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Shell: vittoria ambientalista?

Ascolta l'intervista a Stefano Casertano

COSMO Radio Colonia - Beitrag 27.05.2021 05:53 Min. Verfügbar bis 27.05.2022 COSMO


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Shell: vittoria ambientalista?

di Vincenzo Savignano e Luciana Caglioti

Un tribunale olandese ha ordinato al gigante petrolifero Shell di tagliare del 45% le sue emissioni nette di anidride carbonica entro il 2030. Una sentenza storica, ma che lascia molte questioni aperte. Ne parliamo con il giornalista Stefano Casertano, esperto di politiche energetiche.

Shell-Raffinerie in Köln-Godorf

Una raffineria Shell in Germania

A emettere il verdetto sul caso conosciuto come "Il popolo contro la Shell" è stato il tribunale distrettuale dell’Aia, ma ora la sentenza potrebbe costituire un precedente nei tribunali di tutto il mondo, dove si moltiplicano le cause contro le multinazionali che inquinano. La causa è stata avviata nell’aprile del 2019 da "Milieudefensie", il ramo olandese dell’organizzazione internazionale "Friends of the Earth". Più di 17 mila cittadini olandesi hanno intentato una causa civile. Insieme ad altre sei ONG, tra cui Greenpeace e ActionAid nei Paesi Bassi, Milieudefensie ha accusato Shell di non fare abbastanza per allinearsi all’accordo di Parigi e ha denunciato la distruzione del clima perpetrata da una delle più grandi compagnie petrolifere del mondo.

La sentenza è stata accolta con grande soddisfazione dagli ambientalisti. Ma potranno essere obbligate a ridurre le emissioni solo le multinazionali che operano in quei Paesi che hanno accettato gli accordi di Kyoto sul clima, spiega Stefano Casertano, esperto di politiche energetiche: "I grandi colossi cinesi, russi e anche statunitensi potranno produrre in maniera più economica perché saranno libere di emettere di più". Casertano aggiunge inoltre che al momento non ci sono possibilità di obbligare queste multinazionali ad adeguarsi agli accordi internazionali sulle emissioni di CO2, da ridurre entro il 2030 e successivamente entro il 2050.

Stand: 27.05.2021, 18:17