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Dove un'ombra sconsolata mi cerca

Ascolta l'intervista ad Andrea Molesini

COSMO Radio Colonia - Beitrag 03.01.2020 04:58 Min. Verfügbar bis 02.01.2021 COSMO

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Dove un'ombra sconsolata mi cerca

di Cristina Giordano

Nel romanzo di Andrea Molesini gli anni del fascismo sono visti attraverso gli occhi di Guido, bambino, adolescente, e poi giovane staffetta partigiana. È una storia sulla memoria e sui tradimenti collettivi, privati e dei propri sogni - come racconta l'autore nell'intervista a Cristina Giordano.

Buchumschlag

La copertina del libro

Nel suo romanzo "Dove un'ombra sconsolata mi cerca" (Sellerio), lei scrive: "Il 1934 è l'anno di Adolf Hitler, ma è anche l'anno in cui Guido definisce la sua nascita naturale, quella della sua coscienza", perché?

Andrea Molesini: "È il momento del suo primo ricordo, in cui scopre di avere quattro anni. Galleggia sulla distesa di teste della gente che sta per imbarcarsi alla stazione di Venezia e galleggia sospeso tra le braccia di un altro personaggio importante, il nostromo Tobia. Questo bambino viene depositato nelle braccia del padre che lo accoglie e chiede al padre - Quanti anni ho? - il padre gli risponde - quattro. E questo rimane impresso nella sua memoria per sempre, come il suo primo ricordo. Dunque è la nascita della coscienza, il momento in cui capisce di essere fatto di tempo, che il tempo è la materia di cui siamo fatti. È un libro che ha molto a che fare con la memoria, con il tempo e con questo strano mistero della felicità umana. A dispetto di tutto, delle disgrazie, della tragedia, siamo fatti per la felicità. Siamo fatti per sopravvivere a ogni costo e siamo fatti per amare la vita che ci è data".

Guido, insieme ad un amico, viene reclutato per fare la staffetta partigiana, anche se in un certo qual modo incosapevolmente. Ad un certo punto si teme un traditore. C'è anche il tradimento storico dell'Italia nei confronti dei tedeschi. È anche un romanzo sul tradimento?

Andrea Molesini: "Sì, senz'altro è un crocevia di tradimenti. Il centro della vicenda tragica si svolge tra il 1943 e il 1945, quindi c'è un intrecciarsi di tradimenti collettivi: l'Italia tradisce la Germania, all'interno dell'Italia i partigiani chiamano traditori i collaborazionisti, e i collaborazionisti di Salò chiamano traditori i partigiani. Ci sono molti tradimenti collettivi e c'è il tradimento della propria identità: di fatto andando avanti con gli anni ci rendiamo conto che in qualche modo è calata la polvere sui sogni che cullavamo quando eravamo ragazzi e che inevitabilmente sono stati traditi. Nessuno è all'altezza dei propri sogni, o perlomeno molto pochi. Com'è che un ragazzo diventa meno di quello che sperava, o che era chiamato ad essere? E poi c'è anche il tradimento tra padre e figlio, perché il figlio crede che il padre chiamato il "comandante", un agente segreto della marina, sia un supereroe e invece si accorge che non è niente più che un uomo. L'ombra del tradimento è sempre presente, che poi in fondo è l'ombra del titolo".

Il romanzo è ambientato nella Laguna di Venezia, che lei descrive come "L'acqua dei canali che sa di cicoria bollita, di detersivo e di fogna". In una frase ha fotografato la sua Laguna, quella sconosciuta ai turisti?

Andrea Molesini: "Non è un libro ambientato a Venezia, è un libro ambientato nella Laguna, in particolare nella Laguna nord, quella che va da Sant'Erasmo a Torcello, Burano, fino al Sile, e poi al Piave. È un territorio veramente magico, è un’immensa palude di acqua salmastra. Si può dire un po' fiume, un po' lago, un po' mare, un po' stagno. E quindi le differenti acque si intrecciano e si contendono lo spazio e questa conformazione così misteriosa e magica delle acque segna la personalità dei suoi abitanti che sono sempre irrisolti, confusi, in cerca di sé, smarriti e sempre prigionieri del tempo. Perché l'acqua è sempre stata metafora naturale del tempo".

Abbiamo riportato solo uno stralcio dell'intervista, che potete trovare in forma completa ascoltando l'audio. Basta cliccare sulla freccia in alto.

Stand: 03.01.2020, 18:28