C'è un problema di delinquenza minorile in Germania? COSMO italiano 14.04.2023 18:10 Min. Verfügbar bis 13.04.2024 COSMO Von Francesco Marzano


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C'è un problema di delinquenza minorile in Germania?

Stand: 14.04.2023, 18:00 Uhr

a cura di Francesco Marzano, Giulio Galoppo e Tommaso Pedicini

Il numero di crimini in Germania è tornato ad aumentare per la prima volta dalla fine della pandemia. È quanto emerge dalle statistiche della polizia sulla criminalità, che la ministra federale dell'Interno, la socialdemocratica Nancy Faeser, ha presentato lo scorso 30 marzo a Berlino. Secondo il rapporto, il 2022 ha registrato un aumento dell'11% rispetto al 2021. Preoccupa particolarmente l'aumento del numero di minori autori di crimini. Un dato reso noto poco meno di tre settimane dopo l'omicidio della dodicenne Luise da parte di due sue coetanee e pochissimi giorni prima di quello di Lena, 10 anni, uccisa, sembra, per mano di un bambino di 11 anni. Ne parliamo con Giulio Galoppo, che presenta anche la statistiche della polizia sulla criminalità. Delle "baby gang" attive in Italia ci parla, invece, Marco Dugato, senior researcher di "Transcrime".

Jugendkriminalität-Problem in Deutschland

In aumento i reati commessi dai minori sia in Germania che in Italia

Luise e Lena

Lo scorso 11 marzo, Luise, di Freudenberg, in Nordreno-Vestfalia, non torna a casa dopo aver passato il pomeriggio da un'amica. Il giorno dopo, viene trovata priva di vita, a causa di numerose ferite da coltello, ai margini di un bosco. I sospetti cadono velocemente su due amiche di Luise, forse compagne di scuola, di 12 e 13 anni, che, durante gli interrogatori, confessano il crimine. Lena, invece, viene trovata morta nella sua stanza nella casa di accoglienza per bambini St. Josef a Wunsiedel, in Baviera, lo scorso 4 aprile. Il caso non è ancora stato risolto, ma secondo gli inquirenti, l'autore dell'omicidio potrebbe essere un ragazzino undicenne, ospite dello stesso istituto.

In entrambi i casi, la polizia e la Procura mantengono un basso profilo: brevi annunci, solo quelli strettamente necessari. Non sono state rilasciate dichiarazioni sul movente o sulle circostanze del crimine. In questo caso, la protezione della famiglia della vittima e i diritti dei minori sospettati e delle loro famiglie sono prioritari e devono essere rispettati.

Le due ragazzine che hanno confessato l'omicidio di Luise, come d'altronde il bambino sospettato di quello di Lena, hanno meno di 14 anni. La Procura non può quindi sporgere denuncia contro di loro, in quanto non hanno ancora raggiunto l'età della responsabilità penale, fissata in Germania a 14 anni.

Non possono essere, dunque, punite per il loro crimine nelle modalità consuete. La responsabilità è ora dell'Ufficio per l'assistenza ai minorenni, lo Jugendamt.

Entrambi i casi hanno scatenato un dibattito che mette in discussione l'età a partire da cui si è punibili per legge. Sono molti a richiedere che l'età venga portata a 12 anni. Ma la questione è estremamente delicata e complessa.

I dati statistici della criminalità in Germania nel 2022

Dal rapporto presentato lo scorso 30 marzo dalla ministra dell'Interno Faeser e dal presidente del BKA, Holger Münch, si evince che il numero di minori sospettati di reati è aumentato in modo significativo, del 35,5% rispetto al 2021. Rispetto, al 2019, quindi al periodo pre-pandemia, il numero di bambini di età inferiore ai 14 anni sospettati di reati, nel 2022 è aumentato del 16,3%, mentre il numero di minori di età compresa tra i 14 e i 18 anni sospettati di reati è aumentato del 6,8%. Attualmente ci sono circa 90.000 bambini sospettati di crimini a livello nazionale, ma, c'è da considerare che si tratta di un dato molto inferiore rispetto al picco della fine degli anni '90. Nel 1998, per esempio, erano 150.000 i sospettati di età inferiore ai 14 anni.

Tra i bambini non tedeschi, l'aumento su base annua nel 2022 è stato addirittura del 48%. Münch ha sottolineato che i minori di origine straniera sono maggiormente interessati da fattori di rischio. Nel caso dei reati di furto gli aspetti economici e, nel caso dei reati violenti, lo stress sono possibili fattori scatenanti. Inoltre, i bambini rifugiati hanno spesso subito violenze nelle zone di guerra dalle quali provengono. In generale, i minori, tedeschi e non, sono stati esposti a uno stress particolare durante la pandemia, soprattutto a causa della chiusura delle scuole.

I reati più commessi

Innenminister Nancy Faeser

La ministra federale degli Interni, Faeser, ha presentato di recente il nuovo rapporto sulla criminalità in Germania

Secondo Münch, le aree di reato in cui i minori sono sospettati di aver commesso crimini sono prevalentemente il taccheggio, cioè il furto di merce esposta per la vendita, il borseggio, i danni alla proprietà, gli insulti, le lesioni fisiche lievi, oltre a reati legati alla droga. I furti d'auto e di biciclette sono, invece, al di sotto del livello del 2019. Ci sono poi i reati legati alla pornografia. Il rapporto di statistica della polizia sulla criminalità evidenzia, infatti l'invio di contenuti pedopornografici da parte di bambini anche nelle chat di gruppo. La ministra Faeser ha parlato di una "portata spaventosa" del fenomeno. Il 41% di tutti i sospetti per la diffusione di materiale pornografico è, infatti, minorenne.

Il ruolo dei social media nella criminalità giovanile

Secondo la pedagogista Christina Dinar e l'avvocato Matthias Kettemann, del Leibnitz Institute for Media Research di Amburgo, TikTok, Instagram e gli altri social media giocano solo un ruolo indiretto, cioè quello di riunire le persone nello stesso luogo e nello stesso momento. Kettemann è convinto, infatti, che i giovani non stiano diventando più aggressivi a causa dei social media. I disordini e le risse ci sono sempre stati. I social media sono piuttosto un amplificatore del fenomeno.

Le "baby gang" in Italia

Il centro di ricerca interuniversitario "Transcrime" ha pubblicato un rapporto sulle gang giovanili in Italia, realizzato in collaborazione con il Ministero dell'Interno e il Ministero della Giustizia. Marco Dugato, docente all'Università Cattolica di Milano e Senior Researcher di "Transcrime", è uno degli autori del rapporto e ce ne ha presentati i contenuti.