondo. Ognuno di noi percepisce il mondo in maniera leggermente diversa dagli altri. La bravura dell’investigatore come dello scienziato - perché i metodi hanno alcune somiglianze - è quella di trovare un punto di mediazione, di sintesi tra i diversi punti di vista per proporre un’idea di verità accettabile a tutti“.

A proposito di errori, le storie che racconta il maresciallo Fenoglio a Giulio, mostrano alcuni degli errori commessi dai suoi colleghi. Nella sua carriera da magistrato quante volte le è capitato di trovarsi in un’indagine, in cui si è accorto che si stavano commettendo degli errori?

Gianrico Carofiglio: „È capitato. Certo che è successo. Qualche volta è successo in modo vistoso. Bisogna essere capaci, quando ci si accorge di aver sbagliato, di ammettere l’errore e ricominciare. Quello che a volte succede, e forse il libro è stato scritto pensando a queste situazioni è che per una questione di ego, o per incapacità di ammettere i propri errori, c’è chi persevera nell’errore e quando questi errori hanno a che fare con la libertà delle persone il problema può diventare terribilmente serio.“

Il maresciallo Fenoglio ascolta Mozart, parla per citazioni, è molto preparato. Non è troppo perfetto per essere anche simpatico?

Gianrico Carofiglio: „Questo spetta al lettore (dirlo). Non direi però che parli per citazioni, a volte fa qualche citazione. Chi parla per citazioni effettivamente sembra insopportabile. Io penso che sia un uomo estremamente imperfetto. L’idea alla base di questo libro è proprio il senso dell’imperferzione, della vecchiaia che si avvicina, della fragilità che molti di noi nascondono attraverso una maschera di sicurezza o di padronanza. A me non sembra affatto un personaggio perfetto“.

A proposito di vecchiaia, il romanzo si apre con i dubbi di Fenoglio sull’avanzare dell’età. E lui ammette di avere delle difficoltà ad invecchiare. Lei?

Gianrico Carofiglio: „Non sono entusiasta. Quelli che dicono ‚la vecchiaia è la più bella età della vita mi fanno un tantino venire i nervi. Ciò detto, uno dei rimedi, se vogliamo usare questa parola sia di mantenere intatta la voglia di giocare e di conoscere. C’è un detto forse un po‘ banale, ma abbastanza vero che suona più o meno così: Non è che si smette di giocare quando si diventa vecchi, si diventa vecchi quando si smette di giocare“.

Abbiamo riportato solo una parte dell’intervista, che trovate completa in formato audio.

Stand: 12.11.2019, 18:20