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Scandalo bonus: politici ne fanno richiesta

Ascolta l'intervista a Flavia Perina

COSMO Radio Colonia - Beitrag 10.08.2020 06:23 Min. Verfügbar bis 10.08.2021 COSMO


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Scandalo bonus: politici ne fanno richiesta

di Cristina Giordano e Francesco Marzano

«C'è un pezzo di Italia che ha bisogno di questi sussidi» dice Flavia Perina, che sottolinea quanto la richiesta del bonus da parte di alcuni politici sia di fatto «moralmente insopportabile». La giornalista invita a pubblicare tutti i nomi di coloro che percepiscono un sussidio.

Symbobild INPS (italienische Rentenkasse)

Le rilevazioni Inps hanno scatenato una "questione morale"

Il bonus introdotto prima con il decreto «Cura Italia» e modificato poi con il decreto «Rilancio» era pensato per i liberi professionisti e i titolari di partita Iva, inclusi i lavoratori stagionali. L’importo iniziale era di 600 euro (marzo e aprile), innalzato a 1.000 euro (maggio) se con un calo di fatturato di un terzo rispetto allo stesso periodo del 2019. Secondo la formulazione della legge tutti avrebbero potuto farne richiesta, politici inclusi.

Non si tratta quindi di truffa, ma fanno comunque discutere le rilevazioni Inps che attestano l’ottenimento del suddetto bonus da parte di tre o cinque deputati (si era parlato di tre appartenenti a Lega, uno a M5S, uno a Italia Viva, ma nelle ultime ore sono emerse voci contrastanti) e di circa 2.000 politici tra consiglieri comunali, sindaci e consiglieri regionali.

Secondo la giornalista Flavia Perina se per alcuni consiglieri comunali, con un’indennità molto bassa (poche centinaia di euro), si tratta di un bonus necessario, è «eticamente e moralmente insopportabile» per quei parlamentari che percepiscono circa 12.000 euro al mese per il loro incarico.

Diversi critici hanno sottolineato le lacune della legge che nella sua formulazione regola la misura, e che non ha posto limiti agli abusi. Flavia Perina spiega però che la legge così come è stata concepita, senza eccessiva documentazione o limiti di reddito, mirava a rendere l’iter per la richiesta del bonus il meno possibile burocratico, vista l’emergenza.

Secondo Flavia Perina un efficace deterrente per i «furbetti del bonus» potrebbe essere in futuro la scelta di rendere pubblici i nomi di tutti i percettori dei sussidi elargiti ai cittadini, che in questo momento soffrono maggiormente gli effetti della crisi, e aggiunge che vanno chiamati appunto «sussidi» e non «bonus» termine che secondo la giornalista, può risultare ambiguo.

Stand: 10.08.2020, 18:20