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Scherzetto

Scherzetto

di Cristina Giordano

Un nonno esasperato dal proprio nipotino avverte tutto il peso del fallimento affettivo e creativo della sua vita. Domenico Starnone ci ha parlato della sua crisi esistenziale, degli odiati cliché su Napoli e ancora una volta dice: "Io con Elena Ferrante non c'entro nulla".

Buchumschlag

La copertina del libro

Il suo ultimo romanzo si intitola "Scherzetto" (Einaudi), i protagonisti sono Daniele Mallarico e suo nipote Mario di quattro anni. Il nonno è costretto ad accudire il nipotino e tra loro si instaura un rapporto dagli equilibri niente affatto idilliaci e scontati. Il nipotino sembra il più forte tra i due, perché?

Domenico Starnone: "È il rapporto tra un adulto e un bambino che hanno questa parentela, ma è una parentela fragile perché il nonno vive fuori Napoli, sua città di origine, ha visto pochissimo la figlia, la madre del bambino. Il bambino lo ha visto solo un paio di volte e quindi è l'incontro tra due sconosciuti. Che il bambino appaia più forte è dovuto semplicemente al fatto che il nonno è una persona anziana e che è reso fragile da una crescente impressione di fallimento, negli affetti, nell'arte – è un artista, un illustratore. È una specie di resa dei conti di un uomo vicino a morire - Daniele è ammalato, si è operato da poco e vede nel bambino il proprio nipote, ma anche un rivale."

Lei ha nipoti. Le è mai capitato che suo nipote la facesse riflettere, e mettesse in dubbio la sua creatività, il suo talento letterario?

Domenico Starnone: "Io ho ben quattro nipoti, ma il rapporto con i miei nipoti assomiglia poco a quello di Daniele con il piccolo Mario. Quello è un rapporto osservato tra mio padre – che era un pittore di talento, e il suo nipotino che mostrava un talento. Dalla mia esperienza muove il senso di fallimento. Io sono convinto che il senso di fallimento ci accompagni per tutta la vita e si accentui poi nella fase finale. Noi lo copriamo in tutti i modi, elencando i nostri successi, vantandoci, ma in realtà c'è il senso del tempo che è passato e l'idea che quello che si poteva dare è stato ormai dato e che probabilmente è poco, e potevamo dare di più".

Domenico Starnone

Domenico Starnone

Altro elemento della storia è la città di Napoli che lei in "Scherzetto" descrive con queste parole "Solo in questa città le persone sono così genuinamente disposte a soccorrerti e a tagliarti la gola". Perché?

Domenico Starnone: "È una formula dura ma è una formula in cui riconosco la mia esperienza di napoletano. Napoli ha questa caratteristica accentuata, quasi un luogo comune, del buon carattere, della bonarietà, della disponibilità, della grande ospitalità, dell'umorismo, dell'ironia e si dimentica che Napoli è anche una città violenta, certe volte una violenza durissima, certe altre semplicemente la violenza del litigio, dell'alzare la voce, della rissa".

Da napoletano c'è un cliché su Napoli che la infastidisce particolarmente?

Domenico Starnone: "Sì quello che accentua in maniera molto zuccherosa il meraviglioso carattere dei napoletani, il mandolino, le canzoni, il grande sentimento, ecc. Non credo invece che sia un luogo comune la bellezza della città, straordinaria proprio per questo ribollire continuo delle culture più diverse che cercano continuamente un equilibrio dei singoli individui e che spesso non lo trovano".

Anche in Germania ne hanno parlato, il suo nome è stato associato a quello di Elena Ferrante e a quello di sua moglie Anita Raja. Ha mai pensato di scrivere un libro su questa vicenda?

Domenico Starnone: "Io non sono Elena Ferrante e non ho voglia di parlare di queste cose, non risponderò alla sua domanda. Le dico solo che con Elena Ferrante non c’entro nulla. È un pettegolezzo, una chiacchiera. Sono qui per parlare dei miei libri".

L'ultimo libro tradotto in tedesco di Domenico Starnone è "Auf immer verbunden" (DVA Verlag), in italiano "Lacci" (Einaudi), già portato in scena a teatro da Silvio Orlando e Vanessa Scalera: la storia di una famiglia e di una coppia in crisi, raccontata in forma epistolare.

Stand: 06.04.2018, 18:28