Live hören
Jetzt läuft: Lately von Bbymtha & Shoe feat. Rico Nasty

Radio Radicale a rischio chiusura

Radio Radicale a rischio chiusura

di Cristina Giordano e Paola Fabbri

Dopo oltre quarant'anni di trasmissioni, la storica radio voluta da Marco Pannella rischia di chiudere. L'attuale governo ha intenzione di azzerare i fondi pubblici: al microfono il caporedattore Roberto Spagnoli.

Die Redaktion von Radio Radicale

La redazione di Radio Radicale

Il motto, fino ad oggi immutato, di Radio Radicale è sempre stato „conoscere per deliberare“, principio ispiratore che arriva dal pensiero di Luigi Einaudi, presidente della Repubblica Italiana e intellettuale di grande spessore. Nata sull’onda delle radio libere, Radio Radicale, inizialmente estensione dell’omonomo partito e storicamente legata a Marco Pannella, in oltre quaranta anni ha contribuito a creare un nuovo modo di fare radio: introducendo la rassegna stampa quotidiana, i dibattiti politici, le trasmissioni realizzate per strada, nel cuore delle comunità immigrate.

Vito Crimi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria, lo scorso 15 aprile ha annunciato che l’attuale governo non rinnoverà la convenzione stipulata con Radio Radicale nel 1994, e da allora sempre rinnovata. La convenzione assicurava alla radio un finanziamento di 10 milioni di euro lordi l’anno in cambio della trasmissione delle sedute in Parlamento. Ora la sopravvivenza della radio è a rischio.

Roberto Spagnoli, caporedattore di Radio Radicale ai nostri microfoni smentisce le accuse di Vito Crimi sull’inesistenza di una gara e sulla mancanza di controlli: “Spiace che un rappresentante del governo dica delle cose imprecise: abbiamo vinto nel 1994 l’unica gara che al momento è stata fatta, abbiamo sempre chiesto che fosse fatta una nuova gara, non ci siamo mai opposti e i nostri bilanci sono controllati dalla Corte dei Conti” aggiunge Spagnoli. Le argomentazioni complete nell’intervista realizzata da Paola Fabbri.

Stand: 18.04.2019, 18:00