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Vita da rider

Ascolta l'intervista a Michele De Rose

COSMO Radio Colonia - Beitrag 08.10.2019 03:25 Min. Verfügbar bis 07.10.2020 COSMO

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Vita da rider

di Cristina Giordano e Luciana Caglioti

Il governo italiano trova un’intesa per garantire maggiori tutele ai rider, ma i sindacati non sono soddisfatti. Michele De Rose, sindacalista di Filt-Cgil ci spiega perché. A Berlino invece Stefano Lombardo, rider per passione e fondatore di una start up, ci racconta perché ha scelto questo mestiere.

Fahrradkurier

Nei giorni scorsi il ministero del Lavoro ha comunicato l’intesa della maggioranza per offrire più tutele alla categoria professionale dei rider. Si tratta di un emendamento al decreto sulle crisi aziendali che dovrà essere discusso ancora in Senato. L’attuale bozza prevede per i rider impiegati in maniera continuativa le stesse tutele dei lavoratori con regolare contratto di subordinazione.

Per i ciclofattorini che invece lavorano occasionalmente è previsto un pacchetto di misure che offrono loro maggiori diritti: una paga minima oraria collegata ai contratti nazionali, il divieto di cottimo (ovvero la retribuzione in base al mero servizio e non alla durata del lavoro) e maggiori tutele previdenziali.

Ascolta l'intervista a Stefano Lombardo

COSMO Radio Colonia - Beitrag 08.10.2019 04:43 Min. Verfügbar bis 07.10.2020 COSMO

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Stefano Lombardo, Fahrradkurier in Berlin

A sinistra Stefano Lombardo

Eppure i sindacati non sono soddisfatti. Michele De Rose, segretario nazionale di Filt-Cgil ai nostri microfoni lamenta il mancato svolgimento di una consultazione sindacale, e commenta con preoccupazione il fatto che le misure pensate dal governo «spingano il rapporto di lavoro su contratti di tipo occasionale piuttosto che su contratti di tipo subordinato ».

Stefano Lombardo, 41 anni, rider di Berlino, ci racconta invece la sua storia. Corriere per passione, ha lavorato come freelance per Deliveroo, che offriva – a suo dire – una buona paga rispetto ai concorrenti (15-20 €/h), fino a quando la multinazionale ha deciso di lasciare la Germania perché non vi erano sufficienti margini di profitto. E così, ha deciso di mettersi in proprio, co-fondando una start up (Kolyma2), e continuando a sfrecciare per le strade berlinesi in sella alla sua bicicletta.

Stand: 08.10.2019, 18:15