Pandemia e obbligo vaccinale in Germania

COSMO italiano 20.01.2022 23:37 Min. Verfügbar bis 20.01.2023 COSMO Von Francesco Marzano


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Pandemia e obbligo vaccinale in Germania

Stand: 20.01.2022, 17:45 Uhr

di Agnese Franceschini e Francesco Marzano

Ancora una volta la pandemia ha raggiunto un nuovo record: il Robert Koch Institut ha registrato oltre 133.000 nuovi contagi e l'incidenza è salita a 638,8. Ieri il valore era 584,4 e una settimana fa 427,7. Intanto uno studio dimostra come gli stranieri muoiano di più di coronavirus. Con il costituzionalista italiano, Michele Aìnis parliamo inoltre dell'obbligo vaccinale in Italia.

La costituzione tedesca e una siringa per il vaccino

Ricoveri e vittime del Covid

In 24 ore sono stati registrati 234 decessi in tutta la Germania. In calo rispetto ai 316 morti di una settimana fa. L'incidenza dei ricoveri, ovvero il numero di pazienti ricoverati in ospedale in sette giorni ogni 100.000 abitanti, è di 3,34 a livello nazionale. Infine si calcola che  dall'inizio della pandemia più di 8 milioni e 300 mila persone in Germania sono state infettate dal coronavirus.

Regolare le priorità nei test molecolari o PCR

Il grande numero di contagi comporta anche un grande numero di test e a quanto pare cominciano a scarseggiare quelli che dovrebbero dare certezza definitiva se si è positivi al coronavirus, i test molecolari o PCR. Per questo il ministro della salute Karl Lauterbach della SPD vuole presentare nel fine settimana un regolamento che regoli le priorità nella valutazione dei test PCR. In particolare, i laboratori dovrebbero essere obbligati a dare priorità all'esame dei campioni dei dipendenti degli ambulatori, delle case di cura, delle strutture per persone con disabilità e dei rispettivi servizi ambulatoriali. Le associazioni dei farmacisti sono ancora più radicali e chiedono una abolizione dei test PCR da sostituire, ad esempio per chi esce dalla quarantena con i normali test veloci.

Il dibattito sulla vaccinazione obbligatoria

Cliniche e ospedali stanno spingendo per una introduzione rapida dell’obbligo vaccinale per evitare il rischio di un sistema sanitario sovraccarico. Inoltre il gruppo parlamentare della SPD si è riunito oggi a porte chiuse per stabilire un programma di lavoro e arrivare ad una rapida decisione sul tema della vaccinazione obbligatoria. Secondo il capogruppo parlamentare della SPD Rolf Mützenich si potrebbe trattare di una vaccinazione obbligatoria a partire da un certo limite di età, insomma sul modello italiano. Tuttavia, nessun calendario è menzionato nel documento, tuttavia il ministro federale della salute Karl Lauterbach si è espresso a favore dell'entrata in vigore in aprile o maggio. Anche il ministro federale della Giustizia Marco Buschmann dei liberali è favorevole a una "decisione rapida". A questo proposito proprio la coalizione di governo aveva concordato che la vaccinazione obbligatoria avrebbe dovuto essere votata dal Parlamento, ma ogni deputato avrebbe potuto votare secondo coscienza.

Manifestazioni pro e contro le misure anticovid

Una manifestazione contro le misure anticovid

Una manifestazione a favore della vaccinazione obbligatoria a Karlsruhe

Come nelle settimane precedenti, anche in questi giorni decine di migliaia di persone in tutta la Germania hanno manifestato contro le misure del governo contro il coronavirus e le possibili vaccinazioni. Secondo una stima della polizia, lunedì sera (17.01.22), erano più di 70.000. Le proteste sono state accompagnate da un'ampia presenza di polizia e in alcuni luoghi da contromanifestazioni. In ogni caso la ministra dell'Interno Nancy Faeser della SPD è preoccupata per il crescente estremismo che caratterizza le proteste contro il coronavirus. E ha annunciato che lo Stato agirà contro questo con grande severità.

Il registro vaccinale centrale e la protezione dei dati personali.

Finora centri vaccinali, ospedali, studi medici e medici aziendali hanno trasmesso i dati sulle vaccinazioni effettuate al Robert Koch Institut (RKI), il quale dipende da queste informazioni per rendere conto dello stato di vaccinazione della popolazione. Il problema è che non sempre arrivano  tutte le segnalazioni. Un registro delle vaccinazioni potrebbe fornire dati più affidabili. Inoltre, le persone non vaccinate potrebbero essere più facilmente contattate e persuase a farsi vaccinare. E la ricerca potrebbe fornire dati importanti sui possibili effetti collaterali delle vaccinazioni.

Il ministro federale della Giustizia Marco Buschmann si è detto finora scettico su un registro centrale delle vaccinazioni e anche il ministro della Sanità Karl Lauterbach sostiene che la vaccinazione obbligatoria possa essere introdotta anche senza un registro delle vaccinazioni che richiederebbe troppo tempo per essere creato e non sarebbe privo di problemi per quanto riguarda la sua compatibilità con la legge sulla protezione dei dati.

Il parere dell’Autorità federale per la protezione dei dati

Ulrich Kelber non ha sostanziali obiezioni in termini di legge nei confronti di un registro centrale delle vaccinazioni. Tuttavia fa notare come: "La difficoltà è di determinare le finalità e gli obiettivi e dimostrare che un tale registro delle vaccinazioni è necessario e proporzionato alla situazione". Non basta giustificarlo unicamente con l'applicazione dell'obbligo di vaccinazione. La situazione sarebbe diversa se si aggiungessero altri obiettivi. Ad esempio, se attraverso il registro si potessero acquisire maggiori conoscenze sulla pandemia o fosse più facile entrare in contatto con persone non vaccinate. Altri problemi riguardano le modalità con cui si dovrebbero raccogliere i dati e come dovrebbe essere concepito l'obbligo di segnalazione.

I registri delle vaccinazioni in altri paesi

Sì. Nei Paesi Bassi, il registro della popolazione può già essere collegato al registro centrale delle vaccinazioni e utilizzato a fini di ricerca. In Danimarca, le ipotesi sugli effetti collaterali della vaccinazione contro il cancro, in particolare dell'utero sono state verificate collegando i dati del registro delle vaccinazioni con i file elettronici dei pazienti. E in Austria, un registro centrale delle vaccinazioni dovrebbe presto aiutare a far rispettare la vaccinazione obbligatoria che entrerà in vigore a partire da febbraio.