Der Italienische Journalist Riccardo Ehrman

Riccardo Ehrman, l'italiano del Muro

Stand: 15.12.2021, 18:06 Uhr

di Cristina Giordano e Francesco Marzano

È scomparso il giornalista italiano che il 9 novembre 1989 fece la memorabile domanda a Schabowski sulla regolamentazione dei viaggi per i cittadini della DDR. La risposta fece riversare tutti nelle strade, e verso ovest. Mentre Ehrman quella storica notte fu portato in spalla, in trionfo. Il Muro era definitivamente crollato.

«Il giornalista che fece cadere il Muro» titola Tagesspiegel, che fece quella domanda «memorabile» scrive sul suo sito Deutschlandfunk. Sono numerosi gli articoli sulla stampa tedesca in ricordo di Riccardo Ehrman, scomparso ieri (14.12.2021) all’età di 92 anni.

Il corrispondente dell’Ansa a Berlino divenne celebre il 9 novembre 1989, quando durante la conferenza stampa del Comitato centrale del Partito di unità socialista della Germania (SED) Ehrman si presentò a Günter Schabowski e disse: "Mi chiamo Riccardo Ehrman, rappresento l'agenzia di stampa italiana Ansa. Signor Schabowski, lei ha parlato di errori. Non pensa che sia stata un grande errore la bozza di legge sui viaggi presentata qualche giorno fa?" Schabowski rispose di no.

Prima Ehrman e poi altri giornalisti presenti incalzarono Schabowski e chiesero da quanto sarebbe partita quella nuova regolamentazione, che avrebbe permesso con più facilità i viaggi a ovest. Schabowski, sfogliando il documento, rispose: "A quanto ne so io, subito. Da ora".

La  conferenza stampa fu trasmessa in diretta e i cittadini nella DDR si rivesarono verso il Muro, varcando i confini verso ovest. Riccardo Ehrman non capì subito che quella domanda fu storica. Qualche anno fa ai nostri microfoni, raccontando di quella storica notte, disse:

«Dalla folla qualcuno ha cominciato a dire ‘È lui, l’uomo della domanda’, io non capivo cosa volesse dire quella gente e poi qualcuno mi ha portato in trionfo in spalla. Sono rimasto sorpreso, addirittura terrorizzato. Pensavo mi volessero fare del male, e invece era una forma di gioia, di allegria, per fortuna giustificata».