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Rischio Swexit?

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COSMO Radio Colonia - Beitrag 23.09.2020 04:36 Min. Verfügbar bis 23.09.2021 COSMO

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Rischio Swexit?

di Luciana Mella

Il 27 settembre si tiene in Svizzera una votazione cruciale che vuole mettere fine alla libera circolazione delle persone con l’Unione europea.

swexit

La bandiera svizzera

Lanciata dal partito conservatore di destra Unione democratica del centro (UDC), l'iniziativa “Per un'immigrazione moderata - iniziativa per la limitazione”, chiede che la Svizzera possa controllare la propria immigrazione in modo completamente autonomo. I promotori propongono l'aggiunta di un articolo alla Costituzione svizzera, il 121b, che porterebbe all‘esclusione di un qualsiasi trattato di libera circolazione delle persone. I propositi di fondo dell‘UDC, come scritto nero su bianco sulla hompage del Partito, sono chiari: “Non vogliamo una Svizzera con 10 milioni di persone e non vogliamo una Svizzera che permetta la sostituzione dei lavoratori indigeni da parte di lavoratori più giovani e soprattutto più economici provenienti dall’UE”. Se i Sì all‘iniziativa dovessero prevalere, l’accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC), che regola la vita di più di 1.700.000 persone in Svizzera, verrebbe abolito con conseguenze gravi in termini di perdita dei diritti, come ad esempio, soggiorno, ricongiungimento familiare e prestazioni sociali. Inoltre decadrebbero automaticamente anche gli altri 6 accordi che regolano le relazioni commerciali tra la Confederazione Elvetica e l‘Unione, compresi quelli che garantiscono, ad esempio, la soppressione delle imposte doganali su import-export. Un volume d‘affari non irrilevante, poiché attualmente il 50% delle esportazioni e il 60% delle importazioni svizzere sono direttamente correlate al mercato unico dell’UE. Contrari all‘iniziativa si sono schierati sia il Consiglio federale sia il Parlamento, così come componenti della società civile e del mondo economico. Anche molte realtà dell‘associazionismo italiano, ben radicate in Svizzera, hanno preso una netta posizione contraria alla proposta, definita l‘ennessimo attacco nei confronti degli stranieri, costituendo un Comitato Unitario per la libera circolazione. E proprio il Comitato mette in guardia da un altro pericolo legato all‘iniziativa per la limitazione: quello destinato a ridurre sensibilimente l‘accesso al mercato del lavoro svizzero agli oltre 325.000 frontalieri, che ogni giorno dall‘Italia, dalla Francia e dalla Germania varcano il confine per recarsi a lavorare nei diversi Cantoni.

Stand: 23.09.2020, 18:31