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I manager Thyssen andranno in carcere

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COSMO Radio Colonia - Beitrag 05.02.2020 06:08 Min. Verfügbar bis 04.02.2021 COSMO

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I manager Thyssen andranno in carcere

di Cristina Giordano

A oltre 12 anni dall'incidente e un lungo processo, arriva la conferma del tribunale di Hamm: non ci sono motivi che ostacolano l'applicazione della pena. I due manager tedeschi di ThyssenKrupp Espenhahn e Priegnitz andranno in carcere.

Thyssen-Krupp-Tafel in Turin

Giustizia fatta per le vittime dell'incendio alla Thyssen-Krupp di Torino

Sono trascorsi oltre 12 anni dall’incidente allo stabilimento ThyssenKrupp di Torino in cui morirono 7 operai. Tutti i gradi di giustizia hanno confermato la colpevolezza dei vertici dell’azienda siderurgica tedesca. Il reato è di «omicidio e incendio colposo e omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro ».

Ma se per i 4 manager italiani è scattato subito il carcere. Non è stato così per i due manager tedeschi: ora arriva la decisione della corte di Hamm che ha definitivamente respinto il ricorso di Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz.

Significa che ai due manager tedeschi viene confermata la condanna della sentenza definitiva della Cassazione italiana. Va detto però che le condanne erano state già ridotte dal tribunale di Essen – da 9 anni e 8 mesi per Espenhahn e 6 anni e 10 mesi per Priegnitz, erano passate a 5 anni – la pena massima per il reato di omicidio colposo in Germania.

Per i famigliari delle vittime e per Antonio Boccuzzi, unico operaio sopravvissuto all’incendio in cui moririono 7 dei suoi colleghi, questo è senz’altro un grande traguardo : « A mio avviso è finalmente il compimento di un diritto, il diritto alla giustizia ». Rosi De Masi in quel drammatico incendio ha perso suo figlio Giuseppe, 26 anni : « Finché non li vedo dietro le sbarre non me la sento di cantare vittoria ».

Espenhahn e Priegnitz sono di fatto però ancora liberi. Ora passa tutto al pubblico ministero di Essen. È il pm Annette Milk a emettere nei loro confronti la richiesta ufficiale per presentarsi in carcere. Secondo la legge tedesca avranno un tempo massimo tra le 2 e le 4 settimane circa. Se i due manager non si presenteranno in tempo, per loro scatterà il mandato di arresto.

Dopo mesi di silenzio, il portavoce di ThyssenKrupp, Tim Proll-Gerwe ci ha rilasciato una dichiarazione : « I tribunali italiani hanno avuto un difficile compito nel giudicare questo tragico incidente che ha avuto terribili conseguenze e questo lo rispettiamo. Non va dimenticato però il nostro cordoglio nei confronti delle vittime e delle loro famiglie. Ci rammarichiamo che questo sia accaduto in un nostro stabilimento. E faremo di tutto affinché questo non si ripeti mai più. »

La vicenda giudiziaria però non è del tutto chiusa. Resta ancora un capitolo aperto. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo aveva accolto il procedimento contro Italia e Germania. Chiamate a rispondere e a giustificare i ritardi con cui sono intervenute per far applicare la legge. Oggi scadeva il termine ultimo per proporre un accordo tra le parti. Cosa che non è avvenuta. Il procedimento quindi andrà avanti.

Come ricorda l’avvocato Anton Giulio Lana: « Il processo nei confronti della Corte Europa dei Diritti dell’Uomo continua perché la responsabilità tanto del governo italiano, che di quello tedesco, permane e quindi attendiamo che venga riconosciuto un risarcimento del danno per questa violazione della convenzione europea ».

Stand: 05.02.2020, 18:45