Il calcio dei ricchi

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COSMO Radio Colonia - Beitrag 19.04.2021 05:42 Min. Verfügbar bis 19.04.2022 COSMO


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Il calcio dei ricchi

di Agnese Franceschini

Questa notte è stata annunciata la nascita della Superlega. Un campionato dei club più ricchi e più forti d'Europa e che comprende anche le italiane Juventus, Milan e Inter. La UEFA minaccia l'esclusione dai campionati ai chi parteciperà alla competizione.

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Si tratta una nuova competizione calcistica infrasettimanale alla quale parteciperanno in totale 20 club, 15 di diritto in quanto fondatori e 5 da stabilire con un meccanismo di qualificazione dai campionati nazionali. Oltre alle tre squadre italiane già citate questa superlega vede la partecipazione di Real Madrid, Barcellona, Atletico Madrid, Manchester City, Manchester United, Chelsea, Liverpool, Arsenal e Tottenham. Si sono rifiutate di partecipare le squadre della Bundesliga, e del campionato francese. In altre parole, Bayern Monaco e Paris Saint Germaine non ne fanno parte. Il progetto allo studio prevede la partenza della competizione già a partire da agosto 2021, con le 20 squadre divise in due gironi che si affronteranno in un campionato “all’italiana” con partite di andata e ritorno. Le prime 4 di ogni girone, poi, andranno a sfidarsi nella fase a eliminazione diretta a cominciare dai quarti di finale.

Ma in che cosa si distingue questa competizione dalle altre, come Champions ed Europa League?

 Promotore di questa rivoluzione è Florentino Perez, presidente del Real Madrid e ha come vicepresidente il numero uno della Juventus Andrea Agnelli. Il progetto ha alla base motivi strettamente economici come fa notare Marco Ballinazzo esperto di calcio e business, che ricorda come attualmente i tre miliardi e due che produce il calcio europeo siano circa un terzo di quello che potrebbe produrre invece con una Superchampions. Il modello sarebbe la NFL americana di football che ha 500 milioni di appassionati nel mondo e fattura ogni anno alle reti TV quasi 9 miliardi di dollari, essendoci nel mondo tre miliardi, tre miliardi e mezzo di appassionati di calcio, quindi si potrebbe guadagnare molto di più.

 Si parla dunque di una valanga di soldi, ma questo progetto per realizzarsi ha bisogno di una piattaforma TV che lo finanzi. C’è già?

A questo progetto sta lavorando JP Morgan da diversi mesi per è pensabile che sponsor e tv siano pronte a fiondarsi su questo progetto. Si è parlato di DAZN si è parlato di Vivendì come possibili partner industriali.

Che cosa significa questo, in concreto, per il mondo del calcio?

Parliamo di una sorta di campionato di super élite, e dunque di una scissione tra ricchi e poveri. Ci saranno squadre che guadagneranno miliardi in diritti Tv e squadre che invece resteranno relegate in una sorte di campionato di seconda categoria anche se si chiamerà serie A.

Ecco perché il progetto viene criticato anche da altri club della Serie A. Giovanni Carnevale è l’amministratore delegato del Sassuolo, una squadra che ha fatto della meritocrazia nel calcio la sua battaglia e che vede in questa Superlega semplicemente un tentativo di premiare dei club per la loro storia invece che per i loro meriti.

Questa nuova realtà inoltre è privata ed è completamente slegata dal controllo di qualsiasi federazione internazionale e nazionale, e anzi, UEFA, FIFA, e Federcalcio criticano aspramente i progetti dei questi club.

Come hanno reagito le istituzioni calcistiche ufficiali? Che cosa accadrà adesso?

 Si stanno già preparando le battaglie legali la UEFA parla di una causa da 50, 60 miliardi di dollari. Una cifra immensa ma va commisurata a quello che potrebbe essere lo sviluppo di questa competizione nei prossimi 10 anni. Dal canto loro i club della Superlega ieri nel loro comunicato hanno già chiarito che sono pronti a difendere le loro ragioni legali in ogni sede. In concreto la UEFA ha già annunciato che "Ai club interessati sarà vietato giocare in qualsiasi altra competizione a livello nazionale, europeo o mondiale, e ai loro giocatori potrebbe essere negata l'opportunità di rappresentare le loro squadre nazionali". Una prospettiva che dovrebbe preoccupare anche i calciatori, fa notare il campione del mondo Beppe Dossena.

Boris Johnson, Emmanuel Macron e Mario Draghi hanno subito criticato questo progetto, come si spiega questa reazione politica così forte?

È chiaro che a livello politico ci sia stata una levata di scudi. Perché stiamo andando verso uno scontro epocale tra il calcio elitario, il calcio dei ricchi e il calcio invece legato al territorio, a quella che è anche la funzione sociale di questo sport magnifico, che ha milioni di appassionati e di praticanti. Dunque, è normale che ci siano questo tipo di reazioni a livello politico. Dal canto loro Florentino Perez e Andrea Agnelli promettono di aiutare il calcio a tutti i livelli e ricordano che i 12 Club Fondatori hanno più di un miliardo di tifosi in tutto il mondo e un palmares di 99 trofei a livello continentale.

E intanto oggi, Ceferin, presidente dell’UEFA ha presentato la nuova Champions League che dovrebbe partire dal 2024. Si tratta di un allargamento del numero delle squadre partecipanti da 32 a 36 e con 10 partite a gironi invece che 6.

Stand: 19.04.2021, 18:22