Live hören
WDRcosmo - Der Sound der Welt

Famiglie e pandemia: un bilancio

COSMO italiano 31.03.2022 21:50 Min. Verfügbar bis 31.03.2023 COSMO Von Luciana Caglioti


Download Podcast

Famiglie e pandemia: un bilancio

Stand: 31.03.2022, 18:12 Uhr

di Luciana Caglioti, Agnese Franceschini e Daniela Nosari

Quali conseguenze psicologiche ci sono state per le famiglie e i bambini in due anni di pandemia? Le misure anticovid, il distanziamento sociale, la lontananza dagli amici, regole che cambiavano in continuazione e che creavano un senso di insicurezza. Le paure e l'ansia stanno calando, ma il livello di stress psicologico è ancora più alto del periodo prepandemia, rivelano diversi studi. Due famiglie italiane a Berlino e Düsseldorf ci raccontano come hanno vissuto lockdown e didattica a distanza e lo psicologo familiare Flavio Magnoni di Colonia racconta i problemi e i conflitti all’interno delle famiglie durante la pandemia.  

Una bambina annoiata tra i due genitori

Durante la pandemia è aumantata la depressione tra i giovani

Una situazione in miglioramento

Secondo lo studio Copsy 3 della clinica universitaria di Amburgo-Eppendorf uscito a febbraio e relativo alla fine del 2021, bambini e giovani stanno un po' meglio mentalmente rispetto alla seconda ondata di corona. Tuttavia, la pandemia e le misure restrittive anticovid continuano ad avere un impatto notevole sulla salute mentale. In altre parole lo stress psicologico di bambini e giovani è ancora alto. Circa un terzo ritiene che la qualità della propria vita sia inferiore rispetto a prima dell'inizio della pandemia. Per fare un confronto, prima del 2020, erano circa due bambini su dieci, ovvero un quinto, che si sentivano insoddisfatti della propria qualità di vita. Tuttavia, il benessere psicologico e la qualità della vita dei ragazzi e delle ragazze sono migliorati rispetto alle precedenti indagini durante la pandemia perché le restrizioni ai contatti non sono più così rigide, le scuole hanno riaperto e sono ricominciate le attività sportive.

Il confronto con i due anni trascorsi

Lo stesso studio condotto nella primavera - estate del 2020, quindi in concomitanza con il primo lockdown, con la conseguente chiusura delle scuole, rilevava che ben il 41% dei bambini dai 7 ai 17 anni ritenevano che la qualità della vita si fosse notevolmente ridotta rispetto a prima. Inoltre la percentuale di bambini e giovani con problemi di salute mentale era quasi raddoppiata. Colpiti in modo particolarmente grave  erano, ma lo sono tuttora, i bambini socialmente svantaggiati o con una biografia internazionale. Soprattutto la possibilità di studiare e imparare è stata per loro problematica, o per mancanza di spazio o perché i genitori non avevano la possibilità di aiutarli. In generale, comunque ben due terzi dei genitori volevano supporto psicologico nel trattare con il proprio figlio. Anche nel 2021 la situazione era ben più grave. Nei bambini sono stati registrati sempre più casi di disturbi alimentari – ben il 60% in più rispetto a prima -, ma sono aumentati del 30% anche disturbi come la depressione e il Bornout. 

Le richieste dei giovani

All’insegna dell’Hashtag #Wirwerdenlaut, che possiamo tradurre con “ora ci facciamo sentire”, alcuni scolari e studenti tedeschi hanno lanciato a inizio febbraio una petizione che è stata già firmata da più di 140.000 persone. Nell'appello ai membri del governo si fanno delle richieste precise proprio per limitare i danni della pandemia. La prima di tutte è quella di essere coinvolti nelle decisioni, ma poi si chiede anche la sospensione dell’obbligo di frequenza, maggiori misure igieniche nelle scuole, l’adozione di filtri per l’aria e una migliore organizzazione anche tecnologica della didattica a distanza. Questa iniziativa è inoltre contraria all’allentamento delle misure anticovid nelle scuole, e chiede che resti sia l’obbligo della mascherina che quello dei test. Obblighi che invece in molti casi scompariranno nelle prossime settimane. Per gli scolari che dovrebbero affrontare la maturità si chiede inoltre una ponderazione dei voti finali proprio alla luce dei disagi che i ragazzi e le ragazze hanno dovuto subire nel corso della pandemia.

Lo stress dei genitori

Mamma al cellulare, bambino in braccio e papá al computer

La pandemia ha stressato soprattutto le famiglie

I genitori hanno sofferto quanto i figli, ma anche per loro le cose stanno migliorando. La situazione è ancora pesante, ma i genitori hanno imparato a organizzarsi meglio. Indubbiamente le scelte fatte finora li hanno praticamente costretti ad improvvisare giorno per giorno come coniugare il lavoro con i figli che non vanno a scuola e anche loro lamentano di non essere coinvolti a sufficienza nelle decisioni. È vero, però, che, ad esempio di fronte alle prossime aperture, ci sono praticamente due schieramenti: chi vorrebbe che fossero ancor più radicali e chi invece ritiene rischioso mandare i ragazzi a scuola senza mascherina. Una divisione che di certo non aiuta a creare una lobby forte per i diritti delle famiglie in tempi di pandemia.

La testimonianza di due famiglie e dello psicologo

Angela Saccoccio, insegnante e madre di tre bambini a Berlino, racconta come il covid abbia tutto sommato rafforzato il legame tra genitori e figli e tra i suoi tre bambini. Mentre per la nostra ascoltatrice Roberta di Düsseldorf il problema è stato soprattutto la didattica a distanza. Flavio Magnoni, psicologo di un consultorio della città di Colonia, spiega quali conflitti e problemi ha creato la pandemia all’interno delle famiglie. E da alcuni consigli su come alleviare il disagio.