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Quanto ci aiuta la CoronaWarnApp?

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COSMO Radio Colonia - Beitrag 13.11.2020 05:13 Min. Verfügbar bis 13.11.2021 COSMO


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Quanto ci aiuta la CoronaWarnApp?

di Cristina Giordano

Oltre 21 milioni di download in Germania, la app tedesca per il tracciamento continua però a far discutere. Tra bug e tracciamento al collasso: quanto è utile? E cosa fare se si riceve una notifica di contagio "ad alto rischio"? L'approfondimento a cura di Cristina Giordano.

Corona-WarnApp

Come funzionano le notifiche?

Se la notifica è verde, la segnalazione indica: «niedriges Risiko», un rischio che il Robert Koch Institut, stima come «basso». Significa che che negli ultimi 14 giorni c'è stato un contatto con una persona risultata positiva,  ma era sufficientemente distante (più di 1,5 metri), oppure l'incontro è stato breve (meno di 10 minuti). Se invece la notifica è rossa, si parla di «hohes Risiko», e si presuppone un contatto «ad alto rischio». Significa che la persona positiva era molto vicino, o il contatto è stato lungo (più di 10 minuti). La app in questo caso segnala anche, quanti giorni prima c'è stato il contatto a rischio, non indica però né l'ora, né il luogo.

In caso di notifica «ad alto rischio», cosa devo fare?

Non significa automaticamente che si è stati contagiati. La notifica rossa non implica obblighi. Ma visto che l'obiettivo di CoronaWarnApp è quello di interrompere la catena di contagio, si consiglia di restare a casa, osservare una quarantena preventiva e chiamare la hotline nazionale (il numero di telefono 116117), il proprio medico o il Gesundheitsamt, l'ufficio sanitario. In teoria si ha diritto al test gratuito. Ma dato l'attuale sovraccarico dei laboratori, è il medico a valutare se è il caso o meno di procedere con un tampone – ad es. se si è un paziente a rischio (per età, oppure per patologie). In alcuni centri, ad es. alla Uniklinik o il Gesundheitsamt a Neumarkt di Colonia, basta mostrare la notifica rossa della app per avere diritto a un tampone gratuito.

Sono attendibili gli avvisi della app?

Attualmente sono 21,9 milioni i downloads di CoronaWarnApp in Germania, ma sono 16 milioni gli utenti attivi (fonte: Robert Koch Institut al 6.11). Secondo gli esperti, l'attendibilità è alta. Nonostante ciò la app presenta ancora diversi problemi. I principali sono: notifiche che arrivanno con molti giorni di ritardo – a causa del sovraccarico del sistema di test e tracciamento – e la presenza di alcuni bug, ovvero errori di sistema che possono portare a notifiche errate o ripetute. Come il fatto che il bluetooth, che permette il contatto tra gli smartphone e le app, può captare anche attraverso il muro, il segnale di un vicino di casa, che tuttavia non si è mai incontrato fisicamente. Luca Zorloni, giornalista di "Wired", sottolinea il fatto che ci troviamo di fronte a una app in continuo sviluppo:

«Sono (errori) auspicabili? Ovviamente no, perché questi problemi generano minore fiducia e possono creare dei disguidi alle persone che li adoperano.»

È utile usare questa app?

Gran parte degli esperti è a favore del sì. Secondo Markus Beckedahl, caporedattore della piattaforma giornalistica «Netzpolitik», viste le attuali difficoltà del sistema analogico di tracciamento e test, la app potrebbe essere il principale strumento digitale a nostra disposizione, per arginare i contagi:

« La app è il nostro piano B, certo funziona a tratti, e potrebbe funzionare meglio se ci fossero più persone che ad utilizzarla, ma di fatto non abbiamo un piano C.»

Luca Zorloni della testata online "Wired", sottolinea tuttavia l'errore di non aver potenziato – accanto alla app, gli uffici sanitari utili al tracciamento:

«A livello europeo abbiamo più o meno fallito su questo fronte, quello di creare una macchina sufficiente per reggere il numero di segnalazioni che sarebbero arrivate.»

CoronaWarnApp ha provveduto a un nuovo aggiornamento. Cosa è cambiato?

A prima vista, non molto. Secondo il Robert Koch Institut, che ha risposto a una nostra richiesta, quest'ultimo aggiornamento (Release 1.6 del 11.11.20) dovrebbe aver risolto tra l'altro il problema legato all'inserimento difficoltoso del QR Code dei test, rendendo di fatto impossibile la catena di avvisi. Markus Beckedahl di Netzpolitik è però molto critico su come il governo tedesco stia gestendo la app:

«La app è partita in grande, poi abbiamo avuto la sensazione che dal punto di vista del Bundesregierung l'atteggiamento fosse "la app è lì e non dobbiamo più occuparcene". Si doveva iniziare molto tempo prima con gli aggiornamenti. »

In arrivo nuove funzioni?

Sono molte le proposte su eventuali nuove funzioni che potrebbero rendere la app più attraente per gli utenti. Dalla possibilità di inserire un diario in cui segnare i nostri spostamenti e contatti, all'opzione che la app segnali se il contagio «ad alto rischio» si avvenuto o no, in un cosiddetto cluster, ovvero un focolaio. Il Robert Koch Insistut non si sbilancia.

Il ruolo di Google e Apple

Secondo il giornalista di "Wired", Luca Zorloni, i dati in mano a Google e Apple, sviluppatori della app, avrebbero potuto aiutare i governi, per attuare efficaci politiche di prevenzione. Ma in questo caso, secondo Zorloni, in UE sarebbe mancato un fronte diplomatico compatto. Inoltre CoronaWarnApp si basa su un accordo pensato per tutelare i nostri dati, tra Garante europeo della Privacy e Google/Apple. Questo ha impedito di inserire funzioni come la geolocalizzazione – che avrebbe potuto essere molto efficace per il tracciamento. Se quindi non vogliamo cedere la tutela della nostra privacy, non ci resta che potenziare tutto il sistema analogico di test e tracciamento. Attualmente il vero tallone d'Achille della app.

Stand: 13.11.2020, 18:30