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Nuovo piano Ue per i migranti

Ascolta l'intervista a Vincenzo Savignano

COSMO Radio Colonia - Beitrag 23.09.2020 06:12 Min. Verfügbar bis 23.09.2021 COSMO

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Nuovo piano Ue per i migranti

di Enzo Savignano e Luciana Caglioti

La Commissione europea ha presentato il nuovo Patto europeo su richiedenti asilo e migranti. Ma ora passerà al vaglio del Consiglio europeo e del Parlamento di Bruxelles

patto

Un rifugiato nel campo profughi di Karatepe

L' Ue ha presentatto un patto basato su tre pilastri fondamentali: collaborazione con i paesi di provenienza, screening ai confini e pagamento dei rimpatri per i paesi che rifiutano i ricollocamenti. Tutto passa però dalla revisione degli accordi di Dublino del 1990 che faceva e fa ricadere la maggior parte delle responsabilità sui paesi di primo arrivo o approdo. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, sul tema migrazione ha più volte utilizzato il termine condividisione, ossia l’Europa deve condividere benefici, oneri e fardelli, come la distribuzione dei migranti e dei richiedenti asilo. Il piano è stato poi presentato nel dettaglio dal vicepresidente Margaritis Schinas e dalla commissaria agli affari interni Ue, Ylva Johansson.

Non prevede trasferimenti obbligatori di migranti sbarcati nelle coste Ue verso gli altri Paesi dell’Unione europea, come era stato richiesto dal Governo italiano. La novità più significativa del nuovo piano è l’introduzione di un meccanismo di solidarietà automatico per le persone salvate in mare. Dovranno essere redistribuite tra i partner europei sia che si tratti di richiedenti asilo, dunque titolati a restare in Europa, sia che si tratti di migranti economici, ovvero di persone che dovranno essere rimpatriate. I governi contrari alla solidarietà potranno evitare di ospitare i migranti ma dovranno farsi carico del rimpatrio di un tot di essi attraverso una sponsorship, in pratica dovranno finanziare il loro rimpatrio. Inizialmente i migranti resteranno nel Paese di primo ingresso, ma se entro 8 mesi i governi sponsor non saranno riusciti a organizzare il loro rientro in patria dovranno accoglierli sul proprio territorio in attesa della chiusura della procedura di ritorno.

Questo meccanismo di solidarietà diventerà obbligatorio. Affinché il piano possa entrare in vigore sará necessaria l'approvazione del Consiglio europeo e del Parlamento di Bruxelles. Molti esperti hanno già criticato il nuovo piano Ue, come il professore Alfonso Giordano che insegna alla Luiss di Roma Geografia economico-politica ed è considerato in Italia uno dei maggiori esperti di politiche migratorie. La Repubblica Ceca si è detta intanto contraria a qualsiasi redistribuzione obbligatoria dei migranti tra i Paesi dell'Ue. Lo ha sottolineato il ministro dell'Interno, Jan Hamacek. È probabile che la stessa posizione sarà presa dagli altri paesi del cosiddetto gruppo Visegrad che oltre alla Repubblica Ceca comprende Polonia, Ungheria e Slovacchia.

Stand: 23.09.2020, 18:53