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Regionali: vincitori e vinti

Ascolta l'intervista a Tommaso Pedicini

COSMO Radio Colonia - Beitrag 22.09.2020 04:53 Min. Verfügbar bis 22.09.2021 COSMO

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Regionali: vincitori e vinti

di Tommaso Pedicini

Tutte le parti politiche (o quasi) reclamano per sè la vittoria. Proviamo a fare chiarezza. Chi esce veramente rafforzato da questo voto? L’analisi di Tommaso Pedicini.

Giuseppe Conte (Links) und Michele Emiliano (Recht)

Giuseppe Conte e Michele Emilano

Gli eletti 

Campania – Vincenzo De Luca (coalizione di centrosinistra) vince con 69,49%

Liguria – Giovanni Toti (coalizione di centrodestra) vince con 56,13%

Marche – Francesco Acquaroli (coalizione di centrodestra) vince con 49,13%

Puglia – Michele Emiliano (coalizione di centrosinistra) vince con 46,78%

Toscana – Eugenio Giani (coalizione di centrosinistra) vince con 48,62%

Veneto – Luca Zaia (coalizione di centrodestra) vince con 76,79%

Valle d’Aosta – a scrutino non ancora concluso (oltre 87% delle schede scrutinate), la Lega risulta il primo partito, ma in virtù dello specifico sistema elettorale, non è ancora certo chi sarà il nuovo presidente di regione.

I vincitori
Tommaso Pedicini: "
C’è sicuramente più di un vincitore. Partirei dai governatori uscenti come De Luca (Pd), Zaia (Lega), Emiliano (Pd) o Toti (coalizione di centrodestra) che hanno stravinto, andando molto al di là del risultato dei partiti che li sostenevano. Qui gioca un ruolo decisivo la loro intraprendenza e la loro presenza sul territorio durante l’emergenza Covid. È stata la buona gestione della pandemia, infatti, a permettere a De Luca e a Zaia di raccogliere risultati pebliscitari e a Emiliano di ribaltare una partita che sembrava persa. A livello di partiti, tra i vincitori ci sono Fratelli d’Italia a destra, che aumenta il proprio consenso da Nord a Sud e riesce addirittura a piazzare un suo governatore nelle Marche, ex storica roccaforte rossa, Acquaroli. Dal voto escono rafforzati anche il Pd e il suo segretario Zingaretti che altrimenti avrebbe seriamente rischiato il posto. Ma chi approfitta maggiormente dell’esito delle urne è il premier Giuseppe Conte, il cui governo avrebbe rischiato molto in caso di una batosta elettorale e che ora può puntellare la sua maggioranza e sperare in un cammino meno impervio per il suo governo nei prossimi mesi."

Gli sconfitti
Tommaso Pedicini: "
Dal voto esce molto male il Movimento 5 Stelle, che si intesta sì la vittoria al referendum e che vede ripagata la sua annosa battaglia sul taglio dei parlamentari, ma che subisce un vero e proprio tracollo un po’ dappertutto, anche al Sud sua ex roccaforte. Malissimo anche Italia Viva di Renzi mai decisiva, e con risultati sotto le aspettative persino nella sua Toscana. Ma anche la Lega ha di che riflettere dopo il voto di ieri. I consensi per il partito di Salvini sono in netto calo rispetto alle Europee: in Toscana non gli riesce la spallata al centrosinistra e al Centrosud fallisce il tentativo di accreditarsi come partito nazionale. Persino in Veneto la lista personale del governatore Zaia raccoglie tre volte più voti di quella leghista."

La maggioranza giallorossa terrà fino a fine legislatura?
Tommaso Pedicini: "
Questo è molto difficile dirlo, anche perché si tratta di una maggioranza estremamente eterogenea che non è riuscita quasi mai a trovare un candidato comune in queste elezioni regionali e dove lo ha fatto almeno parzialmente, cioè in Liguria, ha perso. Ci sono poi molti nodi da sciogliere tra Pd e M 5 Stelle: l’utilizzo del Mes e la nuova legge elettorale, solo per citarne due. E teniamo anche presente che i numeri, specie al Senato, sono molto risicati per il governo. Il 2023 mi sembra quindi una meta molto lontana. Diciamo che già arrivare con questa maggioranza al semestre bianco nella prossima estate e all’elezione del presidente della Repubblica, nella primavera 2022, sarebbe un grande risultato."

I problemi della destra
Tommaso Pedicini: "
La destra si aspettava molto di più da queste elezioni e sognava di vincere in almeno 5 regioni su 6 per poter poi chiedere al Capo dello Stato di sciogliere le Camere e così non è stato. Inoltre, come dicevamo, la Lega sembra aver fallito nel suo intento di accreditarsi come forza nazionale anche al Centrosud, mentre Fratelli d’Italia è sì, in grande crescita ma difficilmente avrà mai i numeri per rivendicare la leadership della coalizione. Infine, e questo è secondo me il dato più importante, la progressiva scomparsa dalla scena di Forza Italia, che ormai sembra vicina all’estinzione, priva la coalizione di destra di quell’elemento unificante tra una Lega nordista e gli ultra nazionalisti di Fratelli d’Italia, elemento che invece sarebbe necessario per puntare in futuro alla guida del Paese."

Stand: 22.09.2020, 18:20