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Scorie nucleari, una pesante eredità

Ascolta l'intervista a Giulio Galoppo

COSMO Radio Colonia - Beitrag 28.09.2020 05:58 Min. Verfügbar bis 28.09.2021 COSMO

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Scorie nucleari, una pesante eredità

di Giulio Galoppo

Il 54% del suolo tedesco è ideoneo allo stoccaggio finale delle scorie nucleari. È quanto emerge dal rapporto della Bundesgesellschaft für Endlagerung, l'autorità federale  per lo smaltimento nucleare. Ne abbiamo parlato in studio con Giulio Galoppo.

Atommüll-Castoren

Le scorie nucleari irradiano per milioni di anni

Cosa emerge da questo studio?

Secondo questo rapporto della Bundesgesellschaft für Endlagerung, il 54% della superficie della Germania è idonea per lo stoccaggio fisso di scorie nucleari, che hanno bisogno di milioni di anni per non essere più dannose né per l’uomo né per l’ambiente. La BGE ha segnalato, nel suo rapporto, 90 siti, distribuiti in quasi tutti i Länder tedeschi, ma soprattutto in Baviera e Schleswig-Holstein. È un’impresa ardua a causa delle condizioni che il luogo prescelto sarà chiamato a rispettare.

Sulla base di quali criteri viene valutata l’idoneità dei siti?I

Il sito prescelto dovrà presentare delle caratteristiche idrogeologiche ben precise, dovendosi trovare in un sito chiuso da pareti di roccia, ben lontano dalle falde acquifere e, soprattutto, non soggetto a fenomeni sismici. Si terrà anche conto della densità della popolazione. A partire dal 2050 ben 1900 contenitori con le scorie radioattive saranno stoccati nel sottosuolo.

Una grande novità emergente dal rapporto della BGE è sicuramente l’esclusione dalla lista dei siti di quello di Gorleben. Come si è arrivati a questa decisione?

Negli anni '70 si decise di allestire a Gorleben, in Bassa Sassonia, un deposito di stoccaggio di scorie nucleari. In quel caso, si era trattato soprattutto di una decisione politica. Per questo motivo un’intera regione si era ribellata. La notizia della sua esclusione dalla lista dei siti idonei allo scopo ha scatenato disparate reazioni, tra cui quella entusiastica di Greenpeace. Gorleben è, infatti, da anni il simbolo della protesta contro l’energia atomica.

Markus Söder contesta, invece, le scelte del BGE e parla di decisione politica, soprattutto per quanto riguarda Gorleben, che il governatore bavarese non vorrebbe perdere come sito di stoccaggio.

Ma come si è arrivati a questa situazione e, soprattutto, cosa ha spinto una potenza economica come la Germania a privarsi dell'energia nucleare e quindi a cercare urgentemente una soluzione per lo stoccaggio?

È stato in seguito alla tragedia di Fukushima, nel 2011. Fu allora che la Germania prese la storica decisione di disfarsi di tutte le proprie centrali atomiche per motivi di sicurezza. Stando ai piani attuali, le sette strutture ancora attive dovrebbero essere chiuse entro il 2022, con il sito di contenimento che dovrà essere individuato entro il 2031.

E in Italia, qual è la situazione delle scorie radioattive?

In Italia, in seguito al referendum del 1987, furono chiuse tutte e quattro le centrali nucleari presenti sul suolo nazionale. Ciò non di meno, anche in Italia il problema è presente. L’Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione ha terminato le sue valutazioni delle aree potenzialmente idonee lo scorso marzo. Ora spetta ai ministeri per l’ambiente e per lo sviluppo economico dare il nulla osta per poter avviare la ricerca concreta delle aeree.

Stand: 28.09.2020, 18:45