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La Germania taglia i fondi di cultura e ricerca

COSMO italiano 26.07.2022 18:02 Min. Verfügbar bis 26.07.2023 COSMO Von Francesco Marzano


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La Germania taglia i fondi di cultura e ricerca

Stand: 26.07.2022, 17:00 Uhr

di Francesco Marzano, Cristina Giordano, Tommaso Pedicini

Pesanti tagli colpiranno università e istituzioni culturali tedesche che fanno da ponte con l’estero, come il Goethe Institut e il DAAD. Un rischio concreto per il futuro della Germania, non solo sul piano culturale, anche su quello geopolitico ed economico. Nell’approfondimento di Cristina Giordano chiariamo perché. Il professore di lingua tedesca Sandro Moraldo e il filologo e storico Paolo Fonzi spiegano cosa significa perdere preziose borse di studio e finanziamenti alla ricerca.

Universität, Vorlesung

Tagli ai programmi di scambio culturale

Le istituzioni colpite

Molte le istituzioni colpite dai tagli messi programmati dal governo tedesco. Il Goethe Institut dovrà fare i conti con 26 milioni di euro in meno in due anni. La Fondazione Alexander von Humboldt, che promuove lo scambio internazionale di ricercatori scientifici perde circa un terzo delle sue borse di studio. La Freie Univeristät di Berlino, molto importante nel promuovere borse di studio internazionali per i giovani subirà pesanti tagli.

Tra i più colpiti anche il Deutscher Akademischer Austauschdienst (DAAD), il Servizio tedesco per lo scambio accademico. Si tratta di un'istituzione che ha il compito di promuovere la scienza e la ricerca a livello internazionale, grazie a programmi di borse di studio e di scambi internazionali. Comprende una rete di 350 college e università. Secondo quanto riportato dalla stampa tedesca, si parla di 13 milioni di euro di tagli. In questo modo si rischia di non poter più finanziare circa 6000 borse di studio per ricercatori e studenti e 5000 conferenze e incontri culturali in meno.

Le posizioni del governo

DAAD, Kultur

Tra i più colpiti il Deutscher Akademischer Austauschdienst (DAAD)

Nel contratto di coalizione non erano previsti tagli alla cultura. Al contrario, si parlava di aumenti dei finanziamenti per lo scambio accademico e per la ricerca e l'innovazione. La ministra degli Esteri, Annalena Baerbock (Verdi), durante il dibattito sul Bilancio si è battuta affinché ci fossero fondi sufficienti per la politica culturale all'estero, sprattutto in tempi di crisi internazionale. Ma il ministero da lei presieduto dovrà ridurre le spese, questo vuol dire tagli anche per le organizzazioni che ne sono dipendenti, tra cui il DAAD.

Reazioni

È un duro colpo per le istituzioni che di fatto fungono da ambasciatori culturali per la Germania. Proprio il Goehte Institut sottolinea l’importanza culturale sul piano geopolitico e dice che «in questo periodo di crisi internazionale e di nuovi blocchi, la politica culturale ed educativa deve avere un ruolo decisivo da svolgere». Difficile farlo però se mancano i finanziamenti.

Nel frattempo sotto l'hashtag #StopTheCuts si raccolgono appelli, testimonianze e commenti sullo stop a importanti finanziamenti. Tra cui anche i progetti di ricerca promossi dal Ministero della cultura e della ricerca (BMBF).

Quali conseguenze?

La Germania di fatto rischia di perdere attrattiva dal punto di vista scientifico-culturale. Fino ad ora tra le destinazioni europee più scelte tra i giovani ricercatori di tutto il mondo, Berlino, ad esempio, potrebbe perdere il suo ruolo di polo scientifico-culturale europeo, e la Germania potrebbe mettere a rischio in un certo senso il suo futuro economico e politico.

Basta pensare a quel che ha detto Geraldine Rauch, rettrice della Technische Universität (TU) di Berlino, la quale ha affermato che perdere gli studenti stranieri che arrivano in Germania significa perdere chi in futuro potrà fare da ponte tra la Germania e i loro Paesi.

Le testimonianze

Dalla sua fondazione il DAAD, il Servizio tedesco per lo scambio accademico ha sostenuto circa 2 milioni di ricercatori in Germania e all’estero. Tra loro Sandro Moraldo, professore di lingua tedesca all'Università di Bologna e presidente dell'associazione culturale ADIT, che raccoglie gli Alumni, gli ex-borsisti, italiani del DAAD. Il Professor Moraldo ci ha spiegato che ruolo ha oggi il DAAD per gli studenti e i ricercatori italiani.

Ma che tipo di formazione offre il programma di scambio culturale del DAAD? Ce ne parla Paolo Fonzi, filologo e storico che al momento lavora tra Berlino e il Piemonte ed è vincitore del premio Ladislao Mittner del DAAD nel 2016.