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Vivere in Europa (2): titoli di studio

Vivere in Europa (2): titoli di studio

di Luciana Mella

Dal 2005 è in vigore la direttiva 2005/36/CE, in base alla quale ogni Stato membro dell’UE dovrebbe riconoscere come equivalenti i titoli professionali degli altri Stati membri. Abbiamo provato a verificare cosa succede in Belgio, Francia e Spagna.

Stundent_innen feiern den Abschluss

Studenti festeggiano la laurea

L’intento della direttiva, modificata nel 2013 (2013/55/UE), sarebbe quello di garantire il libero accesso al mercato del lavoro all’interno dell’Unione.

Attualmente però, in base a dati forniti dalla stessa Commissione Europea, il 65% degli europei con un titolo di studio ha problemi a farselo riconoscere al di fuori del proprio paese, mentre il 59% di quanti studiano in un istituto straniero trovano difficoltà a farsi riconoscere l’esperienza a casa propria.

Per far fronte a questa situazione, l’esecutivo europeo si è dato come termine ultimo il 2025, anno entro cui creare uno spazio europeo dell’istruzione, dove apprendimento, studio e ricerca non vengano ostacolati dalle frontiere.

Un primo concreto passo è già stato fatto con l’introduzione della Tessera professionale europea, limitata per ora solo ad alcune professioni: infermiere, farmacista, fisioterapista, agente immobiliare e guida alpina. Queste categorie possono, in alternativa alle procedure standard, fruire della pratica di riconoscimento online, più facile e rapida.

Stand: 08.05.2019, 18:35