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Turingia ancora nell'occhio del ciclone

Christian Lindner und Thomas Kemmerich

Turingia ancora nell'occhio del ciclone

di Tommaso Pedicini e Luciana Caglioti

L'FDP ha confermato la fiducia al proprio leader, Christian Lindner, dopo l'elezione del liberale Thomas Kemmerich a governatore della Turingia anche coi voti della AfD. Kemmerich, da parte sua, ha ribadito di voler rinunciare al mandato, ma è ancora in carica, nonostante le pressioni di tutto l'arco costituzionale perché si dimetta.

In Germania i vertici della FDP hanno confermato la fiducia a Christian Lindner, leader dei liberaldemocratici, in una riunione apposita tenutasi stamattina (07.02). Ieri Lindner aveva annunciato che avrebbe posto la questione di fiducia sulla sua guida del partito, poiché, dopo gli ultimi sviluppi politici in Turingia, i vertici della FDP avevano bisogno di "una nuova legittimazione".

Mercoledì nel Land orientale, infatti, il liberaldemocratico Thomas Kemmerich era stato eletto capo del governo con i voti di FDP, CDU e del partito di estrema destra Afd. L'elezione di Kemmerich aveva suscitato indignazione e proteste in Germania e all'estero. Christian Lindner, andando a Erfurt ieri ha convinto i liberaldemocratici della Turingia a desistere da ogni tipo di collaborazione con l'Afd. Lindner ha detto che il suo partito è in netto contrasto con il partito di estrema destra. "L'Afd si basa su esclusione e chiusura - ha sostenuto il leader liberale -, mentre i liberaldemocratici sostengono apertura e tolleranza".

Per questo Lindner ha accolto con favore ieri l'annuncio delle dimissioni di Kemmerich da primo ministro della Turingia, definendole "l'unica giusta, l'unica possibile decisione".

Da parte sua Thomas Kemmerich ha detto di volersi dimettere per spianare la strada a nuove elezioni. Le sue dimissioni, però, al momento non sono state ancora ufficializzate, perché, secondo Kemmerich il Land non può essere lasciato senza una guida politica. Linke, SPD e Verdi hanno chiesto al neogovernatore di dimettersi immediatamente e gli hanno dato un ultimatum fino a domenica prossima.

Secondo la Costituzione della Turingia, le elezioni anticipate sono possibili se il parlamento regionale decide di sciogliersi con la maggioranza dei due terzi dei suoi membri su richiesta di un terzo dei suoi membri. Una parte della CDU, però, non è favorevole a nuove elezioni. Secondo Mike Mohring, leader CDU ad Erfurt, nuove lelezioni non sarebbero la soluzione ideale perché ci si potrebbe ritrovare nella stessa situazione attuale, con la stessa costellazione politica. La parola, secondo Mohring, non va di nuovo agli elettori ma al parlamento regionale che è in grado di uscire da questa situazione complicata. Mohring, da parte sua, ha annunciato le proprie dimissioni entro maggio, dopo che la situazione politica in Turingia si sarà stabilizzata.

La leader federale della CDU, Annegret Kramp-Karrenbauer, a sua volta non vede di buon occhio un ritorno al governo dell'ex governatore della Turingia, Bodo Ramelow, della Linke. Kramp-Karrenbauer chiede quindi a Verdi ed SPD di proporre un candidato meno divisivo di Ramelow, altrimenti l'unica soluzione sarebbero nuove elezioni. Forte preoccupazione per la situazione in Turingia viene espressa anche dalla leader SPD, Saskia Esken. Nei prossimi mesi ci saranno altre elezioni regionali in Germania ed Esken teme che la Turingia possa rappresentare un precedente. "Bisogna impedire che persone che hanno responsabilità politica a livello di Land o federale scendano a patti coi fascisti", sostiene Esken.

Stand: 07.02.2020, 18:30