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Le voci di Genova

Le voci di Genova

di Paola Fabbri e Cristina Giordano

A tre mesi dal crollo del Ponte Morandi, come vivono cittadini e imprese a Genova? Abbiamo raccolto le testimonianze di un abitante e di un imprenditore che dice: "Non abbiamo paura di rimboccarci le maniche, abbiamo paura che questo non basti".

die Brücke in Genua

Genova si presenta ancora devastata agli occhi dell'osservatore

Il Decreto Genova approvato in via definitiva in Senato (il 15.11 con 167 sì, 49 no e 53 astenuti) prevede che sarà Autostrade – inizialmente esclusa da ogni trattativa – a finanziare la ricostruzione del Ponte Morandi. Sono inoltre stati stanziati 10 milioni di euro per le imprese colpite economicamente e situate all'interno della "zona rossa", ovvero in prossimità del ponte.

Una cifra che non sarebbe sufficiente secondo Giuseppe Pace, proprietario della storica "Autocarrozzeria Torino", a soli 700 metri dal luogo della tragedia, non solo perché inferiore alle promesse iniziali (20 milioni), ma perché il contributo previsto non riuscirà a coprire nemmeno le spese ordinarie sostenute. "Il problema principale è stato tagliar fuori Autostrade" sostiene Giuseppe Pace, nonostante si fosse offerta di erogare contribuiti alle attività colpite, ricevuti poi solo in parte da alcuni imprenditori, tra cui lo stesso Pace.

Ascolta l'intervista a Fabrizio Belotti

COSMO Radio Colonia - Beitrag | 16.11.2018 | 05:31 Min.

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Molte sono le iniziative per rilanciare nel frattempo le loro attività – la tragedia si sta rivelando un "generatore di idee" sostiene l'imprenditore genovese, previsto già un raduno delle Fiat 500 e un mercatino natalizio: "Non abbiamo paura di rimboccarci le maniche, abbiamo paura che questo non basti" dichiara Pace ai nostri microfoni.

A tre mesi dalla tragedia avvenuta con il crollo di Ponte Morandi il 14 agosto 2018, la vita quotidiana dei cittadini non è ancora tornata alla normalità. Alle difficoltà di viabilità, si aggiungono le richieste degli abitanti – in particolare insorgono ora gli abitanti della "zona arancione", la zona adiacente alla "zona rossa". Mentre per questi ultimi sono previsti indennizzi e soluzioni abitative, per i primi il Decreto non prevede alcun sostegno – come racconta ai nostri microfoni Fabrizio Belotti, presidente del "Comitato degli abitanti al confine della zona rossa".

Stand: 16.11.2018, 18:30