L'impronta ecologica della pandemia

COSMO italiano 16.02.2022 20:42 Min. Verfügbar bis 16.02.2023 COSMO Von Filippo Proietti


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L'impronta ecologica della pandemia

Stand: 16.02.2022, 17:36 Uhr

di Agnese Franceschini e Filippo Proietti

Dal 1° gennaio 2022, in Germania i proprietari di veicoli elettrici possono guadagnare denaro dalle emissioni di CO2 risparmiate, vediamo come. Ma se da un lato si cerca di ridurre l’inquinamento provocato dalle automobili, la pandemia ha causato un aumento dei rifiuti sanitari, ne parliamo con Loredana Musmeci, un’esperta del settore. E intanto il movimento ambientalista Fridays for future è pronto a tornare nelle piazze, come ci conferma Luca Sardo.

Una manifestazione di Friday for Future in Germania

Una manifestazione di Friday for Future in Germania

Il mercato delle quote di emissione

Per contrastare il cambiamento climatico e ridurre le emissioni di anidride carbonica, le aziende e le industrie che, per le loro attività, emettono anidride carbonica o ossido di azoto possono ricevere i cosiddetti “carbon credit” (o “quote di emissione”). In sostanza, dei diritti ad inquinare: una quota corrisponde all’autorizzazione ad emettere una tonnellata equivalente di CO2. Inoltre, le aziende possono acquistare le quote messe in vendita da altre imprese, che hanno inquinato di meno e quindi non hanno utilizzato i loro diritti.

Nuovi vantaggi per le auto elettriche

Finora in questo modo hanno guadagnato soprattutto i produttori di auto elettriche, ma dal 1° gennaio anche i proprietari di auto, motociclette o monopattini completamente elettrici, possono guadagnare denaro dalle emissioni di CO2 risparmiate. Ciò avviene attraverso la cosiddetta quota di riduzione dei gas serra, o quota di emissione che può essere venduta ai produttori di carburante e quindi ricevere un sussidio che attualmente può arrivare fino a circa 400 euro all'anno.

Finora erano solo gli operatori dei punti di ricarica elettrica pubblici che ricevevano il contributo in denaro. Mentre i proprietari di auto elettriche nella migliore delle ipotesi beneficiavano indirettamente di un prezzo dell'elettricità leggermente inferiore quando si acquista elettricità in tali punti di ricarica. Tuttavia, molti proprietari di auto elettriche ricaricano i propri veicoli anche a casa. Ed è questa la novità importante: dal 2022 possono partecipare anche i consumatori privati.

Il prezzo delle quote di emissione

Un auto elettrica in ricarica

Per calcolare la quota di riduzione dei gas serra viene utilizzata una stima pubblicata dal Ministero dell'ambiente. Si tratta attualmente di 1.943 kWh/anno. Si può richiedere la quota di emissione dimostrando che un veicolo elettrico a batteria è registrato a proprio nome. Non è richiesta la prova dell'uso effettivo, come ad esempio quanti chilometri percorsi all'anno o quale mix di elettricità viene utilizzato per caricare il veicolo elettrico a casa.

Il ruolo delle agenzie di intermediazione

Non è possibile però per i singoli proprietari di veicoli vendere la propria quota di emissione direttamente alle multinazionali del petrolio, poiché il mercato sarebbe troppo frammentato. Ci sono dunque dei fornitori di servizi, o intermediatori, che gestiscono per l’utente questa transazione. Attualmente i proprietari di auto elettriche possono scegliere tra decine di fornitori. Le somme promesse sono spesso comprese tra 200 e 350 euro all'anno; a volte sono fisse, a volte variabili. Ci sono anche differenze nei tempi di pagamento. Il termine per la presentazione della domanda per poter vendere la propria quota di emissione è il 28 febbraio del prossimo anno. C’è tempo quindi per scegliere un fornitore che gestisca la transazione.

La scelta dell’agenzia di intermediazione

L'importo che può essere richiesto ai produttori di carburante non è lo stesso nel tempo, ma è soggetto alle fluttuazioni del mercato. Per questo motivo, molti fornitori di servizi specificano un corridoio di entrate. Alcuni fornitori offrono anche la scelta tra entrate fisse e opzioni flessibili. Con le entrate fisse, un importo fisso è garantito per un determinato periodo. Con le opzioni flessibili, l'aumento dei prezzi delle quote di emissione può portare a maggiori ricavi. Tuttavia, c'è anche il rischio che il calo dei prezzi della CO2 si traduca in minori ricavi.

Le critiche al meccanismo delle quote di emissione

Il rischio intrinseco nel mercato dei carbon credits (come vengono chiamate le quote di emissione) è che in questo modo si incentivi la possibilità da parte delle aziende inquinanti di comprarsi la libertà di inquinare ancor di più. Per questo l’Unione Europea sta pensando di ridurre progressivamente la possibilità di acquistare quote di emissione.

Un altro aspetto problematico riguarda l’auto elettrica vista come auto ecologica. Non tutti la vedono così. Basti pensare che le celle agli ioni di litio che alimentano la maggior parte dei veicoli elettrici si basano su materie prime come cobalto, litio ed altri elementi che possono avere gravi ripercussioni sull’ambiente: l'estrazione del cobalto, per esempio, produce scorie pericolose, e le operazioni di estrazione del litio utilizzano grandi quantità di acque sotterranee. La produzione di veicoli elettrici richiede circa il 50 percento in più di acqua rispetto ai tradizionali motori a combustione interna.

Rifiuti e pandemia

L'Organizzazione Mondiale per la Sanità ha stimato che a livello globale è stata accumulata una montagna di 200mila tonnellate di rifiuti sanitari. La dottoressa Loredana Musmeci, esperta di gestione di rifiuti, racconta come possono essere trattati questi rifiuti, spiegando che non sempre sono pericolosi.

Fridays for Future ad una svolta

La pandemia ha anche impedito le manifestazioni del movimento che ha coinvolto milioni di giovani in tutto il mondo. Ma secondo Luca Sardo la voglia di impegnarsi per l’ambiente non è scemata e già alla fine di marzo sono previste altre iniziative.