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Rispondere al terrorismo

Rispondere al terrorismo

di Luciana Caglioti e Cristina Giordano

Dopo gli ultimi attacchi terroristici in Gran Bretagna, ancora una volta ci si chiede cosa non abbia funzionato nella macchina preventiva. Secondo l’analista Loretta Napoleoni bisogna ripartire dall’integrazione: “Questo terrorismo nasce da un senso di esclusione dei giovani musulmani”.

Rivelate le identità dei tre attentatori di Londra: il ventisettenne pachistano Khuram Butt, Rachid Redouane, trentenne dalla nazionalità incerta (marocchino o libico), e infine Youssef Zaghba, 22 anni, madre bolognese e padre marocchino. Quest’ultimo inserito nella lista di soggetti a rischio per essere un probabile fiancheggiatore dello Stato Islamico, dopo essere stato fermato a Bologna, in passato, mentre cercava di imbarcarsi con un biglietto di sola andata su un volo verso la Turchia.

London Polizei

Troppi tagli alle forze di sicurezza

Negli ultimi anni Youssef Zaghba viveva tuttavia in Gran Bretagna, ma pare non fosse monitorato dall’intelligence britannica. Cosa è mancato nella strategia di lotta al terrorismo in Gran Bretagna? Secondo Loretta Napoleoni, autrice tra l’altro di “Isis. Lo stato del terrore. L'attacco all'Europa e la nuova strategia del Califfato” (Feltrinelli), “È mancata la cooperazione con le comunità musulmane. Non sono stati fatti sforzi sufficienti su questo fronte”, aggiunge la saggista italiana, residente a Londra.

Stand: 06.06.2017, 18:40