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Ascolta l'intervista ad Aurora Rodonò

COSMO Radio Colonia - Beitrag 24.06.2021 05:53 Min. Verfügbar bis 24.06.2022 COSMO


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Raccontare la migrazione per immagini

Stand: 24.06.2021, 18:22 Uhr

di Giulio Galoppo e Luciana Caglioti

Una mostra al Museo Ludwig di Colonia accosta le foto private dei migranti in Renania con quelle ufficiali, per raccontare la migrazione dal dopoguerra al 1989 ha cambiato le città. Ce ne parla Aurora Rodonò, che ha collaborato alla mostra.

Die Familie Spitaleri

La famiglia Spitaleri a Colonia (1967)

I centri urbani e i flussi migratori

Si intitola "Vor Ort. Fotogeschichten zur Migration", in italiano "Sul luogo. Storie fotografiche sulla migrazione", la mostra che al Museo Ludwig di Colonia rimane aperta fino al 3 ottobre 2021. Una scelta di fotografie che raccontano il legame stretto della città di Colonia e di altri comuni renani con i flussi migratori dall'Italia, dalla Turchia, dalla Spagna e non solo fra gli anni ‘50 e il 1989.

Le fotografie private dei "Gastarbeiter"

Onur Dülger

Onur Dülger davanti alle case degli operai Ford a Colonia (1965)

Per la prima volta al centro di un'esibizione di questo calibro ci sono le fotografie private dei cosiddetti "Gastarbeiter" e, più in generale, dei lavoratori stranieri presenti a Colonia e nella città limitrofe.

Le loro foto - soprattutto al confronto con quelle di noti fotografi dell'epoca, quindi più "ufficiali" - mostrano come strade, case, negozi, pub e parchi diventino portatori di memoria e parte della storia della città, e come cambino il loro volto proprio grazie alla migrazione nel corso dei decenni.

Le testimonianze italiane

Ne parliamo con Aurora Rodonò, che ha contribuito alla mostra con Manuel Gogos, tra l'altro realizzando alcune interviste a protagoniste della migrazione italiana a Colonia, come Antonella Giurano, Rosa Spitaleri e Angela L.

Nei loro racconti e nelle loro fotografie la dimensione privata si affianca a quella delle lotte operaie dei migranti di diverse nazionalità e a quella della sinistra italiana a Colonia.

L'esposizione, curata da Ela Kacel e Barbara Engelbach, è stata organizzata in cooperazione con il Centro di documentazione DOMiD, che da decenni raccoglie oggetti e fotografie per non perdere la memoria della migrazione in Germania e che realizzerà nei prossimi anni un vero e proprio museo dedicato all'immigrazione in Germania.