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Mussolini, modello dei populisti di oggi?

Ascolta l'intervista ad Antonio Scurati

COSMO Radio Colonia - Beitrag 06.11.2020 05:48 Min. Verfügbar bis 06.11.2021 COSMO


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Mussolini, modello dei populisti di oggi?

di Cristina Giordano

Osannata o contestata, l'imponente opera di Antonio Scurati su Mussolini accende nuovi riflettori sulla figura del dittatore italiano, archetipo delle leadership populiste di oggi – secondo lo scrittore. Qui intervistato da Cristina Giordano.

Antonio Scurati

Antonio Scurati

Nel primo volume «M. Il figlio del secolo» (Bompiani), uscito in tedesco con il titolo di «Der Sohn des Jahrunderts» (Klett-Cotta Verlag), Antonio Scurati racconta i primi anni di Mussolini, fino al delitto Matteotti del 1924. Nel secondo capitolo «M. L'uomo della provvidenza», l'autore affronta gli anni dell'ascesa politica (1925-1932). Un'opera imponente che mette al centro la figura del dittatore italiano e che non è passata inosservata alla critica: tra chi la ritiene un capolavoro - il primo volume è vincitore del Premio Strega nel 2019-, e chi invece ne contesta la forma o i contenuti. Soprattutto all'estero. L'intervista ad Antonio Scurati è di Cristina Giordano.

Ha studiato per anni i dettagli storici e privati di Mussolini con atteggiamento quasi documentaristico. Ha scoperto un Mussolini diverso da quello fino ad ora rappresentato?

Antonio Scurati: «Forse la principale scoperta non riguarda un elemento fattuale, uno scoop tra accadimenti non prima conosciuti ma proprio sulla personalità di Mussolini. Vale a dire che il Mussolini che emerge da « M » è un uomo e un leader politico che io definisco vuoto, cavo. Noi siamo abituati a immaginare Mussolini a partire dagli anni '30, quando era già il dittatore d'Italia, con pieni poteri, sciorinava una dottrina del fascismo con un'idea molto precisa di come dovevano essere gli Italiani. Ma se noi andiamo a vedere il Mussolini delle origini, vediamo che non aveva idee, non aveva principi, non aveva strategia, ideologie, non aveva programmi. Lui stesso definiva i programmi come "carta straccia". Era un vaso vuoto pronto a riempirsi degli umori della gente, che molto spesso erano malumori, a soffiare su di essi per conquistare il potere. L'efficacia della sua azione politica dipese proprio da questa sua supremazia tattica del vuoto e di cui lui era molto consapevole e che teorizzava e praticava con molta spregiudicatezza.»

Nel raccontare intrecci con alleati e sostenitori, quale figura non politica nella sua ricostruzione è risultata particolarmente determinante nell'ascesa di Mussolini?

Buchumschlag

La copertina del libro nella versione tedesca

Antonio Scurati: «Sul piano privato sicuramente la figura di Margherita Sarfatti, forse l'unica donna protagonista in questo mondo di maschi, maschilisti, misogini, in feroce lotta tra di loro. La Sarfatti è una figura affascinante che tra l'altro è stata poi riscoperta in Italia in questi anni, proprio a seguito del libro. L'unica donna a cui Mussolini fu veramente legato, probabilmente anche da un sentimento amoroso e che ebbe un ruolo importantissimo. Lei raffinata intellettuale, critico d'arte, grande collezionista, donna del gran mondo, fornì a Mussolini un'educazione intellettuale, sociale e mondana che a lui, piccolo uomo di provincia, mancava. La Sarfatti è stata un po' il suo mentore per i primi anni, oltre che la sua amante.»

Il «corpo come arma di distrazione di massa » e l'effetto farsa che lei attribuisce all'invenzione di Mussolini, vengono utilizzati dai populisti di oggi, Trump, Putin, Salvini. La storia va avanti ma le dinamiche sono rimaste le stesse, perché?

Antonio Scurati: «Ho più volte ripetuto che Mussolini tra le varie intuizioni formidabili purtroppo, sciagurate, che ha avuto per primo, riguardo a ciò che sarebbe stata la politica nell'era delle masse intuì anche che il corpo del leader, del capo, sarebbe stato al centro della scena politica e della comunicazione. Mussolini comprese che nell'era delle masse al centro della scena politica ci sarebbe stato il corpo, non l'intelletto. Io sono assolutamente contrario a dare un'interpretazione della figura di Mussolini come di un personaggio farsesco perché penso che questa visione sia stata all'origine di un grande equivoco e di una grande sottovalutazione. Quando lo vediamo gesticolare in modo eccessivo, dal balcone di Palazzo Venezia e lo giudichiamo ridicolo, manchiamo di comprendere che in realtà c'era una profonda intuizione e un'acuta forma di intelligenza in ciò che lui fa. Capisce che quando è con la massa che hai a che fare, parla attraverso il proprio corpo al corpo dell'elettorato. È un archetipo, una forma originaria della leadership populista che oggi vediamo. Perché alla fine non tutti hanno una laurea in scienze politiche ma tutti hanno un corpo e questo può diventare decisivo se questo è usato da un leader abile e spregiudicato.»

Alcuni critici, soprattutto esteri, leggono questa sua trilogia come un segnale della riabilitazione del culto di Mussolini (ndr la storica americana Ruth Ben-Ghiat sul New York Times) o parlano ad esempio di un "flirt con il fascino di Mussolini" (ndr Deutschlandfunk). All'estero l'Italia resta il paese che non ha mai realmente fatto i conti con il fascismo?

Antonio Scurati: «A parte qualche voce isolata, nessuno in buona fede può pensare che questo libro comporti il ritorno a un nostalgico culto di Mussolini o che io flirti con la figura di Mussolini. È vero che mentre in Francia o in Spagna c'è stata una ricezione trionfale, in Germania c'è stata qualche voce critica perché effettivamente in Germania è diffusa questa idea, che in parte è un pregiudizio, secondo la quale i tedeschi avrebbero fatto i conti col nazismo, mentre gli italiani non avrebbero fatto i conti con il fascismo. Il che è in qualche misura vero. Il fatto stesso che a cent'anni di distanza dagli accadimenti, uno scrittore della mia generazione, per primo, abbia scritto un romanzo che ha per protagonista Mussolini lo dimostra, che questi conti non erano stati fatti del tutto.»

Potete ascoltare l'intervista in forma audio cliccando sulla freccia in alto.

Stand: 06.11.2020, 18:28