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COSMO Radio Colonia - Beitrag 13.07.2021 06:04 Min. Verfügbar bis 13.07.2022 COSMO


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Vaccinarsi per ricominciare

Stand: 13.07.2021, 18:30 Uhr

di Giulio Galoppo

Da una settimana, l'incidenza dei casi settimanali in Germania è in costante, seppur lieve aumento, oggi pari al 6,5. Cresce da alcuni giorni anche il numero dei nuovi contagi, oggi 646, mentre i decessi in seguito all’infezione da Coronavirus sono stati 26. In una conferenza stampa tenutasi quest’oggi, la cancelliera Angela Merkel, il direttore dell’RKI Robert Wieler e il ministro della salute, Jens Spahn hanno sottolineato come il vaccino rappresenti l’arma più sicura contro il virus.

CovPass Impfpass

Il certificato di vaccinazione come garanzia di maggiore libertà?

Come spronare la popolazione, che ancora non lo ha fatto, a vaccinarsi?

È opinione comune che serva una campagna vaccinale decisamente più intensa. Lo ribadisce da tempo Klaus Reinhardt, il presidente della Bundesärztekammer, l'Associazione medica tedesca. Secondo Reinhardt servono spot televisivi in fasce orarie strategiche, come prima dei notiziari, servono campagne di informazione sul posto, in particolare dove la volontà di vaccinarsi è bassa. Serve un maggior contatto diretto con le persone, ed è necessario coinvolgere nella campagna vaccinale anche le associazioni sportive, quelle culturali, così come le istituzioni religiose. Anche il ministro della salute, il cristiano-democratico Jens Spahn, durante la conferenza stampa tenutasi oggi con la cancelliera Merkel e Robert Wieler dell’RKI, punta su una campagna a tappeto.

Come evitare che i reparti di terapia intensiva vengano nuovamente sovraccaricati?

Maggiore è il numero dei vaccinati, minore è il rischio di occupare un alto numero di posti letto in terapia intensiva. Al momento, il 43% della popolazione tedesca è vaccinata. Tuttavia, come ha anche sottolineato la cancelliera quest’oggi, siamo ancora molto lontani dai valori percentuali di popolazione vaccinata necessari a raggiungere l’immunità di gregge e quindi ad avere meno ricoveri. Secondo gli esperti, infatti, si deve arrivare almeno all'80% dei vaccinati. L’invito è quindi, di nuovo, quello di vaccinarsi, anche considerando che la variante Delta sta avendo una diffusione velocissima e che lascia presagire per il prossimo futuro la comparsa di nuove varianti.

In alcuni Länder tedeschi, le scuole si preparano già all’inizio del nuovo anno scolastico, previsto per l’inizio di agosto. È realistico pensare a una scuola in presenza?

Per Volker Wissing, segretario generale della FDP, il partito liberale Tedesco, non ci sono dubbi. Il governo federale deve approfittare della pausa estiva e fare tutto il possibile affinché le scuole tornino alla didattica in presenza dopo le vacanze. È quanto ha detto al Redaktionsnetzwerk Deutschland. Più cauto, invece, Heinz-Peter Meidinger, presidente del Deutsches Lehrerverband, l‘Associazione tedesca degli insegnanti, che auspica, comunque, una prima fase di alcune settimane in sicurezza, con misure di protezione sanitaria molto alte. Tuttavia, ci tiene a sottolineare, è importante ricordare che scolari e scolare hanno una vita anche al di fuori della scuola e che i contatti extrascolastici tra giovani porteranno inevitabilmente a un cospicuo aumento dei contagi.

Si fa sempre più acceso il dibattito sull’obbligo di vaccinazione per alcune categorie professionali. Abbiamo sentito come la Francia di Macron abbia optato per quest’obbligo nel settore medico-sanitario. In Germania c’è chi vede di buon occhio l’introduzione di questo obbligo per il personale scolastico a partire dalle scuole per l’infanzia fino a quelle superiori. Molti le voci contrarie e su tutte spicca da poche ore quella della cancelliera che si è espressa contro qualsiasi obbligo. Quali sono le sue argomentazioni?

Per Merkel quella della vaccinazione è e deve rimanere una scelta individuale e volontaria. Non c’è spazio per costrizioni in questo senso. Inoltre, secondo Alena Buyx, presidente del Deutsches Ethikrat, sono tantissimi gli insegnanti che si sono vaccinati, così come è alta la volontà di farlo. L’introduzione dell’obbligo vaccinale sarebbe quindi superfluo:

Anche l’Italia registra in questi giorni un aumento preoccupante di nuovi contagi in ben 19 regioni su 21. A quali rischi vanno incontro gli italiani?

Sì, la crescita dei contagi preoccupa praticamente tutta l’Italia. In modo particolare, sono cinque le regioni che rischiano un ritorno in zona gialla, Sicilia, Campania, Abruzzo, Veneto e Marche. Questo ha riacceso il dibattito sui parametri, con molti presidenti di regione che chiedono di rivedere questi parametri che determinano il colore e la sorte delle diverse aree territoriali. La richiesta è che la scelta non dipenda più dal solo numero di casi positivi ogni centomila abitanti, che è destinato a moltiplicarsi a causa della variante Delta, che raggiungerà in agosto un picco pari al 90% dei contagi, ma dal numero di quanti tra i positivi dovranno essere ricoverati. Nel frattempo sembra certo che l’Italia prolunghi di almeno tre mesi lo stato di emergenza. Diversamente, il commissario straordinario per l’emergenza da Coronavirus, Francesco Paolo Figliuolo, non potrebbe portare a termine la campagna vaccinale da lui condotta negli ultimi mesi.