Ascolta l'intervista a Cristina Giordano | COSMO Radio Colonia - Beitrag | 08.06.2018 | 06:17 Min. | Verfügbar bis 08.06.2019 | COSMO

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Lo scandalo Bamf

di Cristina Giordano

Fa ancora parlare il caso dei 1200 migranti che avrebbero ricevuto asilo in Germania, pur non avendone diritto. Mentre la procura indaga sui responsabili, si fanno sentire gli effetti politici, si guarda ai futuri centri di identificazione ed espulsione e a una riforma del diritto di asilo.

Bamf-Skandal | Bildquelle: Getty Images Sean Gallup

Si allarga lo scandalo che ha investito l'Ente federale per la Migrazione e i Profughi Bamf (Bundesamt für Migration und Flüchtlinge). Al momento sarebbero 5 gli indagati dalla procura per aver falsificato, tra il 2013 e il 2015, 1200 richieste di asilo, concesse senza possedere i requisiti necessari. La principale indagata sarebbe l'ex direttrice del distaccamento di Brema del Bamf, dove sarebbero avvenuti gli illeciti. Coinvolti anche tre avvocati e un'interprete.

Angela Merkel nei giorni scorsi ha difeso il lavoro dell'Ente federale, sottoposto a una forte pressione politica seguita all'ondata di arrivi di migranti a partire da settembre 2015, quando la cancelliera pronunciò la celebre frase "Wir schaffen es", ce la facciamo. La Germania allora si è trovata impreparata, e per rispondere alle richieste d'asilo ha dovuto arruolare velocemente del personale, sorvolando sulla preparazione professionale e puntando sull'evasione veloce delle richieste. L'attuale scandalo rischia di avere pesanti risvolti politici. Il ministro federale dell'Interno Horst Seehofer (CSU) ha dichiarato di voler intervenire con una riforma sul diritto di asilo, facendo appello a una rigida interpretazione del regolamento di Dublino – che impone di respingere i richiedenti asilo nel loro primo paese di approdo. L'idea è quella di respingere direttamente alle frontiere.

Un piano che andrebbe a completare la stretta alla politica migratoria che ha già in programma l'introduzione dei cosiddetti "Anker-Zenter", centri di identificazione ed espulsione, da costruire ai confini. Una misura già concordata nel contratto di coalizione firmato tra Unione e Spd. Fino ad ora però solo Baviera e Sassonia sono favorevoli a una loro introduzione.