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La svolta a sinistra della SPD

La svolta a sinistra della SPD

di Cristina Giordano e Luciana Caglioti

La Spd tenta di ricompattarsi con il suo elettorato, presentando un pacchetto di riforme "sociali". "Un segnale decisivo", secondo lo storico delle Istituzioni politiche, Ubaldo Villani-Lubelli.

Andrea Nahles, Spd

Abolizione di Hartz IV in favore di un nuovo reddito di cittadinanza, maggiore sostegno per i disoccupati a lungo termine, aumento del salario minimo da 9,19 a 12 euro all’ora e la garanzia di una copertura sociale di base per i minori. È questo il nocciolo del pacchetto di riforme, il cosiddetto “Sozialstaatspapier” messo a punto dalla Spd e presentato dalla segretaria Andrea Nahles. Un segnale che sposta la Spd a sinistra e che indica la volontà di ricompattarsi con l’elettorato, recuperando il terreno perso negli ultimi anni. Sarà sufficiente?

Secondo Ubaldo Villani-Lubelli, storico delle Istituzioni politiche all’Università del Salento, ed esperto di Germania: “È ancora presto per dirlo, perché queste riforme hanno bisogno di tempo affinché possano avere un effetto sociale, e politico”.

Tuttavia, secondo Villani-Lubelli, si tratta di un passo decisivo importante che guarda alle elezioni europee di maggio, e ancor di più alle prossime regionali (Brandeburgo e Sassonia l'1 settembre e Turingia il 27 ottobre). Sarà quello il vero banco di prova della tenuta della Spd e, in generale, del governo tedesco.

Il “Sozialstaatspapier” presentato dalla Spd è però anche una risposta alla crisi della sinistra in Europa – che come ricorda Villani-Lubelli – nel corso degli ultimi decenni ha preferito sposare “la globalizzazione e il neoliberismo”, dimenticandosi la sua origine.

Stand: 12.02.2019, 18:20