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Migrazioni qualificate in Europa

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COSMO Radio Colonia - Beitrag 16.04.2019 04:34 Min. Verfügbar bis 15.04.2020 COSMO

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Migrazioni qualificate in Europa

di Luciana Mella

Vecchio continente e lavoro. A che punto siamo? La ricerca “L’Europa dei talenti: migrazioni qualificate dentro e fuori l’Unione europea” mette a fuoco i vantaggi del mercato unico ma anche le sue criticità.

Buchcover "L'Europa dei talenti" - Die Talenten Europas

La copertina del volume

Promosso dall’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” e realizzato dal Centro Studi e Ricerche IDOS, il volume, curato da Antonio Ricci e Benedetto Coccia, evidenzia che nel 2020 in Europa mancheranno quasi ottocentomila figure professionali altamente qualificate nel settore delle telecomunicazioni e che ci sarà carenza di circa un milione di addetti del settore sanitario tra dottori, infermieri, dentisti, ostetriche e farmacisti.

Una lacuna che non potrà essere colmata dai 12 milioni di disoccupati di lungo termine presenti nell’Unione perché per oltre il 50% non hanno i titoli e le competenze per accedere a questi ruoli. All’inizio del 2017 sono quasi 17 milioni i cittadini comunitari attivi in un altro Stato membro che si vanno a sommare ai 2 milioni di lavoratori e studenti frontalieri. 3,6 milioni sono lavoratori mediamente qualificati e quasi 3 milioni altamente qualificati, un numero quasi triplicato rispetto al 2004.

Non sempre però alle qualifiche corrispondono lavori in settori adeguati. Tra i dati più significativi che riguardano l’Italia, indicata dall’Ocse come l’ottavo paese del mondo per numero di emigrati e con un tasso del 18,7% di laureati contro il 33% degli altri paesi, si evidenzia che tra il 2008 e il 2017, almeno mezzo milione di laureati sono andati a cercare la fortuna all’estero. Di questi almeno un terzo non è più rientrato nel Bel Paese.

Stand: 16.04.2019, 18:20