Verdi: è guerra tra le correnti

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COSMO Radio Colonia - Beitrag 26.11.2021 06:33 Min. Verfügbar bis 26.11.2022 COSMO


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Verdi: è guerra tra le correnti

di Cristina Giordano

Il partito Bündnis 90/Die Grünen ha presentato la lista dei futuri ministri. Chi sono? E quanto dura è stata la battaglia interna al partito? L'approfondimento a cura di Cristina Giordano.

Cem Özdemir von den Bündnis 90/Die Grünen

Cem Özdemir del partito Bündnis 90/Die Grünen

Le nomine

Ad Annalena Baerbock va il prestigioso ministero degli Esteri e al suo co- Robert Habeck, la carica di vice-cancelliere e il superministero di Economia e Clima. Ad Anne Spiegel va il ministero della Famiglia, dei Giovani e delle Pari Opportunità. 40 anni ma una solida carriera nei Verdi nel Land della Renania-Palatinato, dove è stata tra l'altro anche ministra proprio della Famiglia (dal 2016 al 2021). Una curiosità: Anne Spiegel ha origini italiane – la nonna infatti è siciliana. E sulla sua pagina web scrive anche quanto ami la lingua italiana.

Il dicastero dell'Ambiente, della Sicurezza Nucleare e dei Consumatori va invece a Steffi Lemke. Lemke arriva dalla Germania dell’Est, ed è stata una delle co-fondatrici del partito dei Verdi nella Ddr nel 1989. È ingegnera agraria. I più forse non la conoscono, ma è da anni ai vertici del partito – sebbene abbia lavorato dietro le quinte. E Claudia Roth, attualmente vicepresidente del Bundestag, sarà nominata ministra dei Media e della Cultura e succederà a Monika Grütters (Cdu).

Cem Özdemir all'Agricoltura

Il 55enne figlio di Gastarbeiter, nel 1994 è stato il primo parlamentare con origini turche a entrare nel Bundestag. E potrebbe portare questo primato anche con la prossima carica, perché diventerebbe il primo ministro federale di origini turche. È stato leader dei Verdi e la sua popolarità è notevole. Alle scorse elezioni ha vinto il mandato diretto a Stoccarda con quasi il 40%, il miglior risultato al primo turno in tutto il Baden-Württemberg. Özdemir di fatto ha strappato la nomina a Anton Hofreiter, più a sinistra ed esperto anche in politica agricola. Su questa poltrona si è aperta un'aspra lotta tra le due correnti interne ai Verdi, i cosiddetti «Realos» e la «corrente di sinistra ». Tanto che la lista dei nomi inizialmente prevista per ieri pomeriggio è arrivata solo in tarda serata. L'immagine di un partito in totale armonia (con Habeck che ha fatto un passo indietro per cedere a Baerbock la candidatura a cancelliera) forse non è del tutto realistica. Il politologo Hubert Kleinert – con un passato nelle fila dei Verdi, parla di «messa in scena» che ha funzionato all'inizio della campagna elettorale, e poi ha avuto un calo.

«Realos» vs. «Verdi di sinistra». Chi ne esce vincitore da queste nomine?

A vedere i numeri e le nomine, i «Realos». Chiamati così perché sostengono una politica ambientalista votata alla Realpolitik, al pragmatismo. Di questa corrente fanno parte Annalena Baerbock, Robert Habeck e Cem Özdemir – che si prendono anche le poltrone più prestigiose. Anton Hofreiter, o Katrin Göring-Eckardt dell'ala più a sinistra ne escono a mani vuote.

Va detto che la conflittualità è dovuta anche al fatto che i Verdi devono tradizionalmente conciliare almeno due quote più o meno vincolanti: l'equilibrio delle due ali o correnti e l'equa rappresentanza di uomini e donne.

Che effetto avrà questa conflittualità dei Verdi all'interno della coalizione semaforo?

Questa disputa che fa riemergere i passati dissapori tra le due ali del partito e che sembravano ormai superati, potrebbe essere problematica e rendere più impervia la strada della coalizione semaforo. Secondo Hubert Kleinert le coalizioni di per sé sono predisposte al conflitto perché mettono insieme partiti tra loro distanti. Ma certamente i Verdi non sono gli unici ad avere più correnti al loro interno (anche Spd e Liberali). Sarà poi compito del futuro cancelliere mediare e tenere insieme anime diverse. Fa parte del gioco della politica.

Stand: 26.11.2021, 18:30